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Questa volta, almeno in parte, non possiamo criticare la decisione presa oggi dal governo cantonale che, finalmente è il caso di dire, ha deciso di estendere l’obbligo di portare la mascherina. Così, da lunedì, sarà obbligatorio “indossare la mascherina in tutti gli spazi interni accessibili al pubblico, quali negozi, centri commerciali, musei, teatri, cinema, luoghi di culto, stazioni, zone d’accoglienza, sportelli di stabili amministrativi, aziende di servizi e strutture della ristorazione”. Proprio quanto avevamo chiesto (almeno in parte) nella nostra presa di posizione di ieri (https://mps-ti.ch/2020/10/governo-e-lotta-al-covid-19-e-necessario-con-urgenza-cambiare-passo/)

Inutile dire che queste misure giugno con diversi giorni di ritardo. Il governo, per diversi giorni, si è cullato nell’illusione (consigliato non sappiamo da chi) che il Ticino fosse “diverso” da quanto stava succedendo nel resto della Svizzera; e che le misure fin qui adottate ci avrebbero protetto da un aumento dei contagi.

Ci si rende ora conto che le cose non stavano e non stanno così; che la “logica del virus”, se possiamo così esprimerci, non riconosce “i meriti acquisiti” e colpisce appena trova uno spazio scoperto.

Le misure decise oggi sono certo importanti, anche se lasciano ancora scoperti alcuni spazi e settori importanti.

Pensiamo, prima di tutto, ad alcuni ordini scolastici (in particolare la scuola media) dove, proprio perché è necessario fare di tutto per non chiudere la scuola (né parzialmente, né totalmente), devono essere ulteriormente rafforzate le misure di protezione, a cominciare dall’obbligo della mascherina.

Resta poi una questione centrale: quella dei contatti sui luoghi di lavoro che, finora, sono totalmente rimasti scoperti dall’azione del governo che, sembra, si limiti a rimettersi alle disposizioni date dalle associazioni padronali e dalle singole direzioni aziendali.

A noi pare che anche su questo terreno si debba avanzare, con celerità, verso un obbligo, in presenza di luoghi di lavoro affollati dove non sia possibile mantenere costantemente il distanziamento sociale, di portare la mascherina.

Il Cantone e i Comuni potrebbero cominciare a dare il buon esempio introducendo questo obbligo nella loro qualità di datori di lavoro; e, forti di questo esempio, potrebbero esigere che su tutti i luoghi di lavoro (cantieri, uffici, fabbriche, etc.) questo obbligo venga introdotto. D’altronde da tempo in alcuni settori chi lavora porta sistematicamente la mascherina. Pensiamo, ad esempio, al personale sanitario che, da mesi, lavora con questo accorgimento. Pensiamo ai docenti delle scuole post-obbligatorie che, da oggi, dovranno (giustamente) tenere le loro lezioni, parlare ai loro studenti, continuando a portare la mascherina.

Non vi sono quindi ragioni valide per non riflettere con celerità a intensificare l’uso della mascherina, attraverso l’obbligo di portarla, sui luoghi di lavoro. Ancora una volta cerchiamo di non arrivarci, come già è successo qualche mese fa, con in imperdonabile ritardo.

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