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Interpellanza al Consiglio di Stato

Negli ultimi giorni, come prevedibile, i casi di contagio sono in aumento così come i ricoveri. Particolarmente importante l’aumento di casi nelle scuole elementari e dell’infanzia dove solo nel week end si sono contate 14 quarantene di classe. Se il contagio per i bambini può non essere problematico dal punto di vista sanitario (anche se alcuni segnali di preoccupazione riguardo l’aumento di ricoveri dei più piccoli ci sono) il problema si pone soprattutto per quel che riguarda la possibilità di rompere rapidamente la catena di contagio (spesso i bambini sono poi a contatto con nonni o genitori magari vulnerabili) e per quel che riguarda l’organizzazione della didattica da una parte e delle famiglie che si ritrovano con figli piccoli in quarantena dall’altra.

Per garantire quindi un buon funzionamento della scuola in presenza, evitare che il contagio dei bambini si diffonda rapidamente anche in altre fasce della popolazione e permettere alle famiglie di affrontare questa situazione urge pensare e implementare nuove misure di protezione.

Chiediamo quindi al Consiglio di Stato

  1. Come intende procedere per arginare la diffusione dei contagi nelle scuole?
  2. Non pensa che sia giunto il momento di introdurre una politica di test salivali sistematici (2 volte la settimana) per garantire un rapido depistaggio dei casi? Se no, per quale motivo? Se sì, con quali tempistiche?
  3. Non ritiene necessario introdurre, come avviene nel Cantone Grigioni, l’obbligo di mascherina anche per i bambini a partire dalla terza elementare?
  4. Come si sta organizzando il Dipartimento per garantire la continuità didattica nelle scuole tenendo conto che una classe potrebbe finire in quarantena più volte anche in un lasso di tempo relativamente breve?
  5. Per le famiglie toccate, la quarantena comporta inevitabilmente la necessità di riorganizzare la propria vita quotidiana; con un bambino in quarantena non si può fare affidamento sui nonni e, ovviamente, nemmeno alle strutture extra-scolastiche o di sostegno. Come intende muoversi il governo per aiutare queste famiglie? Si sta muovendo per garantire ai genitori che devono rimanere a casa di non avere una perdita di reddito o, addirittura, di dover rinunciare all’attività lavorativa? Se sì, in che modo?

Angelica Lepori, Matteo Pronzini, Simona Arigoni

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