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L’MPS lo ha affermato da subito, senza ambiguità. La battaglia contro il Polo Sportivo e degli Eventi (PSE) non è una battaglia contro i bisogni sociali di natura sportiva accumulatisi negli anni a Lugano. Per essere ancora più chiari: l’MPS sostiene la necessità di ammodernare lo Stadio di Cornaredo per rispondere alle norme imposte dall’UEFA, così come l’edificazione di un Palazzetto dello Sport capace di soddisfare le esigenze degli sport di sala (basket, pallavolo, ginnastica, ecc.).

Con altrettanta chiarezza affermiamo che il sostegno a queste esigenze non ci impedisce di sottoporre a un’analisi critica il progetto dello stadio e del palazzetto. Cosa che invece non fanno e non hanno fatto tutte le altre parti coinvolte nella discussione sul PSE. Ammettere e sostenere il bisogno di infrastrutture sportive non significa accettare che queste abbiano un costo finanziario ingiustificabile, frutto di scelte architettoniche[1] che avrebbero dovuto essere ponderate anche (e soprattutto) rispetto a un bilanciamento costi/bisogni sociali/impatto ambientale.

Invece, ancora una volta, Municipio e Consiglio comunale hanno dimostrato la solita inettitudine, condita da una colpevole attitudine allo sperpero delle risorse finanziarie pubbliche. E questo in un contesto sociale ed economico nel quale il 18,6% dei nuclei famigliari luganesi (almeno 20’000 persone!) è a rischio di povertà senza il sostegno delle prestazioni sociali, mentre il 6% di questi (6-8’000 persone) non raggiunge il minimo vitale nonostante gli aiuti sociali! E si tratta di dati che si riferiscono all’anno 2016, non tendendo perciò in considerazione il periodo della pandemia, il quale farà senza ombra di dubbio farà purtroppo lievitare queste cifre[2].

Davanti a questo scenario, ha un gusto particolarmente nauseabondo la propaganda che giustifica questo sperpero di soldi pubblici con la sopravvivenza del FC Lugano in Super League. Il club luganese può avere un futuro, e ai più alti livelli, anche con uno stadio da 60 milioni di franchi. Non ci sembra che la Swiss Football League abbia imposto quale criterio per continuare a militare nella massima divisione elvetica quello dello spreco indecente di risorse pubbliche… E la tempistica non è un vincolo reale: è noto a tutti che esistono altri progetti: uno, è di dominio pubblico, è stato addirittura sottoposto all’attenzione dell’esecutivo luganese, costerebbe attorno ai 60 milioni e sarebbe attivabile in tempi rapidi…

Cade la minaccia di una relegazione a tavolino del FC Lugano…

Ma se parliamo di tempistica è fondamentale accennare a un’importante decisione passata completamente sotto silenzio dalle democratiche istituzioni comunali di Lugano, come anche dai media che non si stanno dimostrando particolarmente “attenti” agli aspetti fondamentali di questo progetto… Lo scorso 23 novembre 2020, l’assemblea dei 20 club della Swiss Football League ha deciso «un emendamento al regolamento delle licenze della SFL richiesto dal FC Aarau e dal FC Lugano. Una deroga per lo svolgimento di partite professionali in uno stadio che non soddisfa effettivamente i requisiti può ora essere prorogata di un anno se il club interessato può dimostrare di aver fatto tutto ciò che ci si può ragionevolmente aspettare da lui per portare avanti il progetto. La decisione sull’estensione annuale come parte della procedura di licenza è basata su condizioni specifiche che sono stabilite e riviste da esperti in criteri di infrastruttura e dalla Commissione delle licenze della SFL»[3]. Ciò significa, molto concretamente, che l’eventuale vittoria del referendum contro il PSE e l’eventuale rielaborazione di un progetto radicalmente alternativo non potrebbero essere la causa di una relegazione del FC Lugano in Challenge League!  Proprio in considerazione degli effetti della pandemia, la quasi totalità dei principali club di calcio non ha voluto forzare la mano alle istituzioni pubbliche imponendo spese milionarie considerate di difficile giustificazione in questo periodo particolare.

