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Come abbiamo già informato l’opinione pubblica, un sondaggio promosso dall’MPS è stato sottoposto ieri all’attenzione di tutte le dipendenti e i dipendenti amministrativi del Cantone. Obiettivo verificare l’applicazione delle norme introdotto per combattere il COVID 19 all’interno dell’amministrazione cantonale (applicazione misure di igiene e distanziamento, eccesso e regolamentazione del telelavoro, etc.).

In poche ore diverse centinaia di impiegato hanno risposto al questionario: ma, dopo poche ore, il governo ha pensato bene di bloccare l’accesso al questionario on line. Una prova, qualora fosse ancora necessario, dello spirito antidemocratico che regna in seno al governo e nei piani alti dell’amministrazione.

Ma, non contenti di questo, il governo (non pensiamo che tale decisione non sia stata preso senza il suo concorso, o perlomeno del consigliere di Stato Vitta dal quale dipende il Centro sistemi informativi- CSI del Cantone) ha deciso di bloccare l’accesso informatico agli indirizzi dell’amministrazione al nostro deputato Matteo Pronzini.

Si tratta di una violazione grave, prima di tutto, dei diritti individuali di un cittadino: chiunque deve avere il diritto di rivolgersi all’amministrazione e ai suoi servizi in qualsiasi momento.

Ma si tratta, ulteriore e grave violazione, della negazione del diritto di un membro del Parlamento, pertanto riconosciuto dalla nostra costituzione e dalle sue leggi, di esercitare la propria funzione di controllo sul governo e su quanto succede nell’amministrazione. Un controllo che, beninteso non si esercita individualmente, ma trovandosi nella condizione di raccogliere informazioni sul modo in cui leggi e decisioni vengono applicate.

Evidentemente, non è estraneo a tutto questo il fatto che Matteo Pronzini e il gruppo MPS abbiano colto in flagrante, pochi giorni fa, il Centro sistemi informativi del Cantone (circa 200 impiegati) in una situazione di grave mancanza di applicazione delle stesse disposizioni emanate dal governo. I responsabili del servizio (a cominciare dal suo direttore Silvano Petrini) non vedevano l’ora di esercitare al loro miserabile, antidemocratica e stupida piccola vendetta privata. L’MPS invita il governo a mettere fine immediatamente a questo modo di procedere, irrispettoso dei diritti democratici più elementari

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