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Abbiamo letto con interesse l’editoriale che, alcuni giorni fa, Gianni Righinetti ha dedicato alla decisione presa dal Gran Consiglio in merito al cosiddetto “risanamento” della cassa pensione del Cantone (l’IPCT).
Egli nota con soddisfazione come questa decisione sia stata presa con il corale concorso di tutti i partiti, stigmatizzando quei “bastiancontrari” dell’MPS, i soli ad avere esplicitato con decisione la propria opposizione, proponendo soluzioni alternative.
Una soluzione, quella approvata, nella quale il Cantone – qui nella sua veste di datore di lavoro – non ci mette nemmeno un centesimo, limitandosi ad anticipare una parte dei  contributi (700 milioni) che avrebbe dovuto comunque versare, nei prossimi anni per il personale alle proprie dipendenze.
Si affida così alla futura redditività dei mercati finanziari – sui quali l’IPCT dovrebbe investire questi capitali – il compito di “risanare” la situazione finanziaria della cassa e, in particolare, riportare entro il 2052 il grado di copertura dall’attuale 67% all’85%.
Non vogliamo qui entrare nel merito delle nostre critiche a questa impostazione, che ci sono valse l’epiteto di “bastiancontrari”; ci limitiamo a constatare come in un momento di assoluta incertezza su quel che succederà (nel mondo e sui mercati finanziari) nei prossimi 30 mesi, il Parlamento cantonale sia in grado di pronosticare cosa succederà nei prossimi 30 anni!
Le previsioni dei partiti che hanno approvato questo progetto di “risanamento” dell’IPCT sono credibili? Righinetti si limita ad affermare che oggi non è possibile sapere se la soluzione approvata permetterà di risolvere i problemi dell’IPCT, come hanno affermato in coro tutti i partiti a sostegno della loro proposta; e si chiede: “Sarà davvero così?”; e risponde: “Il tempo, da sempre galantuomo, ci dirà”.

Il tempo sulle questioni dell’IPCT si è già in realtà rivelato, eccome! galantuomo, anche se tutti fanno finta di non vederlo. Nel breve spazio di dieci anni abbiamo potuto vedere quanto poco siano serie le proposte di quegli stessi partiti che sono tornati alla carica con una nuova “soluzione miracolo”;  quegli stessi partiti che nel 2012 avevano approvato (con la sola opposizione dell’MPS) una riforma dell’IPCT che avrebbe dovuto avviare un “risanamento” decisivo dell’IPCT; quegli stessi partiti che ora hanno dovuto mettere mano ad una nuova proposta poiché quelle del 2012, oltre ad essere inique e ad avere tagliato le pensioni del 20%, non hanno per nulla “risanato” l’IPCT, né risolto problemi come quello del tasso di copertura.

Il “tempo galantuomo” ci ha già detto – in modo inequivocabile – che questi stessi partiti hanno fallito su tutta la linea. Basterebbe leggere gli interventi del 2012 per rendersene conto. Citiamo l’intervento di Pinoja, a nome del gruppo UDC, quello di Pamini, il “teorico” della recente soluzione “tutto mercati finanziari” votata dal Gran Consiglio: “Auspico di non ritrovarmi anche in futuro a discutere su nuovi provvedimenti; altrimenti non resterà che valutare l’affiliazione a un istituto di previdenza competente e preparato (in Svizzera o all’estero) …. Ciò che era necessario, come diciamo da anni, era cambiare piano assicurativo. Il gruppo UDC sostiene la riforma votando il rapporto di maggioranza del collega Savoia il quale, oltre ad aver redatto un ottimo documento, ha svolto, assieme alla Sottocommissione, un enorme lavoro in pochi mesi, trovando condivisione tra le parti.”.

Della serie: l’inettitudine al posto di comando!

E non è finita poiché le decisioni del Gran Consiglio non sono che un antipasto di quelle che il Consiglio di Amministrazione dell’IPCT ha annunciato di voler prendere entro fine anno: una riduzione del tasso di conversione che potrebbe rappresentare un’ulteriore diminuzione media del 20% delle rendite.

Per i dipendenti del Cantone, di molti Comuni e di altri enti affiliati all’IPCT potremmo assistere, nello spazio di poco più di dieci anni a una diminuzione delle rendite di circa il 40%.

*articolo apparso – con altro titolo – su Il Corriere del Ticino di martedì 26 aprile 2022

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