Ma per il Municipio di Lugano questo importante cambiamento di regolamento non ha la benché minima importanza, a dimostrazione che la sopravvivenza del FC Lugano è solo l’ennesimo pretesto usato per servire gli interessi dei grandi investitori privati. La possibilità di deroga è annuale e rinnovabile. Decade, dunque, e in modo piuttosto miserabile, l’uso pretestuoso dell’”imperativo indiscutibile” della scadenza di fine luglio 2021 imposto dalla SFL per la partenza del cantiere. Decisamente, gli argomenti usati dai grandi sostenitori del PSE stanno scomparendo a grande velocità…

Un motivo in più, dunque, per dare un calcione al PSE nel suo insieme e ripartire solo dai bisogni sportivi: uno stadio nel rispetto delle norme UEFA e, soprattutto, finanziariamente sostenibile e giustificabile. Uno stadio che rimanga esattamente dove si trova ora, senza quell’assurdo spostamento di terreni da gioco al Maglio, conseguenza diretta della necessità di liberare terreno per i contenuti speculativi, amministrativi e abitativi. E il palazzetto dello sport potrebbe semplicemente essere collocato nell’attuale parcheggio sterrato della Gerra, mantenendo così il principio del polo sportivo.

Il discorso fatto per lo stadio può essere analogamente applicato anche al palazzetto dello sport. Anzi, in questo caso è forse peggio. Secondo il progetto megalomane in discussione, più che di palazzetto dello sport siamo confrontati a un tentativo di ricostruire la versione sportiva sulle rive del Ceresio del palazzo Taj Mahal… Come vedremo, il Palazzetto dello sport di Lugano costerà addirittura di più di alcuni stadi di calcio svizzeri!

Un costo spropositato rispetto alle esigenze sportive. E in questo frangente non ci sono neppure le norme UEFA da rispettare che inquinano il dibattito politico e sociale. Semplicemente, il committente pubblico non ha messo alcun freno al progetto architettonico, con il risultato che ancora una volta il rapporto ponderato fra bisogni sociali sportivi e costi finanziari è stato completamente inosservato.

Lo stadio più costoso della Svizzera…

Fatte queste considerazioni, è forse meglio lasciare spazio ai dati, così eloquenti nella loro impietosa forza oggettiva. Ci siamo perciò dedicati all’esercizio di analizzare i costi di costruzione dei principali stadi svizzeri, realizzati dopo l’anno 2000. Lo ribadiamo a scanso di equivoci: si tratta dei costi delle sole infrastrutture sportive, senza orpelli immobiliari vari. Il risultato della nostra ricerca è piuttosto sconcertante come si può vedere dalla tabella riassuntiva qui sotto.

Le conclusioni che emergono dalla lettura della tabella sono tanto semplici quanto inequivocabili. Qualora il PSE dovesse ottenere il via libera definitivo, Lugano avrà di gran lunga lo stadio più caro della Svizzera calcolato per posto a sedere: 10’000 franchi cadauno.  Interessante notare come la maggior parte degli stadi sia stata costruita prima del 2017, ossia in una fase temporale dove, oltretutto, il costo del denaro era nettamente superiore a quanto lo è oggi.

