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Pubblichiamo qui di seguito il testo della comunicazione inviata oggi ai dipendenti del Cantone e degli altri enti associati alla Cassa pensione del Cantone (IPCT) in discussione nella seduta del Gran Consiglio della prossima settimana. Essa fa seguito al testo Giocarsi la pensione in borsa? Nessun risanamento senza la garanzia che non vi saranno peggioramenti né delle rendite, né dei salari! * MPS – Movimento per il socialismo (mps-ti.ch) pubblicato su questo sito alcuni giorni fa. (Red)

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Carissime, i

Qualche giorno fa vi abbiamo inviato le nostre osservazioni in merito alla discussione che avverrà la settimana prossima in Gran Consiglio sulla riforma della Cassa pensione (IPCT) dei dipendenti del Cantone e di altri enti pubblici.

Trovate qui allegate le proposte di emendamento che presenteremo in quella occasione. Vi segnaliamo anche l’intervista al nostro deputato Matteo Pronzini, apparsa venerdì 8 aprile sul quotidiano La Regione, che illustra in modo semplice queste nostre proposte e il contesto della discussione sull’IPCT.

Ancora una volta l’MPS e i suoi deputati si opporranno, come era avvenuto nel 2012 al momento del passaggio dal primato delle prestazioni a quello dei contributi che aveva diminuito le pensioni mediamente del 20%, a scelte che non solo non garantiscono il cosiddetto “risanamento” dell’IPCT, ma vogliono penalizzare ulteriormente le rendite.

Se volete farci conoscere il vostro punto di vista, non esitate a scrivere a mps.ti@bluewin.ch

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10.       ATTI FORMALI DA INTRAPPRENDERE E CONCLUSIONI

Il parlamento cantonale esprime le seguenti conclusioni:

Emendamento 1

1.Scelte politiche sul quadro legislativo fatte non nell’interesse delle salariate e dei salariati

La “necessità” di raggiungere un determinato grado di copertura dei capitali deriva da disposizioni legali contenute nella Legge sulla Previdenza Professionale (LPP). Per gli istituti previdenziali che beneficiano della garanzia statale tale grado è del 80% da raggiungere entro il 31 dicembre 2051 (75% al 31 dicembre 2030). Si tratta evidentemente di una decisione politica e non di una legge naturale o scientifica. Come tutte le decisioni politiche deriva da interessi di parte che nulla hanno a che vedere con la tutela degli interessi, nel caso specifico, delle dipendenti e dei dipendenti dell’amministrazione cantonale né della cittadinanza.

  • Di conseguenza il Gran Consiglio auspica che l’articolo 72 a cpv. 1 lettera c della LPP venga presto riformato portando il grado di copertura minimo al 50% ed invita i gruppi parlamentare a voler presentare una relativa iniziativa cantonale all’indirizzo del Parlamento Federale

Emendamento 2

2. Nella migliore tradizione si è fatto dumping sulle cifre da immettere nell’IPCT e si sono sbagliati i calcoli, ora si tratta di rispettare la parola data ed evitare di giocare in borsa i soldi degli assicurati

A seguito di tali decisioni politiche la stragrande maggioranza degli enti pubblici (cantonali e comunali) ha dovuto trasferire agli istituti previdenziali somme importanti. Come indicato anche dal messaggio 7784 la somma totale che i cantoni svizzeri hanno dovuto mettere a disposizione per questa capitalizzazione forzata è stata pari a 15 miliardi di franchi. La maggioranza del Parlamento nel 2012 ha optato per una soluzione dumping. Invece di immettere quanto matematicamente occorreva e dunque 2.6 miliardi si è optato per soli 500 milioni:

Si rileva che avendo optato per il sistema di capitalizzazione parziale per il suo istituto di previdenza il Cantone ha evitato di dover rifinanziare completamente l’IPCT, ciò che avrebbe avuto un costo di ca CHF 2.6 miliari pari all’ammontare del disavanzo tecnico a fine 2012. Avendo inoltre scelto di raggiungere il grado di copertura minimo del 80% solo ad inizio 2052, termine ultimo concesso dalla Legge federale, risulta chiaro che per il rifinanziamento dell’IPCT è stata scelta la variante meno onerosa per le finanze cantonali esponendo però IPCT alle difficoltà relative al rispetto del cammino di finanziamento (messaggio 7784).

Ma non solo. I costi allora delineati per le garanzie ai dipendenti over 50 si sono rilevati sbagliati.

Nel 2012 il Gran Consiglio in qualità di datore di lavoro del personale cantonale aveva garantito e promesso al personale over 50 determinate prestazioni pensionistiche.  Ciò è confermato anche dal Consiglio di Stato nel suo messaggio:

“il costo maggiore delle garanzie (500 milioni) accordate dal GC agli assicurati più anziani, ha impedito all’IPCT di aumentare il grado di copertura così come previsto dal piano di finanziamento. Appare quinti ora come ineluttabile che il Cantone, si faccia carico di un contributo supplementare di finanziamento che a ben vedere ha piuttosto la caratteristica di un contributo integrativo per rapporto al costo delle garanzie, conferite agli aver50, che, per i motivi illustrati in precedenza, è risultato molto superiore a quanto stimato. “

Per garantire, parzialmente, le rendite precedenti agli over 50 sulla base di dati che potevano già allora essere calcolati i milioni necessari avrebbero dovuto essere circa 1’000 e non 500. Questa è la ragione di fondo oggetto della presente discussione con la proposta contenuta del messaggio 7784 di immettere il resto della somma necessaria a garantire la parola data nel 2012.

