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Pubblichiamo il comunicato del collettivo femminista Io l’8 ogni giorno che sabato 8 gennaio ha organizzato a Lugano un falò dell’indifferenza. (Red)

Oggi, sabato 8 gennaio 2022, il collettivo Io l’8 ogni giorno ha organizzato alla Foce di Lugano un Falò dell’indifferenza contro un sistema che continua a proteggere chi esercita violenze e a vittimizzare e moltiplicare gli ostacoli a chi invece lotta per denunciare gli abusi e per liberarsi e liberarci dalla violenza.

Bruciamo l’indifferenza affinché si possa vedere, ascoltare e parlare della violenza.

Un falò contro i “non vedo, non sento, non parlo” che continuano a proteggere chi esercita violenze, contro l’inerzia delle istituzioni e di chi avrebbe la responsabilità di reagire con il dovuto impegno e le dovute risorse al continuo aumento della violenza sessuale e sessista, contro un contesto mediatico e politico che ignora, banalizza o strumentalizza questi temi invece di assumersene la responsabilità.

Abbiamo simbolicamente bruciato ciò che ci ferisce e continua a perpetuare una cultura misogina e dello stupro: 

• le banalizzazioni, le battutine, la colpevolizzazione delle vittime

• le connivenze e le mille scuse nei confronti di chi abusa e aggredisce

• i “tutto va bene e i servizi ci sono”

• i media che prediligono i dettagli intimi, intrusivi e “scabrosi” alle riflessioni di fondo sulla violenza maschile e su come contrastarla

• la costante minimizzazione della violenza domestica da parte della polizia, incapace di riconoscere e prendere sul serio i segnali di pericolo

• l’arretratezza e la misoginia di chi difende l’attuale sistema penale che non proibisce lo stupro ma si limita a regolamentarlo vietando l’uso della violenza

All’azione hanno partecipato anche alcune donne che stanno lottando in prima persona contro un muro di indifferenza, di incomprensione, di incapacità di ascolto, di ostacoli e trappole.

Hanno parlato o hanno portato la loro testimonianza:

• Una delle testimoni di Falò sul caso DSS, che ha sottolineato l’importanza di non banalizzare le situazioni di molestie sessuali e sessiste, perché sminuirne la gravità significa amplificarne i danni. Quell’inchiesta di Anna Bernasconi e quel caso hanno mostrato gravi inadeguatezze e lacune nella prevenzione e nella gestione di situazioni di abusi. Nell’attesa di un audit indipendente e competente che possa dare un seguito costruttivo e istituzionale a quel caso, e per cominciare invece a proporre accorgimenti e progetti concreti fondati sull’esperienza di chi ha subito e sulle competenze professionali di chi se ne occupa, è stata costituita un’associazione, Progetto Rispetto.

• Dania Tropea, l’insegnante di Morbio che da anni sta lottando affinché venga accordato un permesso di dimora e venga evitata l’espulsione a India e alla sua famiglia, perché la violenza di genere è anche la violenza strutturale di uno Stato che non accorda diritto di asilo a una madre sola e ai suoi figli, scappati da un paese devastato da un interminabile conflitto, in cui lo stupro e altre forme di violenza sessuale sono usate come armi di guerra.

• Ed è stata letta la testimonianza, piena di rabbia e amarezza, di una lavoratrice RSI a seguito della chiusura dell’inchiesta sui casi di molestie e di mobbing.

Con questa prima azione del 2022, il collettivo Io l’8 ogni giorno ha anche lanciato l’appello per la manifestazione dell’8 marzo, invitando tutte le persone e le associazioni interessate a unirsi alla mobilitazione per ribadire la necessità e l’urgenza di risorse e strumenti adeguati a contrastare la violenza maschile sulle donne.

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