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I difensori a oltranza del Polo Sportivo e degli Eventi dispongono di un’arma importante che praticamente nessuno ha messo in rilievo. Parliamo della possibilità di controllare il flusso d’informazioni fondamentali da fare arrivare al pubblico, impedendo, di conseguenza, a quest’ultimo di completare il proprio giudizio e nascondendo ulteriori e determinanti criticità relative al progetto in discussione.

Questo controllo antidemocratico dell’informazione permette in particolare ai rappresentanti dell’esecutivo luganese di produrre affermazioni palesemente inesatte, manipolatorie, capaci di distorcere profondamente il dibattito politico. Una sicumera alimentata dalla convinzione che l’opposizione non potrà smascherare questa linea di condotta perché privata dell’accesso alle informazioni fondamentali.

Appare incredibile, per esempio, che nessun media abbia richiesto al Municipio di Lugano di pubblicare l’Accordo generale di Partenariato Pubblico Privato, il quale contiene il dettaglio delle condizioni fondamentali che regolano i rapporti fra gli investitori privati – Credito Svizzero e HRS Real Estate AG – e il cliente, ossia la città di Lugano, in vista della progettazione, realizzazione e gestione del PSE. Allo stesso modo, nessuno ha chiesto la pubblicazione integrale delle relazioni tecniche relative alle domande di costruzione dei diversi contenuti (sportivi, amministrativi, abitativi) del progetto, come anche le perizie relative agli effetti sulla mobilità che questo provocherà. Senza parlare del rapporto relativo all’impatto ambientale, quello sulle sostanze nocive prodotte dalla costruzione del PSE e il loro smaltimento.

E ancora prima le Condizioni di concorso, Seconda fase – Fase di offerta. Per esempio, se questo documento fosse stato reso di libero accesso, l’opinione pubblica avrebbe potuto sapere che la procedura finale è stata viziata da una grave irregolarità, poiché la partecipazione del Credito Svizzero è arrivata fuori tempo massimo, ciò che avrebbe dovuto determinarne l’esclusione. Cadendo questo decisivo investitore privato, forse, il Municipio avrebbe dovuto azzerare le proprie aspirazioni megalomani, ricentrando il proprio intervento esclusivamente sui contenuti sportivi. L’esempio della gestione del processo di privatizzazione dell’aeroporto di Lugano dimostra, invece, come il rispetto delle regole, addirittura quelle autoimposte, non sia assolutamente una preoccupazione dell’esecutivo luganese.

La mancanza della pubblicazione integrale di tutta la documentazione relativa al PSE permette ai municipali luganesi, in primis al sindaco Borradori, di continuare a “dopare” il dibattito politico, sfornando affermazioni fallaci ma protetti dalla negazione di un diritto pubblico all’informazione senza limiti e condizionamenti.

L’ultimo caso lo si è avuto con la trasmissione Falò dello scorso 22 aprile. In questa occasione, il sindaco Borradori ha tentato di negare che il nuovo Stadio di Cornaredo sia ampiamente il più caro mai costruito in Svizzera, se considerati i costi per posto a sedere. Affermava candidamente che «se vogliamo comparare, paragonare, uno stadio con l’altro, dobbiamo evitare il solito sistema di paragonare pere con patate e quant’altro. Ognuno di questi stadi ha un sistema di finanziamento diverso. (…) Lo stadio di Thun, di Aarau costano meno. Bisogna guardare per posto a sedere, questo è il modo per confrontare. Allora lo stadio di Lugano, da questo profilo, il posto a sedere costa praticamente uguale allo Stadio di Thun, allo stadio di Losanna che tra l’altro non è stato costruito da HRS, per aver una base di confronto. Da questo profilo, anche se una percentuale bassissima dello 0,20%, però siamo meno cari. L’unico stadio in Svizzera che è un po’ meno caro del nostro, che non è ancora stato costruito, è quello dell’Hardturm a Zurigo che costerà un 4% in meno. Però tutti gli altri stadi sono paragonabili». Con una scioltezza sorprendente Borradori afferma che per fare dei paragoni è necessario prendere in considerazione il costo per posto a sedere. Evviva, sono diversi mesi che lo scriviamo. Supera sé stesso, però, quando afferma che allora il futuro stadio di Lugano costa praticamente uguale a quello di Thun e a quello di Losanna e solo un po’ di più del nuovo Hardturm. La reazione è quella di chiedersi se il sindaco abbia gravi problemi con la matematica. Abbiamo già pubblicato un’analisi dei costi per posto a sedere dei 15 principali stadi svizzeri, costruiti dopo l’anno 2000. Ebbene lo stadio di Thun è costato 56,6 milioni di franchi per 10’000 posti a sedere, quindi un costo unitario di 5’660 franchi. Il nuovissimo stadio di Losanna è costato 76,6 milioni di franchi per 12’544 posti a sedere, un costo unitario perciò di 6’383 franchi. Infine, il futuro Hardtrum di Zurigo, 105,2 milioni di franchi per 18’000 posti, ossia 5’844 franchi per posto a sedere. E lo Stadio di Lugano: 100 milioni per 10’000 posti a sedere, pari a 10’000 franchi cadauno.

