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Oggi una delegazione del Movimento per il Socialismo (MPS) ha consegnato 7’583 firme vidimate alla Cancelleria dello Stato a Bellinzona a sostegno del referendum contro la Legge sulla retribuzione e sulla previdenza professionale dei membri del Consiglio di Stato (LRetCdS) approvata dal Gran Consiglio in data 20 ottobre 2020. Altre 642 firme si trovano ancora nelle Cancellerie di diversi comuni in attesa della vidimazione (il periodo festivo e la prolungata chiusura di alcune cancellerie hanno ritardato il lavoro di vidimazione) e verranno direttamente inviate alla Cancelleria dello Stato. Possiamo quindi affermare che la domanda di referendum avrà raccolto oltre 8’000 firme valide.

Avevamo detto, al momento del lancio del referendum, che si trattava di una scommessa: in pieno inverno, nel bel mezzo della seconda ondata pandemica, non era scontato che l’MPS, da solo, riuscisse in questa impresa. Abbiamo vinto la nostra scommessa, malgrado le menzogne e l’ostracismo della classe politica e non solo. Un successo reso possibile dall’impegno dei/delle militanti dell’MPS, ma anche di numerosi/e simpatizzanti che ci hanno offerto un importante contributo.

Nel corso della raccolta delle firme abbiamo potuto constatare come gli argomenti a sostegno del referendum siano fortemente condivisi dalla popolazione; non solo in relazione all’inaccettabile aumento di ben 33’000 franchi annui del salario lordo degli attuali e futuri consiglieri di Stato; ma anche per il momento in cui questa decisione (non certo urgente visto che era in ballo dal 2015) è stata presa dal Parlamento, in piena pandemia e in una situazione critica dal punto di vista economico e sociale per la stragrande maggioranza dei cittadini e delle cittadine di questo Cantone. Molti hanno espresso sorpresa e indignazione per il fatto che questo ulteriore privilegio salariale di chi ci governa cada in un momento in cui si chiedono rinunce e sacrifici alla maggioranza della popolazione.

L’MPS continuerà la sua campagna di informazione su questo tema (attorno al quale vi sono ancora parecchi aspetti giuridici pendenti – ricordiamo le segnalazioni alle quali il PG Pagani non ha ancora dato seguito), in attesa della fissazione della data del voto e della relativa campagna.

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