Tempo di lettura: 3 minuti

Alcuni cittadini e cittadine di Lugano hanno ricevuto, negli scorsi giorni, l’invito a partecipare ad un sondaggio sul Polo Sportivo e degli Eventi (PSE).

Condotto da un’azienda specializzata nazionale (intervista.ch) sarebbe stato commissionato, come si può leggere nell’invito, “dai responsabili di progetto” (la lingua, come si vede, zoppica un po’ e sembra misconoscere l’uso delle preposizioni articolate: ma è normale visto che l’ampio sito di intervista.ch non ha una sezione in italiano…).

Si può dedurre quindi che a commissionare questo sondaggio sia stato l’esecutivo della città: anche perché i nominativi dei cittadini e delle cittadine che hanno ricevuto l’invito a partecipare sono stati sicuramente forniti dall’autorità comunale. I partecipanti sono invitati a rispondere alle domande entro il 30 maggio 2021.

Già questo termine (il 31 maggio è la data di scadenza del termine referendario sul PSE) è significativo di quale sia l’obiettivo fondamentale di questo sondaggio: e cioè fare in modo che il Municipio di Lugano possa disporre di risultati (presupposti “scientifici”) da utilizzare nella campagna referendaria che prenderà il via dopo la consegna delle firme e che porterà alla votazione.

Un atteggiamento strano quello dell’esecutivo di Lugano visto che è forte (o dovrebbe esserlo) di un risultato quasi bulgaro come quello che ha approvato il progetto PSE nel corso del Consiglio Comunale dello scorso 29 marzo (49 sì, 5 contrari e 1 astenuto).

Non si contesta evidentemente il diritto delle autorità a sondare i bisogni e le necessità della popolazione cittadina (è stato fatto con successo per altre questioni); ma il ricorso a simili strumenti dovrebbe precedere l’impostazione della soluzione dei problemi sollevati. Qui siamo in una configurazione esattamente contraria: si fa un sondaggio quando la soluzione è già stata elaborata, discussa e approvata.

Passando in rassegna la costruzione del sondaggio (le considerazioni introduttive e le domande poste) si capisce che il Municipio di Lugano non è poi così sicuro che il voto del Consiglio Comunale esprima il punto di vista dei cittadini e delle cittadine di Lugano.

D’altronde, il fatto di far ricorso a un simile strumento poche settimane dopo le elezioni comunali conferma che la crisi di consenso palesata dai partiti che sostengono il PSE (ricordiamo che, messi assieme, hanno perso migliaia di voti) comincia ad insinuare dubbi in questi stessi partiti sulla loro reale rappresentatività del punto di vista di coloro che pretendono di “rappresentare”.

Non possono essere interpretate in altro modo le domande contenute nel sondaggio relative alla più o meno buona credibilità/opinione di cui godrebbero i membri del Municipio (elencati uno per uno) o istituzioni come il Consiglio Comunale che ha approvato il PSE. Quali siano i reali obiettivi del sondaggio, da questo punto di vista della verifica della popolarità di coloro che dovranno condurre poi la campagna, è confermato dal fatto che, nella stessa domanda sulla popolarità dei 7 Municipali, vi sia un’ottava casella nella quale si chiede di esprimersi sulla credibilità/buona opinione del presidente del FC Lugano Angelo Renzetti: considerato, da questo punto di vista, l’ottavo municipale. Cose dell’altro mondo!

Venendo all’impostazione complessiva del sondaggio stesso, appare evidente che l’obiettivo è di orientare le risposte in modo che emerga una sostanziale fiducia nel progetto PSE. Molte delle domande poste, infatti, partono da premesse date in modo scontato come positive (necessità di nuove strutture sportive, necessità che il FC Lugano disponga di uno stadio a norma, sostenibilità ambientale del progetto, etc.): chi segue la logica con il quale il sondaggio è costruito non ha scampo: alla fine emergerà un consenso quasi totale alle ipotesi alla base del PSE.

Significative, per esemplificare quanto abbiamo appena detto, le due domande nelle quali si riassumono gli aspetti negativi e quelli positivi del progetto, invitando a segnalarne 3 (su una decina di aspetti positivi e negativi evocati). Naturalmente chi pensasse che non vi sono 3 aspetti positivi da segnalare (anche perché vengono ripresi aspetti altamente imprecisi e falsi come quello secondo il quale il PSE permetterebbe la creazione di un parco verde di ben 12’000 mq) non può continuare nel sondaggio: è costretto a riconoscerne almeno tre se vuole procedere con la domanda successiva.

I risultati dell’esercizio possono già essere anticipati: la popolazione di Lugano vedrebbe di buon occhio la realizzazione del PSE e avrebbe una buona opinione dei propri governanti e dei dirigenti del FC Lugano. Risultati da gettare nella campagna referendaria a sostegno del progetto PSE e della posizione dei partiti presenti in Municipio (e dei loro satelliti).

Si tratta di vero e proprio materiale di propaganda a favore del PSE: materiale pagato dalle imposte dei cittadini e delle cittadine, anche di coloro che sono contrari al progetto. Un modo di procedere profondamente antidemocratico che illustra molto bene la crisi politica, finanziaria, sociale e morale che attraversa la città di Lugano.

Pin It on Pinterest