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In mattinata l’MPS ha inviato a tutti i dipendenti amministrativi del Cantone una comunicazione relativa ai risultati del sondaggio effettuato nei giorni scorsi sull’applicazione delle direttive in materia di COVID 19 (sondaggio che vi abbiamo trasmesso in mattinata).
Immediatamente, l’amministrazione cantonale è intervenuta per impedire che i dipendenti si collegassero al sito dell’MPS per prendere conoscenza dei risultati del sondaggio.
In pratica, l’amministrazione cantonale ha oscurato, per i dipendenti del Cantone, il sito dell’MPS.
Riteniamo questo intervento lesivo dei più elementari diritti democratici. Il fatto è ancora più grave poiché va a colpire un partito presente in Gran Consiglio e che rappresenta molto spesso l’unica forza di opposizione.
Appare inconcepibile che l’amministrazione (con il chiaro consenso del governo) oscuri i siti di forze politiche di opposizione sulla base del fatto di non condividere quanto dicono e scrivono queste forze; peggio ancora, per impedire ai propri dipendenti di accedere alle comunicazioni dell’MPS. Se le ragioni fossero legate al fatto che i dipendenti non devono, durante il loro lavoro, accedere a siti esterni all’amministrazione, in particolare siti di partiti politici, immaginiamo che lo stesso trattamento riservato all’MPS sia stato riservato a quello del PLRT, del PPD, della Lega, etc. etc. Ma, evidentemente, le cose non stanno così.
Si tratta di un intervento di censura degno dei peggiori paesi: anche se non siamo a Pyongyang o a Pechino, i metodi sono gli stessi.
L’MPS chiede che abbia fine immediatamente questo oscuramento e che i dipendenti del Cantone possano avere accesso al nostro sito.

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