Borradori però specifica immediatamente dopo il suo metodo matematico particolare. Peccato che lo faccia ricorrendo a una crassa menzogna. Sempre nella trasmissione in questione, infatti ci dice che «Non è che la matematica sia un’opinione ma proprio il fatto che come dicevo prima il sistema di finanziamento è diverso per ogni stadio, non possiamo paragonare patate e pere. Perché nel costo di Lugano sono inclusi dei costi che non sono compresi negli altri stadi, però sono comunque dei costi separati, per esempio i posteggi, per esempio determinate infrastrutture. Quindi noi abbiamo inserito tutto dentro qua e questo ci porta ad avere un costo unitario per posto a sedere di circa 6’000 franchi». Con una sola affermazione, Borradori abbatte di 40 milioni franchi il costo dello stadio, passando da un costo per posto a sedere di 10’000 a 6’000 franchi. Un vero mago. Peccato che la sua “matematica” poggi appunto su una palese menzogna. Per il municipale, il progetto luganese comprenderebbe tutti i costi mentre gli altri solo la struttura sportiva. In particolare, Borradori dice che nel costo dell’Arena sportiva sono compresi i posteggi e altre “determinate infrastrutture”. Ebbene questa affermazione non è vera. Possiamo dirlo perché siamo riusciti a ottenere le informazioni segretate del Municipio di Lugano. Per quanto riguarda i contenuti sportivi – Arena Sportiva e Palazzetto dello sport – è prevista semplicemente la costruzione di un piccolo autosilo all’interno del corpo dell’Arena sportiva: «il progetto prevede la realizzazione di un autosilo con capienza di 56 posti auto. La suddetta capienza permette di soddisfare, durante il normale funzionamento, il fabbisogno di posteggio dei nuovi contenuti sportivi previsti nell’ambito della Tappa 1 del Piano di Quartiere, quindi non solo dell’Arena Sportiva (AS) ma anche del Palazzetto dello Sport»[1]. Altre fonti ufficiali specificano che «tali posti auto non sono da considerarsi ad uso degli spettatori, bensì destinati a soddisfare il fabbisogno di posteggio degli addetti alle funzioni di tali strutture. In caso di eventi, generalmente attesi in ore serali o durante i giorni festivi, potranno essere utilizzati i posti P+R disponibili nell’area per soddisfare i picchi di fabbisogno di posteggio legati a tifoserie o visitatori vari»[2]. È evidente che l’esistenza di 56 parcheggi interni all’infrastruttura non possa assolutamente giustificare l’abbattimento del costo unitario per posto a sedere da 10’000 a 6’000 franchi, annunciato da Borradori durante la trasmissione Falò. Se prendessimo per vere le affermazioni del Sindaco, i 56 parcheggi avrebbero perciò un valore di 40 milioni di franchi…

Ma vi è di peggio. Nell’analisi dei documenti a nostra disposizione non vi è la più piccola traccia delle “determinate infrastrutture” incluse nello stadio luganese e che non lo sarebbero in quelle degli altri stadi, meno cari, presi a esempio. Semplicemente non esistono. Il futuro stadio di Lugano è uno stadio normalissimo, come gli altri costruiti in Svizzera, solamente e inutilmente il più caro: 10’000 franchi per posto a sedere. E questo perché il Municipio di Lugano ha dimostrato l’ennesima prova della sua inettitudine, giocando inutilmente e colpevolmente con le risorse pubbliche…


[1] PSE Domanda di costruzione Arena Sportiva AS,Relazione tecnica, 18.12.2020, p. 35.
[2] PSE Domanda di costruzione, Variante Piano di Quartiere_PQ1, Perizia di mobilità, p. 18.

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