La banca Raiffeisen scriveva nel gennaio 2021 che «con le politiche monetarie sempre più espansive delle Banche centrali, questa classe d’investimento ha però perso attrattività. La Banca nazionale svizzera (BNS) e la Banca centrale europea (BCE), ad esempio, hanno ridotto i loro tassi di riferimento di oltre 4 punti percentuali dal 2001»[4]. Oggi le istituzioni pubbliche riescono a ottenere prestiti obbligazionari per somme superiori ai 100 milioni di franchi a un tasso dello 0,165%[5].  Sul fronte dei prestiti ipotecari, quelli a tasso fisso della durata di 15 sono passati dal 4,64% nel 2007, al 2,51% nel 2012, raggiungendo l’1,46% nel 2020. Potremo continuare con gli esempi ma la sostanza non cambierebbe: finanziare delle costruzioni 10-20 anni fa era sicuramente molto più caro di quanto non lo sia nel 2021. Tranne, evidentemente, a Lugano dove lo stadio sarà fra i più cari anche in valori assoluti: si colloca infatti al 5° posto fra quelli più onerosi, anche se, dati alla mano, è il più piccolo dal punto di vista della capienza! L’esosità ingiustificata del costo dello stadio di Lugano non sembra però interpellare il Municipio e il Consiglio comunale. Nessuna reazione, nessuna giustificazione. Eppure, qualche dubbio di fondo dovrebbe emergere dal confronto fra il futuro stadio di Aarau e quello di Lugano: entrambi sono costruiti dallo stesso appaltatore generale (il gruppo HRS), entrambi hanno una capienza di 10’000 spettatori ma quello argoviese costerà 40 milioni di franchi in meno…  

In conclusione, vale sicuramente la pena sottolineare anche un ulteriore aspetto. Il Municipio di Lugano continua a ripetere che il finanziamento e la realizzazione del PSE sarebbero impossibili da realizzare senza il concorso degli investitori privati (il famoso partenariato pubblico privato – PPP – di cui si parla spesso a sproposito). Questo è vero se ci riferisce dell’opera speculativa nel suo insieme (contenuti abitativi, amministrativi, commerciali), che costerà più di 400 milioni di franchi. Ma se si eliminasse tutto il contorno inutile e ci limitasse ai contenuti sportivi – evidentemente ricalcolati su parametri più economici -, la città di Lugano sarebbe tranquillamente in grado di ottenere il finanziamento, di gestire un progetto di questo genere e, soprattutto, di realizzare importanti risparmi finanziari. La città di Losanna ha appena inaugurato il suo nuovo stadio, scegliendo di assumere integralmente la realizzazione di questa opera. Non ha fatto ricorso a finanziatori privati e «per mantenere il controllo di questo grande progetto, (…) non ha voluto incaricare un general contractor [nel caso di Lugano il gruppo HRS Real Estate AG]»[6]. Il risultato è stato la costruzione di uno stadio moderno, all’avanguardia dal punto di vista del rispetto ambientale, costruito in due anni, dotato di 12’544 posti a sedere e costato 76,7 milioni franchi! Ancora una volta possiamo apprezzare la leggerezza del Municipio di Lugano… 

Il Taj Mahal delle attive sportive in palestra…

Riproporre l’analisi fatta per gli stadi anche nel caso del Palazzetto dello sport è più difficile perché in Svizzera ci sono pochissime strutture di questo genere. Sostanzialmente sono due. Il primo, e sicuramente il più simile a quello progettato a Lugano, è la Halle Omnisports del sito sportivo Saint-Léonard a Friburgo. Il secondo è la WIN4 Arena di Winterthur, un polo che interviene in quattro aree principali: sport, salute, formazione sportiva ed eventi.

La Halle Omnisports di Friburgo è un palazzetto dello sport dedicato soprattutto al basket (ha l’omologazione per le competizioni internazionali FIBA) ed è stato inaugurato nel 2010. Di dimensioni certamente più piccole rispetto al progetto luganese, è comunque capace di ospitare 2’700-3’000 posti contro i 3’000 previsti a Lugano[7]. Nel Messaggio Municipale no. 10472, è espressamente indicato che l’infrastruttura friburghese «è stata un’importante base di riferimento per lo studio del Palazzetto dello Sport di Cornaredo»[8]. Qualche dubbio è lecito visto che la struttura di Friburgo è costata 16,7 milioni di franchi mentre il Palazzetto dello sport luganese costerà 67 di milioni… A livello di spazi e servizi, il Palazzetto dello Sport dovrebbe offrire, in più rispetto a quello di Friburgo, una palestra multifunzionale (doppia palestra) e altre 2 palestre (sotto la doppia), 6 spogliatoi in più e una sala fitness con sauna. Queste differenze sono sufficiente a giustificare un costo 4 volte superiore?!

