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Il 31 maggio saranno consegnate le firme dei cittadini di Lugano che vogliono un vero Polo sportivo a Cornaredo e non questo progetto di “Polo Sportivo e degli Eventi” (PSE). Ritengono che il progetto del Municipio e del Consiglio comunale non vada bene per tre motivi: sportivi, finanziari, urbanistici.

Motivi sportivi

Questo progetto di PSE tradisce la vocazione sportiva di Cornaredo per fare spazio a contenuti estranei. Già il bando del concorso di architettura era eccessivo: non solo un nuovo stadio omologabile per la Super League e un Palazzetto dello Sport per le discipline di palestra, ma anche contenuti amministrativi, commerciali e residenziali. Il progetto premiato nel 2012 prevedeva però saggiamente di mantenere l’attuale stadio con la pista di atletica e il campo di calcio per gli allenamenti del FCL (Football Club Lugano) non più possibili nei campi a est dello stadio attuale perché lì sorgerà quello nuovo. Sarebbero rimasti gli attuali campi nel lato sud di Cornaredo dove si allenano e giocano 600 ragazzi e il Rapid.

Quel progetto è stato stravolto dal Municipio per dare maggior agio agli immobili extra-sportivi che interessano agli investitori privati. Per soli 920’000 fr./anno questi si assicurano terreni comunali per 90 anni (!) da far fruttare con stabili amministrativi, commerciali e residenziali. Risultato: il vecchio stadio sarà demolito, nei campi a sud si allenerà il FCL e sarà costruita la pista di atletica, i giovani e il Rapid saranno spediti al Maglio di Canobbio dove si costruiranno nuovi campi a spese della Città. Non dunque un “Polo sportivo”, ma un Cornaredo dimezzato e un secondo Centro sportivo a Canobbio!

Motivi finanziari

A Cornaredo la Città investirà 100 milioni per il nuovo stadio (e la demolizione del vecchio), 67 per il Palazzetto dello Sport, 16 per progettazioni, nuova pista d’atletica, sistemazione dei campi a sud. Al Maglio altri 45 Mio. per il nuovo Centro sportivo. I privati (HRS e Crédit Suisse) investiranno a loro profitto 222 Mio. per immobili amministrativi e commerciali, palazzine residenziali e autosili. La Città affitterà da loro una torre per l’amministrazione comunale e, per la polizia, l’immobile sul fianco ovest del nuovo stadio.

Ma non finisce qui. I partner privati anticiperanno alla Città i 167 Mio. per lo stadio e il Palazzetto, da rimborsare in 27 anni, e le fattureranno interessi esorbitanti tramite rate di Leasing e canoni di locazione: 33 Mio. per lo stadio e 29 per il Palazzetto. Il tasso d’interesse per il primo è 2.38%, per il secondo 3.08%. Ricordiamo che Lugano ha potuto emettere nel 2017 un prestito obbligazionario di 120 Mio. di fr. al tasso dello 0.25% e ottenere nel 2019 un prestito bancario di 30 Mio. allo 0.03%! Anche calcolando un tasso futuro dell’1.25% per prestiti e obbligazioni, la Città risparmierebbe in 27 anni 33 Mio. rispetto a quanto dovrebbe pagare ai “partner” HRS e CS.

La Commissione della gestione del Consiglio comunale ha calcolato che il PSE a due teste (Cornaredo e Maglio) peserà sui conti correnti della Città per 17.2 Mio. di fr. all’anno nei primi 20 anni dopo la fine dei lavori. Sono 5 punti di moltiplicatore d’imposta, calcolati sui gettiti del 2019 che però diminuiranno (pandemia e calo abitanti). Si tratta di maggiori costi per ammortamenti, interessi, rate di leasing, locazione, manutenzioni e gestione, dedotti gli introiti per diritti di superficie, sussidi cantonali, affitti: 344 milioni in due decenni!

Motivi urbanistici

Lo sfitto residenziale e amministrativo a Lugano è enorme, il suo Centro rischia la decadenza (negozi e servizi che chiudono), i quartieri popolari di Molino Nuovo, Viganello e Pregassona devono essere riqualificati, molti progetti rimangono sulla carta o incompiuti: Lungolago, Stazione e Piazzale Besso, Campo Marzio, Parco Viarno, accesso pubblico al Parco di Villa Favorita… per citarne solo alcuni. Non è opportuno ora un nuovo quartiere amministrativo e residenziale a Cornaredo. Questo progetto di PSE va rivisto, non certo ripartendo da zero. Abbiamo ricordato quello del 2012: sfrondato dai contenuti extra-sportivi, a Cornaredo vi sarà ampio spazio per il nuovo stadio omologabile, per quello vecchio con la pista di atletica, per il Palazzetto dello Sport e per i campi delle squadre giovanili e del Rapid, senza lo spreco di un secondo e costoso centro sportivo a Canobbio.

La scelta sarà ben presto nelle mani dei cittadini: “ul bel vedee l’è poc disctant”!

*Martino Rossi, economista, è membro del comitato referendario contro il PSE. Questo articolo è apparso sul sito www.naufraghi.ch il 25 maggio 2021.

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