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Pubblichiamo una presa di posizione di alcuni comitati contro la guerra in Ucraina attivi in Svizzera (Red)

Le cittadine e i cittadini che fuggono la guerra in Ucraina e che non sono di nazionalità ucraina o di altra nazionalità dell’Unione Europea, sono vittime di discriminazioni inaccettabili. In Ucraina hanno problemi con la polizia e i doganieri ucraini all’uscita dal Paese, in Polonia non hanno generalmente accesso ai canali di fuga previsti e disponibili per gli altri rifugiati di nazionalità ucraina. Inoltre, nel resto dell’Europa e in Svizzera, non possono usufruire del diritto di protezione temporaneo e dei vantaggi ad esso collegati. Queste e questi rifugiati, provenienti dall’Ucraina, essenzialmente con nazionalità africana e indiana, subiscono una discriminazione per quanto riguarda la politica europea nel campo dell’asilo.

La Svizzera contribuisce a questa negazione dei diritti democratici! In effetti, esiliati dalla guerra in Ucraina con queste nazionalità, sono esclusi dallo slancio umanitario che si è sviluppato verso le vittime della guerra.

Protestiamo affinché chiunque fugga dalla guerra in Ucraina, di qualsiasi nazionalità, possa beneficiare della protezione adeguata. Come pure lo chiediamo per tutte e tutti gli esiliate dalle guerre, come ad esempio i rifugiati siriani, che subiscono da 11 anni una terribile guerra che sta distruggendo progressivamente gran parte del territorio.

In Svizzera, chiunque fugga dalla guerra in Ucraina senza averne la nazionalità, originario di un Paese ritenuto “sicuro”, non ha diritto allo statuto S (protezione temporanea), non ha il diritto di lavorare o di studiare. Deve semplicemente depositare una domanda d’asilo e probabilmente sarà rinviato/a in Polonia come prevedono gli accordi di Dublino, oppure espulso verso il suo Paese d’origine.

Un’interpellanza depositata al Consiglio Nazionale solleva questo problema e lo mette in relazione ad una situazione analoga che potrebbe capitare in Svizzera. Sarebbe come se, in caso la Svizzera fosse invasa o in stato di guerra, i nostri vicini non accettassero il 25% della nostra popolazione perché priva di nazionalità elvetica. Anche una quarantina di insegnanti nelle università svizzere hanno sollevato il problema e sottoscritto un appello.

I comitati contro la guerra in Ucraina appoggiano queste richieste e le sottoscrivono.

In particolare si chiede che:

  1. Venga attribuito lo statuto S a chiunque fugga dall’Ucraina in guerra, indipendentemente dal Paese d’origine
  2. Venga attribuito lo statuto S a ogni rifugiato/a che fugge da una guerra
  3. Non ci siano criteri di preferenza legati alla nazionalità nella politica d’asilo della Confederazione.

Comitato contro la guerra in Ucraina, in solidarietà con la popolazione ucraina e con gli oppositori di Putin in Russia – Ticino – Basel gegen Krieg und Militarisierung – Basel – Comité de solidarité avec le peuple ukrainien et avec les opposant-e-s à la guerre – Genève – Comité de solidarité avec les peuples de l’Ukraine et les opposant-e-s russes à la guerre – Vaud

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