A Winterthur, la WIN4 Arena è stata realizzata nel 2018. La struttura è assai diversa rispetto a quella prevista a Lugano. Infatti, non si tratta di un unico corpo ma di un insieme di contenuti la cui realizzazione è scaglionata nel tempo. Per il momento sono stati costruiti un Palazzetto dello sport con una capienza di 2’000 posti, il quale serve soprattutto le squadre locali di pallamano e di unihockey, e un altro un edificio di 5’000 m2 contenente una scuola per sportivi d’élite, una clinica sportiva e un centro wellness. Questi due edifici sono costati circa 36,6 milioni di franchi. Non è dato sapere solo il costo del Palazzetto ma non dovrebbe aver superato i 20-25 milioni di franchi. Accanto a queste due infrastrutture, è stata eretta anche una palestra multifunzionale di 1’200 m2, costata 5,5 milioni di franchi.

Anche in questo caso, i costi sono abbondantemente inferiori a quelli previsti sulle sponde del Ceresio. Il Palazzetto dello sport di Lugano costerà addirittura di più di alcuni degli stadi che abbiamo riportato nella nostra tabella.

Anche in questo caso si è dunque perso completamente il senso della misura, del rapporto fra esigenze sportive legittime e i costi finanziari che superano abbondantemente e in maniera ingiustificata le prime. Il progetto di Palazzetto riprende il principio assurdo dello Stadio, proponendo una costruzione in buona parte interrata, incidendo pesantemente sui costi di costruzione[9]. Gli effetti negativi di questa scelta architettonica si ripercuoteranno anche una volta terminata l’edificazione dell’infrastruttura. Secondo alcuni calcoli, i costi supplementari annuali in materia di consumi elettrici saranno dell’ordine di 370’000 franchi, una spesa che poteva essere eliminata costruendo in altezza a partire dal livello del terreno. Invece, le autorità comunali, come per tutti i contenuti sportivi, hanno manifestato una totale mancanza d’interesse nei confronti di un uso parsimonioso delle risorse pubbliche.

Questo è sicuramente uno dei fili conduttori di tutto il progetto del PSE: uno spreco insensato, dal punto di vista degli interessi e delle priorità sociali, della ricchezza sociale prodotta da chi vive e lavora dentro i confini della città di Lugano. Ed è per questo che cittadine e cittadine devono avere il diritto di esprimersi su questo progetto. Ed è per questo che abbiamo lanciato il referendum.


[1] Abbiamo già parlato delle scelte architettoniche che hanno contribuito a far esplodere i costi di costruzioni dei contenuti sportivi. In sostanza ciò è dovuto al fatto che si tratta di due opere in buona parte costruite sottoterra, ciò che fa lievitare le spese di costruzione. Per più dettagli: https://mps-ti.ch/2021/02/lelevata-dose-dinutilita-del-pse-colpisce-anche-lambiente/
[2] Comunicato stampa del Municipio di Lugano, Lotta alla povertà, la situazione socioeconomica della popolazione di Lugano, 25.03.2021.
[3] https://www.sfl.ch/fr/sfl/zone-medias/communiques-officiels/article/les-clubs-de-la-sfl-adoptent-deux-nouvelles-regles/
[4] Raiffeisen Svizzera, Guida agli investimenti, gennaio 2021, p. 5.
[5] È stato il caso della città di Lugano, la quale a settembre 2020 a rinegoziato un nuovo prestito obbligazionario di 140 milioni di franchi a un tasso dello 0,165% per 50 anni…
[6] Bâtir, ottobre 2018, p. 35.
[7] Capienza riferita per gli eventi sportivi.
[8] Messaggio Municipale no. 10472, Polo Sportivo e degli Eventi (PSE) e contenuti sportivi accessori – richiesta di un credito di progettazione per le fasi di sviluppo parziali 32-33 Norma SIA 112, 28.11.2019, p. 5.
[9] Ricordiamo che secondo il mappale 1780/2083/2864, la pianta quota è fissata a -10,75 m (289.25 mslm).

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