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Nel corso dell’ultima seduta del Gran Consiglio, il Consiglio di Stato (rispondendo a un nostro atto parlamentare) ha cercato di arrampicarsi sui vetri dando la propria interpretazione su quello che di fatto si presenta come un fallimento della prestazione ponte Covid, unitamente ai ritardi
nel pagamento delle IPG Covid.
Per quanto riguarda le indennità IPG Covid, il Consiglio di Stato aveva dichiarato che con il mese di aprile gli enormi ritardi accumulati nel pagamento delle indennità sarebbero stati recuperati. Per quanto riguarda le prestazioni ponte sarebbe utile sapere se ad aprile il numero
di prestazioni concesse ed erogate sia rimasto ai bassi livelli del mese precedente.
Da ultimo non si può dimenticare che le stesse persone in attesa (con grandi ritardi) d’incassare da parte dell’ente pubblico le indennità IPG ricevono, sempre dall’ente pubblico, richiami e precetti esecutivi per il mancato pagamento dei contributi AVS. Una situazione a dir poco paradossale.
Per questa ragione chiediamo al Consiglio di Stato:
1. Prestazioni ponte Covid:
a. Quante sono state le richieste presentate dal 1° al 31 aprile 2021?
b. Quante richieste sono già state evase? Quante di esse sono state accolte?
c. Quali sono le 5 principali fattispecie del rifiuto delle prestazioni?
d. In media, a quanto ammonta la somma mensile concessa per ogni richiesta?
2. Indennità IPG:
a. Gli enormi ritardi nel pagamento delle indennità sono stati, come garantito nel corso della sessione di aprile, recuperati?
b. Al 30 aprile quanti sono i casi ancora in sospeso?
c. A quanto ammonta il periodo di ritardo?
3. Che soluzioni si ipotizzano, a livello cantonale o federale, per evitare che le persone in attesa di ricevere le Indennità IPG vengano subissate di precetti per mancato pagamento
dei contributi AVS?

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