Ciao Beppe!

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Caro Beppe, avresti voluto esserci al presidio per salvare il pronto soccorso dell’Ospedale italiano. Ma in ottobre, da vent’anni a questa parte, andavi a dare una mano agli amici in Toscana per la raccolta delle olive. Non sei più tornato. Ci mancherai, caro amico e compagno di tante battaglie. Ci mancheranno il tuo impegno militante, la tua disponibilità all’azione. Ci mancheranno la tua affabilità sincera, timida e genuina, la tua sensibilità, il tuo spirito solidale che ti portava a stare sempre dalla parte degli ultimi. Era tenace la tua partecipazione umana e politica alle questioni sociali, convinto com’eri che una reale giustizia non può prescindere da una visione rivoluzionaria. Non ci sorprenderai più con i tuoi scritti, con le tue riflessioni acute, radicali, sempre originali. Chi ti ha conosciuto sa anche del tuo cuore generoso, della tua simbiosi con la natura del territorio. Conoscevi e amavi l’arte di coltivare orti e vigneti, sapevi di potature e di innesti, conoscevi i luoghi dove crescono i fiori più rari e selvaggi delle nostre montagne. Forse per questo l’ultimo battito lo hai voluto lasciare all’ombra di un ulivo.

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