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Pubblichiamo qui di seguito due atti parlamentari presentati oggi dal gruppo MPS in Gran Consiglio relative entrambe all’operazione di aggiramento del pur misero salario minimo da parte di alcune aziende industriali, in combutta con la Lega dei Ticinesi. (Red)

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Come noto, non abbiamo grande fiducia nella democrazia liberal-borghese; sappiamo che molto spesso, quando le maggioranze parlamentari sono obbligate a prendere decisioni che nella sostanza non condividono, mettono in atto leggi che permettono di aggirarle.

La cosa diventa ancora più grave e spiacevole quando protagonisti di questi aggiramenti sono partiti o deputati che hanno giurato e spergiurato sulla bontà delle regole approvate.

È il caso, chissà perché non ne siamo sopresi, della Lega dei Ticinesi (e non solo) che, attraverso l’azione di suoi esponenti di primo piano stanno contribuendo a mettere in atto gli aggiramenti della legge sul salario minimo.

Naturalmente non siamo sopresi di questo atteggiamento di esponenti della Lega: buon sangue non mente. Come tutti ricordano i fratelli Giuliano e Attilio Bignasca, fondatori della Lega dei Ticinesi, all’inizio della loro carriera politica furono condannati per aver fatto lavorare in nero dei loro dipendenti.  Gli anni passano, ma la sostanza rimane la stessa. Fondamentalmente la Lega dei Ticinesi con i suoi discorsi xenofobi e approfittando della crisi sociale ed economica dà il suo contributo al disegno del padronato di dividere e dunque indebolire le salariate ed i salariati attivi in Ticino indipendentemente dal loro luogo di residenza e dal colore del loro passaporto.

È di questi giorni la notizia che una fantomatica associazione “Ti Sin” costituito dai 4 persone (tra cui i dirigenti leghisti in GC Bignasca e Aldi ed il loro portaborse Polino) stia firmando, con una fantomatica associazione padronale “Ticino Manufacturing”, contratti collettivi aziendali nel settore industriale che prevedono salari minimi ampiamente al di sotto di quelli (pur già bassi) contemplati dalla nuova legge (abbiamo salari di 2’563 franchi mensili)!

A riguardo di “Ticino Manufacturing” basta segnalare che essa è rappresentata dall’avvocato Costantino Delogu. Quest’avvocato si è fatto conoscere per il suo ricorso (respinto) in rappresentanza di AITI al Tribunale Federale contro l’introduzione di un salario minimo in un settore industriale.

Una legge che, lo ricordiamo, permette purtroppo di derogare ai minimi salariali (già vergognosamente bassi) in presenza di un contratto collettivo. Avevamo con forza sottolineato e previsto che le aziende avrebbero utilizzato questa possibilità. Un nostro emendamento per cancellare il relativo articolo fu bocciato dal Gran Consiglio. Tra chi non sostenne il nostro emendamento vi furono anche sindacalisti quale Fonio e Jelmini (che oggi gridano al tradimento della legge), nonché la solita sinistra benpensante e ben dormiente.

Alla luce di queste considerazioni chiediamo al Consiglio di Stato:

  1. Non ritiene che queste iniziative rappresentino, seppur fondate su un articolo di legge, un aggiramento sostanziale degli obiettivi della legge sul salario minimo, voluta dal voto popolare e elaborata dal Gran Consiglio
  2. Non ritiene di dover immediatamente intervenire per impedire che questo avvenga?
  3. Non ritiene di dover intervenire affinché si dia seguito con celerità agli atti parlamentari che chiedono di abrogare la lettera i) dell’art. 3 della Legge che pone le basi legali per l’aggiramento della Legge stessa e dei suoi obiettivi?

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Iniziativa legislativa

Con la seguente iniziativa si propone di modificare la Legge sul salario minimo (dell’11 dicembre 2019) come segue

Eccezioni

Art. 3 1

La legge non si applica:

a) agli apprendisti e alle apprendiste;

b) ai lavoratori e alle lavoratrici con meno di diciotto anni di età nel caso di lavori leggeri ai sensi dell’articolo 8 dell’ordinanza 5 concernente la legge sul lavoro del 28 settembre 2007;

c) ai giovani e alle giovani alla pari;

d) alle persone in stage e in formazione, purché quest’ultima sfoci in un certificato ufficiale riconosciuto;

e) alle persone la cui capacità lavorativa è ridotta e riconosciuta da un’assicurazione sociale e/o dall’assistenza sociale;

f) alle persone occupate in un’azienda familiare secondo l’articolo 4 capoverso 1 della legge federale sul lavoro nell’industria, nell’artigianato e nel commercio del13 marzo 1964 (LL);

g) al personale occupato nell’ambito di misure a carattere sociale finanziate dall’ente pubblico;

h) al personale occupato in un’azienda agricola secondo l’articolo 5 capoverso 1 dell’ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro del 10 maggio 2000(OLL 1);

i) ai rapporti di lavoro per i quali è in vigore un contratto collettivo di lavoro di obbligatorietà generale o che fissa un salario minimo obbligatorio. 2I rapporti di lavoro retti dal diritto pubblico sono assoggettati alla presente legge limitatamente all’art. 4. (ABROGATO)

Motivazioni

Questa possibilità di deroga indebolisce fortemente il pur debole impianto della Legge, mettendo in pericolo persino quei minimi miglioramenti che la sua applicazione potrebbe comportare. A pochi mesi dalla entrata in vigore della Legge si notano già parecchi movimenti in direzione di un aggiramento delle pur minime norme salariali (e insufficienti oltre che, a termine, cariche di possibili effetti negativi sui livelli salariali).

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