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A difesa dell’occupazione e contro lo smantellamento delle Officine FFS (OBe)

Nelle scorse settimane la direzione delle FFS ha comunicato la sua intenzione di voler rinunciare, dal 2022, alla manutenzione, per il momento, dei carri, per poi procedere con lo scorporo di tutto il “settore merci (carri, locomotori con rispettiva componentistica” Ciò che per le OBe ha sempre rappresentato il 70% circa dell’attività produttiva!

Questa notizia non è altro che la conferma che le illusioni, le false promesse e aspettative (rilanciate anche di recente da coloro che hanno sempre sostenuto lo smantellamento dell’Officina di Bellinzona) erano solo fumo negli occhi: la “nuova” Officina (che dovrebbe entrare in funzione nel 2026) rinuncerà a una parte delle produzioni (come il settore merci) attualmente svolte che garantiscono occupazione (70% del personale) e competenze professionali utili per lo sviluppo del sito industriale.

Né possono essere seriamente prese in considerazioni le giustificazioni presentate: la necessità di cominciare ad occuparsi da subito della manutenzione della flotta Astoro (ETR610 e RABe503) composta da 19 treni è poco più che una miserevole scusa, in particolare laddove vengono addotte questioni di spazio a disposizione.

Questa decisione conferma invece la trasformazione profonda avvenuta con la decisione di smantellare l’Officina di Bellinzona e di costruire un nuovo stabilimento a Castione: una rottura con la tradizione produttiva e professionale dellOfficine ed un suo ridimensionamento in termini di occupazione e competenze.

Che ad essere sacrificato in modo ormai formalmente definitivo sia poi un settore come quelle dei merci, la dice lunga sulle intenzioni delle FFS. È noto che questo settore non solo si è sviluppato in questi ultimi anni, ma, anche alla luce delle preoccupazioni ed esigenze di trasporti sempre più compatibili con l’ambiente, rappresenta un settore di sicuro sviluppo nel futuro. D’altronde persino le FFS hanno annunciato, proprio in questi ultimi periodi, di voler rafforzare e aumentarel’intervento nella manutenzione del settore merci (carri, loc, etc.)…in altri siti produttivi.

La commissione del personale, i sindacati SEV, Transfair ed Unia (CoPe allargata in seno alla Piattaforma presieduta da F.Steinegger) sono contrari a questa dismissione ed hanno chiesto alle FFS di ritornare su questa decisione. Hanno inoltre chiesto alle FFS di presentare, finalmente, il piano industriale del futuro stabilimento (attività previste, numero di personale, etc). Negli scorsi giorni il Consiglio di Stato si è espresso a sostegno delle rivendicazioni della commissione del personale e dei sindacati.

Con la presente risoluzione il Consiglio comunale della città di Bellinzona

– chiede alle FFS di rinunciare alla dismissione del settore carri e tutto quanto concerne questo settore, ricordando che carri e nuove lavorazioni non sono in concorrenza né per esigenze di spazio, né di conoscenze professionali;
– sollecita le FFS affinché presentino, in tempi brevi, il piano industriale dettagliato del nuovo stabilimento industriale di Castione;

– invita il Municipio a sostenere, come ha fatto il Consiglio di Stato, le rivendicazioni del personale e delle organizzazioni sindacali

Per MPS-POP-Indipendenti Angelica Lepori e Monica Soldini

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