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Interpellanza: Lo scorso 7 novembre 2020 La Regione ha dato notizia dello scioglimento del precontratto tra l’aiuto domiciliare del Mendrisiotto e l’OBV di Mendrisio in relazione al progetto di cure post- acute il cui progetto era in discussione dal 2014. Le pesanti critiche espresse sia Bruno Arrigoni – sindaco di Chiasso e vicepresidente dell’ACD – e del direttore Brian Frischknecht confermano, purtroppo, quanto l’MPS va dicendo da mesi sull’intenzione dell’EOC di ridimensionare la sua presenza nel Mendrisiotto (così come anche in altri distretti).

Le argomentazioni difensive dell’EOC sono deboli. Il tentativo di scaricare la responsabilità sul voto del 2016 è penoso e fa ridere i sassi. Preoccupanti, per finire, le considerazioni dell’EOC sulla parità di trattamento tra la struttura di cure domiciliari pubblica e gli aiuto domiciliari profit a dimostrazione che purtroppo, la direzione dell’EOC ha fatto propria una pura logica di mercato.

LaRegione 7 novembre 2020:

Il Servizio di assistenza e cura a domicilio del Mendrisiotto e Basso Ceresio non traslocherà più dalla sede attuale di via Mola a via Turconi. L’intesa a cui si lavorava dalla fine del 2014 non si è concretizzata e il precontratto messo sul tavolo è rimasto tale. Niente accordo, insomma. Cambiati i presupposti, l’Acd, l’Associazione assistenza e cura a domicilio, ha rinunciato a diventare un semplice affittuario.

Le aspirazioni, in effetti, in questi anni erano ben altre; la parola chiave che riecheggiava spesso era ‘collaborazione’. In cerca di una base operativa adeguata alle necessità, ci si proiettava verso la gestione condivisa (con l’ospedale) dell’accompagnamento degli utenti appena dimessi nel loro rientro a casa, dando così sostanza a quel progetto di cure post- acute per il quale il Distretto si è tanto battuto.

Il punto, spiega a LaRegione il sindaco di Chiasso Bruno Arrigoni nella sua veste di vicepresidente dell’Associazione, sono le garanzie mancate. «Non ci è andato bene, in buona sostanza, non avere l’assicurazione di poter cooperare così come pianificato», esplicita.

E qui si sono affollati gli interrogativi sulle strategie dell’Ente e, dunque, dell’Obv. «Con tutta probabilità – entra nel vivo il direttore del Servizio Brian Frischknecht – i piani dell’Eoc, che non conosco, sono cambiati. Sta di fatto che l’offerta che abbiamo ricevuto aveva solo un carattere immobiliare, non contemplava più un rapporto di collaborazione di carattere clinico e socio-assistenziale».

Una prospettiva in cui il Servizio e i Comuni hanno creduto in questi anni, proprio con l’obiettivo di rafforzare l’idea di una sanità di prossimità a favore della popolazione e, al contempo, trarne dei benefici economici a vantaggio delle cure domiciliari. «L’Associazione – ribadisce il direttore – ha delle visioni che fanno leva sul territorio e che, a quanto pare, non coincidono con quelle dell’Ente. Ne prendiamo atto, ne siamo dispiaciuti e voltiamo pagina».

«In effetti, l’Acd auspicava la cogestione del Reparto acuto di minor intensità (Rami) previsto al terzo piano della nuova ala e dotato di 30 posti letto – conferma il portavoce dell’EOC Masserini. -. La cogestione di questi reparti non ha potuto, però, essere sviluppata secondo le aspettative del Servizio per motivi istituzionali, assicurativi e finanziari. Alla base della decisione dell’Eoc di sciogliere il precontratto, con l’intento, tuttavia, di continuare la collaborazione con Acd e di ulteriormente migliorare la continuità delle cure ai pazienti del Mendrisiotto, vi sono aspetti di natura istituzionale legati al voto popolare del 5 giugno 2016, contrario alla collaborazione strutturata fra l’Ente e terzi. A questo – esplicita – si sono aggiunti aspetti di natura operativa relativi all’equità di trattamento fra i vari servizi Spitex, alla strutturazione delle cure infermieristiche e al modello di finanziamento».

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Alla luce di quanto sopra chiediamo al Consiglio di Stato:

  1. È a conoscenza dello scioglimento del precontratto di collaborazione tra OBV e ACD?
  2. Concorda che la rinuncia dell’EOC ad una collaborazione per la cogestione del Reparto acuto di minor intensità sia da biasimare?
  3. Casa intende fare per obbligare l’EOC (che, lo ricordiamo, è comunque una struttura di proprietà del Canton Ticino) a ritornare al tavolo e concretizzare il progetto di cogestione del Reparto acuto di minor intensità?
  4. Cosa intende fare per impedire all’EOC di smantellare a poco a poco la sua presenza nel Mendrisiotto?

Per MPS-POP-Indipendenti Simona Arigoni Zürcher Pronzini – Lepori Sergi

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