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Il Movimento per il socialismo (MPS) ha preso atto delle ulteriori informazioni rese di dominio pubblico sulle persone oggetto dell’inchiesta della magistratura in relazione alle morti nella casa anziani di Sementina. Si prende atto che gli imputati appartengono alle strutture dirigenziali sanitarie ed amministrative della casa per anziani.

Fermo restando il principio della presunzione di innocenza, non possiamo non sottolineare come la direzione nella quale si sta muovendo al Procura pubblica vada nella stessa direzione di ricerca delle responsabilità avanzate dall’MPS fin dalle sue prime denunce. Tutto questo deve essere uno stimolo a ricercare anche le responsabilità politiche (legate cioè a modi e tempi della gestione delle case per anziani). Più in particolare:

1.Contrariamente agli stupidi commenti di alcune parti politiche che assimilavano le nostre denunce ad un attacco al personale, l’orientamento assunto dall’inchiesta della Procura tende a escludere il personale da qualsiasi responsabilità. Come abbiamo sempre affermato, il personale si è limitato, in condizioni difficili e spesso di pericolo personale, ad applicare con dedizione le istruzioni ricevute dalla “catena di comando”: dallo stato maggiore di crisi e dal medico cantonale ai responsabili amministrativi e medici della casa per anziani. Spesso, anzi, il personale è stato richiamato ed intimorito dai responsabili amministrativi e sanitari della casa anziani perché segnalava situazioni che, pur conformi alle direttive ricevute, ponevano problemi di sicurezza e prevenzione dalla pandemia a livello delle cure quotidiane. In queste strutture abbiamo anche avuto personale, con lunga esperienza, che per queste divergenze ha preferito licenziarsi.

2. Le vicende della casa per anziani di Sementina e le difficoltà incontrate, in occasione della pandemia, in diverse altre case per anziani, non sono che l’estrema e drammatica conseguenza di una serie di problemi di gestione e organizzazione del sistema delle case per anziani così come si è andato sviluppando in Ticino perlomeno negli ultimi due decenni. Mancanza di linee direttive chiare in materia gestionale e dell’organizzazione delle cure; mancanza delle funzioni di controllo e consulenza da parte degli organi dipartimentali, dei Comuni e del medico cantonale che avrebbe dovuto esercitare la funzione di vigilanza. Tutto questo ha portato, regolarmente, alla emergenza di scandali (finanziari e amministrativi), a conflitti tra direzioni e personale (ne abbiamo avuto uno in piena pandemia alla casa Cinque fonti), al difficile rapporto tra personale e ospiti dovuto spesso alle difficili condizioni nelle quali il personale è costretto ad esercitare la propria attività. Proprio per questa ragione l’MPS, quasi un anno e mezzo fa, ha depositato un’iniziativa parlamentare per la creazione di un Ente cantonale case anziani ed aiuto-domiciliare (sul modello dell’EOC) che superasse questi particolarismi locali nei quali spesso si annidano interessi clientelari e politici che vanno a scapito della qualità del lavoro e delle cure riservate agli ospiti.

3. La vicenda giudiziaria non può e non deve mettere in secondo piano le responsabilità politiche di coloro che, a tutti i costi e negando l’evidenza di alcuni fatti, hanno fin dall’inizio fatto quadrato nella difesa politica dei responsabili amministrativi e sanitari della casa anziani di Sementina. Pensiamo in particolare al Municipio di Bellinzona, ma anche al medico cantonale che da mesi si ostina a parlare di “sfortuna” nella vicenda delle morti in alcune case per anziani. E con lui diversi responsabili medici e politici cantonali.

Il Municipio di Bellinzona, in particolare, dovrebbe tirare le conseguenze politiche di una situazione (fatta salva, lo ripetiamo, la presunzione di innocenza) di una situazione i cui sviluppi sembrano smentire le prese di posizione rassicuranti e nette diffuse dall’esecutivo della capitale nelle ultime settimane.

4. Proprio perché vi sono questioni politiche e amministrative alla base di queste vicende, l’MPS ritiene che sia un inaccettabile atto dilatorio la decisione della commissione della gestione di voler rinviare la discussione e la decisione sulla costituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta (CPI), come richiesto già in giugno dall’MPS. Infatti, le responsabilità politiche e amministrative non necessariamente coincidono con quelle di tipo penale. Ad esempio, la latitanza del medico cantonale nella sua funzione di consulenza e vigilanza sulle case per anziani in questi anni (che ha di fatto favorito l’insorgere di alcuni problemi al momento della pandemia) ha a che fare con responsabilità politiche e amministrative chiare anche se non di rilevanza penale. Per questa ragione l’MPS chiede che la sua proposta per la costituzione di una CPI venga affrontata senza ulteriori indugi.

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