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Centinaia di migliaia di persone nelle piazze di tutta la Francia contro le politiche liberticide del governo Macron e la violenza della polizia
In Francia il coperchio della pentola è saltato. Grandi manifestazioni si sono svolte ieri in tutte le parti de paese e un immenso corteo ha attraversato le strade di Parigi.
Siamo davanti ad una vera e propria rivolta popolare contro il governo Macron, il governo che, più ancora di altri in Europa, si è distinto durante la pandemia per le sue scelte sfacciatamente filopadronali, per la difesa dei profitti contro il diritto alla salute, per una politica ultra repressiva, violenta ed apertamente razzista.
L’appello per “La marcia della libertà”, contro la legge sulla sicurezza globale (l’articolo 24  proibisce e reprime la diffusione di immagini e video dei poliziotti impegnati nella repressione delle manifestazioni)  e i pestaggi della polizia è stata  promossa dai sindacati dei giornalisti, dai collettivi degli avvocati, dalle organizzazioni per la difesa dei diritti umani, da tante associazioni sociali, con la partecipazione dei sindacati e delle forze di sinistra, ed ha visto la massiccia presenza di diversi settori sociali, lavoratrici e lavoratori, giovani dei quartieri popolari, studentesse e studenti,  tanti cittadine e cittadini e infine anche  i “gilet jaunes”. Un vera e propria crisi sociale sembra aprirsi dall’altra parte delle Alpi.
Ecco l’articolo scritto a caldo di Antoine Larrache dal sito dell’NPA francese
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1200 a Pau, 2000 a Chambery, 6000 a Rennes, Tours e Montpellier, 5000 ieri a Nantes, migliaia a Tolosa in una manifestazione spontanea, più di 10.000 a Lione e soprattutto 150 mila a Parigi; la mobilitazione odierna era incredibile, un immenso risveglio dopo mesi di confinamento politico.

I giovani erano molto numerosi nei cortei, i liceali, gli studenti, i giovani dei quartieri popolari, rivoltati contro la violenza poliziesca, il razzismo e più complessivamente dalla situazione in cui si sta vivendo. C’erano numerosi militanti di diverse organizzazioni, di tutta la sinistra, anche se, a parte la CGT, la FSU e Solidaires, poche erano le organizzazioni rappresentate in quanto tali, ad eccezione beninteso dell’NPA, molto presente ovunque. A Parigi il suo spezzone di corteo ha raggruppato molte centinaia di persone; era molto dinamico con slogan e canti. C’erano anche centinaia di giornalisti e di avvocati la cui attività è fortemente impedita dal progetto di legge liberticida.

Il governo deve fronteggiare una crisi politica scatenata dalle sue stesse contradizioni. Si è fatto da una parte difensore della “libertà di espressione” a partire dall’assassinio di Samuel Paty, (il professore decapitato da un terrorista n.d. r.) ma dall’altra parte ha dato piena libertà alla polizia di per reprimere, violentare, mutilare. La legge della “sicurezza globale” completa questa politica, in totale coerenza con il razzismo di stato e la legge “separatista”.

Ma le violenze contro Michel Zecler (il produttore musicale massacrato di botte dalla polizia e di insulti razzisti n.dr.), per fortuna filmate, hanno mostrato a tutti il ruolo della “sicurezza globale”: garantire l’impunità poliziesca.

Costruire questo movimento per vincere

La mobilitazione è stata fantastica, dimostra che è possibile reagire di fronte al potere. Nei prossimi giorni, in tutti i quartieri, organizziamoci per farlo arretrare. Riunioni unitarie, assemblee di quartiere, nei luoghi di lavoro e di studio, manifestazioni locali davanti ai commissariati, alle prefetture e ai comuni; dobbiamo accelerare la costruzione di un movimento di massa.

Impedire il passaggio di questa legge deve essere il nostro obiettivo. E denunciare le politiche liberticide e razziste che rafforzano e aprono la via all’estrema destra. Filmare le violenze poliziesche, è un elemento basilare della nostra autodifesa. Dobbiamo anche esigere il disarmo della polizia e la fine di tutte le misure razziste e la regolarizzazione di tutti  i migranti.

Cacciare il governo

La sola risposta di questo governo alla crisi sanitaria, sociale ed ecologica che noi viviamo oggi è la repressione. Hanno dimostrato la loro incapacità nel fronteggiarla essendo capaci solo di distribuire miliardi alle grandi imprese; devono andarsene, a partire da Darmanin, il ministro dell’Interno, vera testa di turco, in continuità con il suo predecessore Castaner, delle politiche liberticide.

E’ l’ora della mobilitazione generale contro questo governo.

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