L’ipotesi avanzata dalla commissione della gestione e finanze di non rispettare gli accordi e negare il versamento dei 500 milioni proposto nel messaggio 7784 da parte del Consiglio di Stato sostituendolo con un prestito (con interessi) di 700 milioni non trova il sostegno del Gran Consiglio. Il Canton Ticino non può venir meno ai suoi obblighi quale datore di lavoro. È inoltre importante segnalare e ripetere che la problematica in oggetto è causata dagli errori di valutazione della maggioranza del Parlamento sui costi delle garanzie sugli over 50. Un eventuale prestito scaricherebbe il rischio su tutti gli assicurati attivi under 50 (nati dopo il 1962), ossia la stragrande maggioranza del personale oggi in attività presso l’amministrazione cantonale, le scuole comunali e cantonali, molti comuni e diversi ente esterni. Ossia coloro che con la riforma del 2012 hanno già lasciato sul terreno in media il 20% delle loro pensioni come ammesso cinicamente dal Consiglio di Stato e dalla Commissione gestione e finanze:

Con il passaggio al piano in primato dei contributi, rispetto al piano in primato delle prestazioni, le aspettative pensionistiche degli assicurati attivi sono state ridotte in media del 20%, con particolari ripercussioni nel caso di pensionamento anticipato (messaggio 7784).

Ma non solo. Nella riforma del 2012 il personale si è visto messo a carico un contributo a fondo perso del 1% (contributo risanamento) ed una ridotta retribuzione degli averi di vecchiaia. Dal previsto 3% si è passati al 1% con una perdita per il personale del 2%.

Risulta inoltre molto difficile dar credito e fiducia a partiti e persone che si sono dimostrati incapaci di prevedere quanto sarebbe successo nei dieci anni successivi: figuriamoci se possono pretendere fiducia nel pianificare gli scenari della cassa pensione (e dei mercati finanziari) per i prossimi 30 anni!

  • Di conseguenza il Gran Consiglio invita la Commissione della Gestione e Finanze a voler presentare il più presto possibile un rapporto, con relativo decreto legge come previsto nel messaggio 7784 alfine di concedere un contributo supplementare di 500 milioni di franchi.

Emendamento 3

3. Non essere più papisti del papa

Nel messaggio 7784 viene indicato che il contributo supplementare di 500 milioni corrisponde ad un aumento del tasso di copertura del 6.7%. Al 31 dicembre 2020 il tasso di copertura dell’IPCT era del 67%. Con il contributo supplementare di 500 milioni la copertura aumenterà a 73.7% avvicinandosi di molto all’obiettivo contenuto nella legge federale del 75% entro il 31 dicembre 2030 ed al successivo 80% per il 2052. Il Parlamento preso atto degli errori di valutazione fatti con la riforma del 2012 ritiene opportuno modificare l’obiettivo del grado di copertura contenuto nella legge cantonale parificandolo alle disposizioni federali.

  • Di conseguenza il Gran Consiglio invita la Gestione e Finanze a voler presentare il più presto possibile un’iniziativa parlamentare elaborata con la quale si modifica l’articolo 15 cpv. 2 della Legge sull’Istituto di previdenza del Canton Ticino e meglio: L’istituto di previdenza ha l’obiettivo di raggiungere il grado di copertura dell’80% entro il 31.12.2051.

Emendamento 4

4. I dipendenti assicurati all’IPCT hanno già dato!

In questi 10 anni i dipendenti del Cantone e degli altri enti affiliati all’IPCT hanno contribuito in modo importante al risanamento delle finanze dell’IPCT, vedendo al contempo peggiorare la loro situazione previdenziale.

Di conseguenza il Parlamento dichiara già sin d’ora che non intende procedere a nessun peggioramento delle rendite pensionistiche né degli attuali pensionati, né degli attuali e futuri assicurati, né per ragioni tecniche né per ragioni politiche. Come indicato anche del messaggio del Consiglio di Stato gli attuali assicurati hanno visto, con la riforma del 2012, le loro aspettative di rendite peggiorare in media del 20% con particolari ripercussioni in caso di pensionamento anticipato. Inoltre, come correttamente indicato nel messaggio:

“È un dato di fatto che, per gli assicurati nati negli anni immediatamente successivi al 1962, il tempo rimanente per prendere delle misure atte a (quantomeno in parte) compensare adeguatamente gli effetti di un eventuale peggioramento delle prestazioni (tramite una riduzione del tasso di conversione) non sarà sufficiente. Si impone anche di rilevare come, proprio questi assicurati siano quelli che, con il passaggio al primato dei contributi avvenuto con l’1.1.2013, più hanno visto ridursi le rendite attese. Il personale attivo ha inoltre contributo con contributo a fondo perso del 1% e una mancata remunerazione degli averi di vecchiaia del 2%”.

  • Di conseguenza il Parlamento invita la Commissione della Gestione e Finanze a voler proporre una modifica che fissi nella della legge sull’Istituto di previdenza del Canton Ticino:
  • l’attuale tasso di conversione all’età di 65 anni al 6.17%
  • l’aumento del supplemento sostitutivo al 100% della rendita massima AVS (invece dell’attuale 80%)
  • L’aumento al 14.6 % del contributo ordinario del datore di lavoro
  • La presa a carico di ¾ del finanziamento del supplemento sostitutivo AVS/AI da parte del datore di lavoro
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