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Pubblichiamo il testo dell’intervento di Giuseppe Sergi a nome dell’MPS pronunciato in occasione della conferenza stampa con la quale MPS-Verdi-Pop e FA hanno presentato a Bellinzona la lista unitaria di opposizione con la quale correranno alle comunali del prossimo aprile. (red)

Sono molti e importanti i temi sui quali la lista MPS-POP-Indipendenti che qui rappresento ha svolto un tenace e continuo lavoro di opposizione negli ultimi anni in Consiglio Comunale, ma anche, è bene ricordarlo, sul terreno concreto.

Li elenchiamo per memoria:

– abbiamo cominciato combattendo – con un referendum vittorioso – la scandalosa proposta di aumentare salari e indennità dei Municipali. Un tema tutt’altro che superato, visto che siamo nel bel mezzo di un altro referendum di questo tipo. E che gli argomenti sono sempre gli stessi.

– abbiamo combattuto la proposta del Municipio di sloggiare le Officine dall’attuale sedime: lo abbiamo fatto contrastando l’accordo con le FFS e il Cantone e sostenendo l’iniziativa Giù le mani dall’Officina. L’esito di quella battaglia è tuttora in corso. Non sappiamo quali siano i contenuti della nuova Officina, non vi sono garanzie concrete di occupazione. Sappiamo invece, purtroppo, quale è la prospettiva nella quale si muove il nuovo quartiere Officina. Che conferma la genuflessione di Cantone e Città di fronte agli interessi delle FFS, vero e proprio capitalista immobiliare, che per nulla si cura dei desideri, dei bisogni, degli equilibri ambientali e pianificatori della città (offerta dismisurata di alloggi in una città caratterizzata dall’aumento dello sfitto).

– abbiamo sistematicamente criticato la politica del Municipio in materia di strutture sociali di tipo scolastico: mense, doposcuola, etc. Problemi tutt’altro che risolti, sia per quantità che qualità. Esempio docenti pranzo.

– abbiamo combattuto la politica del Municipio nei confronti dei propri dipendenti sia al momento dell’adozione delle nuove regolamentazioni (tutt’altro che trasparenti e chiare), sia per lo scippo vero e proprio operato in materia di pensionamento. Uno scippo, perpetrato con l’accordo dei sindacati di regime che sono poi stati apertamente sconfessati dai lavoratori e dalle lavoratrici che, in occasione delle recenti elezioni per la commissione del personale e della commissione della cassa pensione, hanno eletto i rappresentanti della nuova associazione creata dai lavoratori e dalle lavoratrici della città che si erano mobilitate contro questa politica

– abbiamo segnalato le criticità (molto prima del Covid 19) nella gestione delle case per anziani. E la vicenda delle morti nelle case per anziani ha confermato tutto questo (e ciò indipendentemente dall’esito della proceduta penale avviata dal PG).

Infine, abbiamo criticato l’impostazione di fondo della gestione finanziaria della nuova Bellinzona: caratterizzata più per chiacchiere che effettivi progetti. I grandi progetti millantati dalla città (dalla stazione, allo stesso quartiere Officine, dall’eventuale futuro nuovo Ospedale a piazza Indipendenza) non nascono certo da una visione progettuale di Municipio e maggioranza che lo sostiene; ma da decisioni di altri, prese per interessi propri, e ai quali la città si aggrega: da gregaria, ubbidendo alle decisioni e alle leggi degli altri. Quanto sta accadendo con il quartiere Officina ne è la testimonianza.

In questo senso rientra la nostra sistematica opposizione a Preventivi e Consuntivi.

Lo ricordiamo che, quasi sempre, le nostre critiche sono state accompagnate da proposte concrete alternative a quelle del Municipio: lo abbiamo fatto con diverse mozioni in materia di politica scolastica, politica sociale, lotta alle discriminazioni di genere e alla violenza sulle donne: inutile aggiungere che esse hanno sempre trovato l’opposizione del Municipio e dei partiti che ne fanno parte.

Nel fare tutto questo abbiamo potuto constatare, spesso – quasi sempre – una convergenza con i colleghi Verdi, sia in Consiglio Comunale che fuori. Normale quindi aver rivolto a loro una proposta (già lo scorso anno per la tornata elettorale poi rimandata) di realizzare una lista comune delle forze che hanno condiviso – concretamente – questa politica di opposizione.

Siamo contenti che il rinvio abbia permesso di concretizzare questa prospettiva che non aveva funzionato lo scorso anno.

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