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Il Movimento per il socialismo esprime rammarico per l’esito del voto in Consiglio Comunale sulla mozione presentata dal gruppo MPS-Verdi tesa reintrodurre, attraverso una rendita transitoria, la possibilità per il personale di rendere concreto e sopportabile il ricorso al pensionamento anticipato. Possibilità, tra l’altro offerta dalle principali città del Cantone – oltre che dal Cantone stesso e da molte aziende private; possibilità di fatto era stata eliminata con la creazione del nuovo comune, il passaggio a una nuova cassa pensione e lo scioglimento di fondi che finanziavano il pensionamento anticipato.

Il nostro rammarico è ancora più grande dalla constatazione che ad aver affossato la proposta è stato il voto e il comportamento precedente del gruppo PS in consiglio Comunale. Infatti il voto finale ha visto 26 contrari e 19 favorevoli, oltre che 5 astenuti. Se è vero che 4 Consiglieri del PS hanno votato a favore della mozione, sono stati altrettanti (4) quelli che hanno votano No e 3 gli astenuti. È evidente che se il gruppo PS avesse votato compatto a favore la mozione, la stessa avrebbe raccolto una maggioranza.

È vero, ci si potrebbe far osservare, che non avremmo raggiunto i 31 voti necessari affinché la mozione fosse accolta (necessaria una maggioranza qualificata). Ma, dobbiamo aggiungere, il ruolo del PS è stato in tutta la fase di avvicinamento ostile a questa proposta: prova ne sia che il rapporto di maggioranza ha visto relatrice la capogruppo del PS in Consiglio Comunale. Un atteggiamento diverso – già in commissione – avrebbe sicuramente permesso di sviluppare una dinamica diversa e, possibilmente, anche un voto decisivo.

Si tratta di una grave sconfitta per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici della città di Bellinzona alla quale ha dato un contributo decisivo il gruppo PS con il suo voto e con il suo atteggiamento precedente il voto.

Non vogliamo qui fare una “pippa alla Sirica” pensando alle contumelie da parte del presidente del PS che i nostri parlamentari hanno dovuto subire, un paio di mesi fa, per aver votato in Gran Consiglio non certo contro l’abolizione dei livelli (come qualcuno ha voluto far intendere), ma contro un progetto di sperimentazione che vedeva noi – così come la stragrande maggioranza degli insegnanti – contrari.

Se quel nostro voto era in sintonia con chi lavora nel mondo della scuola, quello del PS di ieri in consiglio comunale non è certo in sintonia con i lavoratori e le lavoratrici della città di Bellinzona. Un voto che affossa uno dei principi più cari, o che dovrebbero essere tali, alla sinistra: la possibilità di godere del pensionamento anticipato, magari dopo diversi decenni di lavoro. Un voto che, purtroppo, contribuisce ad aumentare ulteriormente il trend che vede aumentare l’età di pensionamento reale (oltre che legale come nel caso delle donne).

Come detto, non vogliamo replicare sceneggiate come quelle del presidente cantonale del PS. Ci limitiamo a un appello, al gruppo PS in Consiglio Comunale, invitandolo ad essere meno succube delle logiche di difesa a ogni costo dell’operato del Municipio (che, guidato da Branda, era evidentemente totalmente contrario alla proposta da noi presentata) e a valutare le proposte che vengono dalla nostra parte sulla scorta di valori e principi ai quali dovrebbero, per lo meno per tradizione, richiamarsi.

Atteggiamento che abbiamo da parte nostra mostrato nella stessa seduta del Consiglio comunale nella quale il gruppo MPS-Verdi ha votato una mozione socialista – purtroppo sconfitta grazie alla regia municipale – che chiedeva di stanziare un fondo per il sostegno al pagamento dei premi di cassa malati per i cittadini e le cittadine in difficoltà.

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