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La sessione di ottobre del Parlamento si è svolta a Bellinzona in una sala organizzata, a detta del medico cantonale, in modo da garantire tutte le norme di sicurezza. Ora però si torna in esterna, al mercato coperto di Mendrisio.

Non vogliamo entrare nel merito della sicurezza delle riunioni del Gran Consiglio, ma ci preme ancora una volta mettere in evidenza le contraddizioni dell’agire del governo e del medico cantonale. In ottobre la decisione di tornare a Palazzo è stata salutata da tutti (o quasi) come un segnale importante di un lento ma graduale ritorno alla normalità. Dopo nemmeno due settimane si sottolinea invece l’importanza di garantire la sicurezza a fronte di una situazione molto difficile e in costante peggioramento.

Dopo aver aumentato in modo cospicuo (la settimana scorsa) salari e prestazioni pensionistiche dei consiglieri di Stato, ecco che il ceto politico di questo cantone si assicura misure di prevenzione e di sicurezza degne di questo nome il resto della popolazione può “tranquillamente” ammassarsi sui mezzi di trasporto e andare a lavorare o a scuola (solo oggi 3 classi di scuola medie poste in quarantena) senza che le necessarie misure siano garantite. Ancora oggi (a otto mesi dell’inizio della pandemia) il medico cantonale ricordava alle imprese di mettere in atto piani di protezione…insomma come sempre due pesi e due misure.

Crediamo che sia giunto il momento di smetterla di giocare con la salute dei cittadini e delle cittadine e di prendere adeguate misure che permettano di arginare questa seconda ondata che rischia di fare molto più male della prima…e di cominciare a riflettere a misure di sostegno al reddito che sappiamo far fronte all’insicurezza economica che questa crisi sta generando. La Spagna ha appena deciso di introdurre una tassa sui grandi patrimoni per finanziare la sanità pubblica e i sussidi sociali…se può farlo la Spagna potremmo farlo anche noi…

*granconsigliera MPS

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