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Pubblichiamo il testo di una interpellanza con la quale il gruppo MPS chiede al governo di estendere la positiva iniziativa prevista per i giovani rifugiati ucraini a tutti i giovani rifugiati presenti sul territorio cantonale. (Red)

In questi giorni il DECS ha presentato un’offerta di corsi di insegnamento estivo per i bambini e i ragazzi provenienti dall’Ucraina. Si tratta di una proposta molto articolata, svolta in collaborazione con Lingue e sport. Questa proposta rappresenta sicuramente un tassello importante e positivo della politica di accoglienza e inclusione. Come si legge nella presentazione del DECS si tratta di dare la possibilità ai profughi di guerra di poter imparare la lingua italiana e, allo stesso tempo, avere la possibilità di svolgere attività sportive e di svago. Nella presentazione il DECS insiste sul fatto che si tratta di un’offerta destinata ai rifugiati al beneficio di un permesso S e che, verosimilmente, si fermeranno a lungo nel nostro paese.  Ci pare che questa distinzione e limitazione possa presentare alcuni rischi che vorremmo, brevemente, evidenziare.

Prima di tutto se la scelta di offrire corsi a una sola categoria di migranti si giustifica per quel che riguarda l’apprendimento della lingua, meno evidente appare invece per quel che concerne le attività sportive. In questo modo il rischio è quello di creare una sorta di “ghettizzazione” dei migranti ucraini in attività destinate solo a loro senza creare occasioni di inclusione e incontro.

In secondo luogo ci pare che questa distinzione, già messa in campo per quanto riguarda la politica di scolarizzazione, rischi di introdurre delle distinzioni, ingiustificate, nel trattamento dei migranti e nelle politiche di accoglienza. Sappiamo bene che prevedere la lunghezza di un soggiorno in un paese per qualsiasi rifugiato sii molto difficile, se non impossibile; ci sono persone (anche bambini) in attesa di una decisione da anni e che soggiornano nel nostro Cantone senza aver accesso ai servizi sociali e di accoglienza. Soprattutto nel caso delle attività rivolte ai bambini e ai giovani riteniamo che questa distinzione sia fuorviante e pericolosa, e rischia unicamente di suscitare tensioni sociali.

Ci preme infine sottolineare come, soprattutto in questo periodo, ci sono molti bambini e ragazzi senza un passato migratorio che per ragioni di tipo economico e sociale fanno fatica ad avere accesso alle attività di socializzazione e di svago. In particolare i corsi di lingue e sport hanno generalmente costi molto elevati e non sono accessibili a tutte le famiglie (e non tutti i comuni garantiscono un sussidio).

Di fronte a questa situazione chiediamo a Consiglio di stato

1. Non ritiene utile permettere a tutti i bambini e giovani migranti di poter partecipare al programma dei corsi di lingue e sport per alloglotti indipendentemente dal tipo di permesso di cui sono al beneficio?

2. Si sta pensando di allargare i servizi offerti, sia durante l’estate che durante il nomale anno scolastico (corsi di doposcuola, ore di insegnamento dell’italiano, ecc.), e al di là della situazione di emergenza, anche a tutti i rifugiati e migranti?

3. È prevista l’integrazione dei bambini migranti provenienti dall’Ucraina in altre attività frequentate anche da bambini non migranti o provenienti da altri paesi alfine di evitare una sorta di “ghettizzazione” in attività rivolte unicamente agli ucraini?

4. Non si ritiene importante garantire alle famiglie con situazione economica precaria un aiuto concreto per il pagamento delle rette delle attività proposte da Lingue e sport e altre associazioni?

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