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Interpellanza al Consiglio di Stato

Lo scorso 9 marzo 2020, poche ore dopo l’annuncio della chiusura dei Pronto Soccorso degli ospedali di Faido, Acquarossa ed Italiano e dei reparti di ostetricia di Mendrisio e Locarno, il nostro gruppo aveva presentato un’interpellanza in cui avanzava l’ipotesi che la direzione dell’EOC utilizzasse strumentalmente l’emergenza COVID-19 per ribaltare il risultato della votazione popolare in materia di pianificazione ospedaliera.

Evidentemente le nostre perplessità in Parlamento si sono scontrate con il solito muro di gomma eretto dagli zelanti partiti di governo.  Che in seconda battuta, coralmente, hanno debolmente protestato all’annuncio dell’EOC che a medio termine il Mendrisiotto dovrà farsene una ragione e accettare il trasferimento dell’ostetricia a Lugano.

Nel frattempo, abbiamo dovuto prendere atto che l’EOC, senza troppo rumore, continua a tener chiuso il Pronto Soccorso dell’Ospedale italiano. Un PS situato in una delle zone più densamente popolate del Ticino (Viganello, Molino Nuovo, Pregassona e Cassarate) senza che i rappresentanti dei partiti di governo, a cominciare dalla Lega che ama ergersi a rappresentante “popolare” di quelle zone, abbiano avuto nulla da ridire.

Per questa ragione chiediamo al Consiglio di Stato:

  1. Per quale ragione l’EOC non ha ancora riaperto il PS dell’Ospedale italiano analogamente a quanto fatto a Faido e Acquarossa?
  2. Per quale ragione finora il CdS non ha ancora chiesto all’EOC di procedere alla riapertura del PS dell’Ospedale italiano?
  3. Quando l’EOC riaprirà il PS dell’Ospedale italiano?

Per il Gruppo MPS-POP-Indipendenti: Matteo Pronzini, Simona Arigoni, Angelica Lepori

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