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Certo, son passati (per fortuna!) i tempi in cui, nel PCE (come nel PCUS) chi dissentiva finiva male (in senso fisico). Gli omicidi di anarchici e “trotskisti” del POUM durante la guerra civile, in “simpatica” competizione con i franchisti (che, da parte loro, non distinguevano tra i “rossi” di ogni tendenza) sono lontani nel tempo e nella coscienza degli attuali militanti di Izquierda Unida e di Podemos. Anzi, il PSUC (il PC catalano) ha fatto pure una pubblica autocritica, una quarantina di anni fa, e chiesto scusa agli eredi del POUM e della CNT-FAI del 1936-39. Ma probabilmente ci dev’essere un virus, lo stalin19, che, pur perdendo in virulenza e letalità, analogamente al Covid, continua ad annidarsi nell’organismo politicamente malato di coloro che sono stati contagiati un tempo dalla “linea generale”. Che è successo? Colpi alla nuca nei sotterranei della Lubianka? Picconate a tradimento alle spalle? Deportazioni nel nord della Siberia per morire di fatica, freddo e fame? Niente di tutto questo, per fortuna. Semplicemente i 6 deputati di IU (sui 17 che conta nel Parlamento andaluso il gruppo parlamentare di Adelante Andalucía) hanno chiesto (ed ottenuto) l’espulsione dal gruppo parlamentare di 8 deputati (Teresa Rodríguez-Rubio, Ángela Aguilera, José Ignacio García, Luz Marina Dorado, María Vanessa García, María Gracia González, Ignacio Molina y Diego Crespo), fondatori di Podemos ed ora militanti di Anticapitalistas, la sezione spagnola della Quarta Internazionale). Come ci son riusciti, visto che sono solo in 6? Semplice: grazie ai voti dei deputati del PSOE, del PP e dei fascisti di Vox! Avete capito bene: i “comunisti” di IU-PCE hanno chiesto non solo ai socialdemocratici, non solo ai conservatori del PP, ma persino ai franchisti di dargli una mano a buttar fuori da AA i nostri compagni! Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe proprio da sbellicarsi dalle risate. Ora, direte voi, cosa importa ai nostri compagni deputati di far parte o meno del gruppo parlamentare di AA? Beh, al di là dell’indignazione (sono stati proprio i compagni di Anticapitalistas – allora corrente di sinistra interna a Podemos – a promuovere quell’alleanza tra Podemos, IU, Primavera Andaluza e Izquierda Andalucista che ha preso il nome di Adelante Andalucía e che si è affermata come terza forza politica – dopo PSOE e PP – alle ultime elezioni nella regione più popolata di Spagna) non far parte di un gruppo parlamentare limita moltissimo le possibilità di intervento in parlamento. Probabilmente sarà superata fra poco, questa limitazione. Credo che gli 8 compagni (a cui forse si uniranno altri 3, tuttora di AA, ma che hanno condiviso le posizioni di Teresa, pur non essendo iscritti ad Anticapitalistas) possano costruire un nuovo gruppo parlamentare. Ma resta la ferita alla democrazia (e pure al semplice buon senso) di questa forzatura burocratica repentina (con l’appoggio del soccorso rosa-nero) che non può che rendere complicato il percorso di costruzione di un’alternativa di sinistra all’attuale governo di destra in Andalusia. Teresa era la presidente di Podemos Andalusia, una delle fondatrici, con gli altri compagni dell’allora Izquierda Anticapitalista, di quella “meteora” nel 2014 che tante illusioni aveva creato nella sinistra spagnola ed europea. Dopo la svolta a destra impressa a Podemos dalla direzione di Pablo Iglesias negli ultimi 3 anni, lei, con gli altri compagni di Anticapitalistas (e non solo) ha iniziato una battaglia per mantenere Podemos sulle posizioni iniziali, anti-sistema, “rupturiste”, per la fuoruscita dal regime del ’78 e in prospettiva dal capitalismo. Da quando Podemos ha deciso di diventare la stampella “di sinistra” dei social-liberali del PSOE, la scelta di separare i due percorsi è diventata inevitabile. E dopo più d’un anno di travagliate discussioni, nel gennaio di quest’anno si è consumata la rottura, che sembrava essere stata “non traumatica” (la stampa aveva parlato di “divorzio consensuale”, con tanto di reciproci auguri tra Iglesias e Rodriguez). Teresa ha infatti chiesto chiarimenti a Madrid, a Pablo in persona. Senza ottenere, per ora (tarda serata del 29 ottobre) nessuna risposta. Forse i rancori accumulati durante il “matrimonio” (che non fu mai troppo “amoroso”) impediscono a Iglesias di rispondere? O il virus continua ad annidarsi nel suo DNA (1)?

1. Pablo Iglesias da giovane era militante del PCE

*Sinistra Anticapitalista Brescia

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