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Recentemente i media ticinesi hanno riportato il nuovo verdetto emesso da Moody’s nei confronti delle finanze della città di Lugano. Il famoso, e spesse volte famigerato, rating Moody’s è un indice attraverso il quale la società finanziaria privata americana valuta la capacità di restituire i crediti accesi da imprese e istituzioni pubbliche in base a una scala standardizzata e suddivisa tra debiti contratti a medio e lungo termine.

Queste valutazioni servono a classificare i prestiti obbligazionari emessi, per esempio, da un’istituzione pubblica in base al loro rischio finanziario e al loro rischio d’insolvenza. In teoria, se un soggetto pubblico si colloca nella parte elevata della classificazione (rating), nel caso del rating Moody’s nelle classificazioni da Aa3 ad Aaa, otterrà degli interessi più bassi sui futuri prestiti obbligazionari e quindi sosterrà degli oneri finanziari inferiori.

Va tuttavia ricordato che le valutazioni eseguite da Moody’s, come dalle altre agenzie di rating, sono commissionate direttamente da un comune, da un cantone o da uno Stato, pagando spesso cifre importanti. Questi committenti possono in seguito decidere, in funzione dalla classificazione emersa, se pubblicare o mendo il risultato di questa analisi…

Per il quarto anno di fila – dal 2017 – la città di Lugano ha ottenuto il rating Aa3, ossia uno dei più elevati, il quale certifica “alta qualità, rischio d’insolvenza molto basso”.

La questione del rating Moody’s ha un legame diretto e importante con il progetto del Polo Sportivo e degli Eventi di Lugano. Infatti, il Municipio, in particolare il sindaco Borradori, ha più volte affermato che la scelta di ricorrere ai finanziamenti privati del Credito Svizzero e del gruppo HRS Real Estate AG per la realizzazione dei contenuti sportivi del PSE si giustificava nell’ottica di non aumentare l’indebitamento pubblico della città e quindi di poter continuare a ottenere prestiti a interessi contenuti.

Peccato che questa “opzione” significherà pagare ai due colossi privati degli interessi ampiamente superiori a quelli del mercato: il 3,08% per il Palazzetto dello Sport e il 2,38% per lo stadio. In totale, per i soli contenuti sportivi, la città dovrebbe pagare al Credito Svizzero e al gruppo HRS Real Estate AG la cifra di circa 230 milioni di franchi. Somma che dovrà essere corrisposta attingendo alle entrate correnti della città. E visto che le entrate correnti, tendenzialmente in diminuzione, non permetteranno assolutamente di coprire questo fabbisogno, è più che probabile, per non dire scontato, che la città dovrà comunque ricorrere a nuovi capitali di terzi a breve termine. Ciò che evidentemente peggiorerà il margine operativo finanziario della città.

A questo punto sorge spontanea una domanda: non sarebbe meglio finanziare direttamente i contenuti sportivi con un prestito obbligazionario sul lungo termine (come il nuovo prestito obbligazionario di 140 milioni remunerato allo 0,15% con una durata di 50 anni sottoscritto nel settembre del 2020) piuttosto che andare a pagare degli interessi esosi al Credito Svizzero e al gruppo HRS Real Estate AG?

La risposta dell’esecutivo è no, perché questa opzione aumenterebbe il debito pubblico sul lungo termine, peggiorando di conseguenza il rating Moody’s della città, ciò che provocherebbe un innalzamento dei tassi d’interessi sui prestiti obbligazionari…

Il rispetto quasi religioso del rating Moody’s costerà però di più alle cittadine e ai cittadini di Lugano. Infatti, la scelta del Municipio di foraggiare i due grandi gruppi capitalisti costerà almeno 60 milioni di franchi in più rispetto all’opzione di concludere un prestito obbligazionario, per esempio a un tasso dello 0,15%…

Aumentare il debito pubblico a lungo termine farebbe risparmiare la cittadinanza luganese, anche davanti a un ipotetico declassamento del rating Moody’s. Non dimentichiamo che banche e casse pensioni sono comunque alla ricerca disperata di occasioni sicure dove piazzare i miliardi che sono chiamati a gestire.

Infine, il rispetto del rating Moody’s sembra avere comunque i giorni contati sulle rive del Ceresio. Non dimentichiamoci infatti che il Consiglio comunale ha già votato investimenti per 395 milioni di franchi ancora da realizzare, altri 464 milioni di opere pianificate devono essere approvate, oltre il finanziamento dei contenuti sportivi del PSE…

Se Borradori e soci pensano di finanziare questi investimenti senza provocare un declassamento del rating Moody’s è come se qualcuno pensasse di smontare un tetto utilizzando delle ruspe…

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