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Pubblichiamo il testo di una interpellanza presentata dalle due consigliere comunali del gruppo MPS-POP-Indipendenti al Municipio di Bellinzona (Red)

Negli scorsi giorni l’MPS (con atti parlamentari e prese di posizione) ha sollevato la questione dell’elevato numero di morti per Covid-19 alla casa anziani di Sementina.

Dall’inizio della pandemia in questa casa anziani vi sono stati 30 decessi su 80 ospiti. Anche per quanto riguarda il personale si raggiungono cifre altissime di contagio. Almeno il 60 % del personale curante è risultato, dall’inizio della pandemia, positivo.

La casa anziani di Sementina così come il Centro Somen, la casa anziani Mesolcina e la casa anziani Pedemonte sono di proprietà della Città di Bellinzona. Direttore amministrativo di tutte le case anziani il signor Morisoli, direttrice sanitaria di Sementina e Centro Somen la dottoressa Mosconi. Il dottor Molo è direttore sanitario delle case anziani Mesolcina e Pedemonte.

Il direttore Silvano Morisoli, il capo dicastero Giorgio Soldini hanno rilasciato alla Regione delle dichiarazioni che meritano d’essere riprese:

Giorgio Soldini: “i motivi della differenza (di decessi) non sono per ora noti. Posso però assicurare che quanto era necessario fare per isolare le strutture è stato fatto, peraltro, contemporaneamente e con grande dispendio di energie da parte di tutti i collaboratori, e questo sin da quando le autorità sanitarie cantonali hanno emanato le prime disposizioni che riducevano il diritto di visita, infine revocato”…non posso escludere che a Sementina possa esserci stata una trasmissione interna favorita da più malati e dipendenti asintomatici entrati nella struttura prima delle misure restrittive emanate il 7 e 9 marzo”…“posso garantire che non sono stati messi insieme (nelle camere) ospiti positivi con ospiti negativi”.

Dal canto suo Silvano Morisoli ha affermato: “Posso assicurare che stiamo lavorando con il medico cantonale, Giorgio Merlani, e con lo Stato maggiore cantonale di condotta per analizzare…Non abbiamo mai avuto problemi di approvvigionamento di materiale protettivo, ovvero mascherina, guanti, camici, copricapo, disinfettanti, prodotti virucidi per superfici”. In merito alle dimissioni di un’infermiera con venti anni di servizio a Sementina (perché, non avendo ricevuto, si è presentata la lavoro munita del materiale di sicurezza previsto): “Non possiamo permetterci che ognuno decida di testa propria, scegliendo di fare di più o di meno di quanto prescritto e previsto dalle competenti autorità alle quali noi ci siamo strettamente attenuti: sarebbe un’anarchia. All’interno del Settore Anziani sono stati allestiti protocollo e direttive di salvaguardia del personale e dei residenti ai quali bisogna scrupolosamente aderire e osservare”…dal 21 marzo, ovvero da quando sono stati accertati i primi casi di coronavirus all’interno della struttura, sono stati apportate ulteriori misure. Sono stati separati i pazienti con coronavirus dagli altri, i pasti non sono stati più distribuiti nel locale in comune”.

Alla luce di queste considerazioni chiediamo al Municipio:

  1. A partire a quale data è sono state vietare le visite alla casa anziani di Sementina?
  • In quale data e come si è venuti a conoscenza del primo caso positivo?
  • Fino a quale data gli ospiti hanno consumato il pranzo tutti assieme?
  • Fino a quale data gli ospiti hanno consumato il pranzo in comune ai piani? 5.Da quale data gli ospiti consumano il pranzo individualmente?
  • Al momento della risposta della presente interpellanza (presumibilmente 25 maggio) quanti sono i decessi alla casa anziani di Sementina? Quanti sicuramente di COVID-19?
  • Si esclude che gli altri siano morti di COVID-19 perché appurate altre cause o semplicemente perché non erano stati sottoposti al test e quindi non risultavano positivi?
  • Per quale ragione si è imposto, fino al 18 aprile, il riutilizzo del materiale di protezione monouso?
  • Per quale ragione non si è provveduto a suddividere con tempestività gli ospiti tra positivi e negativi?
  1. Quali sono i provvedimenti che il medico cantonale ha imposto alla casa anziani?
  1. Presso le quattro case anziani della città di Bellinzona i processi e le direttive sanitarie adottate durante la pandemia sono state le stesse?
  1. Al momento della risposta della presente interpellanza (presumibilmente 25 maggio) quanti sono i decessi nelle altre case per anziani del Comune? Quanti sicuramente di COVID-19?
  1. Si esclude che gli altri siano morti di COVID-19 perché appurate altre cause o semplicemente perché non erano stati sottoposti al test e quindi non risultavano positivi?
  1. Come spiega il Municipio eventuali differenze di numero di morti?

Per il Gruppo MPS-POP-Indipendenti Angelica Lepori – Monica Soldini

Bellinzona 15 maggio 2020

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