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In questi giorni le/i deputate/i dell’MPS hanno inoltrato al Gran Consiglio una serie di proposte sulla scuola media (e in parte media superiore) (cfr. link alla fine di questo articolo).

Si tratta di iniziative e di una mozione (elaborate e generiche), che riguardano aspetti importanti direttamente o indirettamente legati all’insegnamento e che, a nostro modo di vedere, rappresentano passi importanti per una riforma significativa dell’insegnamento nel settore medio (e in parte medio-superiore).

Complessivamente formano un primo “pacchetto” di proposte sulla scuola e la formazione che l’MPS presenta e al quale ne seguiranno altre.

La nostra pretesa è di andare al di là dell’attuale discussione, orientata essenzialmente sulla generica discussione del cosiddetto “superamento” dei livelli. Una discussione che, sulla base delle proposte fin qui avanzate, sembra puntare verso una “sintesi” che, temiamo, non permetterà di intervenire in maniera adeguata a correggere le discriminazioni a livello di apprendimento e di riuscita scolastica che oggi si manifestano nella scuola media.

L’MPS, da sempre, è favorevole all’abolizione dei livelli; ma questo non certo a favore di modifiche che rischiano di portare a cambiamenti che, alla fine, non intaccheranno le attuali situazioni discriminatorie (fondate sulle differenze sociali, economiche e culturali degli allievi), rischiando addirittura di peggiorare l’attuale situazione.

La nostra convinzione (come indichiamo in sede di spiegazione nelle singole proposte di modifica della Legge sulla scuola media) è che le differenze di apprendimento e rendimento scolastico siano in gran parte intimamente legate alle condizioni sociali, economiche e culturali degli allievi.

La disponibilità di tempo per seguire il lavoro scolastico dei figli (fare i compiti, riorganizzare quanto fatto a scuola, studio e metodo di studio, etc.), la possibilità di accoglierli e occuparsi di loro alla fine delle lezioni, la trasmissione di nozioni culturali e, più in generale, l’ambiente famigliare e sociale sono elementi determinanti dello sviluppo scolastico.

In questo senso difficilmente si potranno avere svolte fondamentali nell’apprendimento e nella riuscita scolastica semplicemente facendo capo a modifiche di ordine pedagogico e didattico o relative all’organizzazione scolastica. Misure che sicuramente vanno promosse e perseguite, ma che da sole non bastano a recuperare quelle differenze che hanno le proprie radici nella realtà sociale, economica e culturale dell’allievo. Credere questo significherebbe cadere in quella che qualcuno ha giustamente chiamato l’”illusione pedagogica”.

Per questo pensiamo che vadano promossi provvedimenti che agiscano su quella che potremmo definire la dimensione sociale dell’apprendimento scolastico, cioè tutte quelle prestazioni e servizi che permettono di intervenire sulle differenze sociali sopra menzionate.

Forti di questa convinzione presentiamo una serie di proposte che da un lato intervengono sull’organizzazione scolastica e pedagogica (vanno in questa direzione le proposte di abolizione dei livelli, quelle relativa al sostegno pedagogico, alla diminuzione del numero di allievi per classe, alla diminuzione dell’onere di insegnamento in ore lezione per i docenti); dall’altro propongono di agire sulle differenze di ordine sociale attraverso strumento messi in campo dalla scuola stessa (vanno in questa direzione, ad esempio, le proposte relative al doposcuola, all’orientamento scolastico e professionale, all’accesso alle scuole post-obbligatorie).

Naturalmente a queste proposte se ne potranno aggiungere altre; e altre discussioni dovranno essere avviate su temi pure importanti e decisivi: pensiamo, ad esempio, ai contenuti dell’insegnamento della scuola media. Tema quest’ultimo che non potrà essere risolto seriamente senza un coinvolgimento diretto e decisivo degli insegnanti. Le scorciatoie parlamentari o simili (vedi insegnamento della civica, modifica dell’insegnamento delle lingue attraverso una diversa ponderazione delle stesse, etc.) hanno dimostrato e stanno dimostrando di essere inefficaci e di peggiorare il quadro complessivo dell’insegnamento.

Infine vorremmo segnalare la proposta relativa all’onere lavorativo dei docenti sui quali proponiamo di intervenire con una iniziativa di modifica della LORD.

La situazione dell’onere lavorativo degli insegnanti è da tempo ormai insostenibile. D’altronde l’aumento dello stress e dei casi di bornout tra gli insegnanti non sono altro che indizi preoccupanti di questa situazione.

Tutte le proposte serie di modifica della scuola presuppongono un impegno, un coinvolgimento, un lavoro di riflessione e di preparazione sempre maggiore da parte degli insegnanti; senza questo decisivo maggior contributo è evidente che nessuna riforma potrà positivamente andare in porto.

È quindi evidente che senza un miglioramento delle condizioni di lavoro degli insegnanti, senza alleviare l’attuale onere lavorativo, sarà impossibile – quali esse siano – procedere a riforme adeguate delle scuole medie e medie superiori.

Per questa ragione, anche se con ormai notevole ritardo, appare necessario porre mano a una diminuzione dell’onere lavoratori degli insegnanti della scuola media e media superiore: solo in questo modo, come detto, le riforme attualmente in discussione potranno sperare di avere qualche possibilità di successo.

https://mps-ti.ch/wp-content/uploads/2022/07/Mozione-accesso-Scuole-prof-e-sms.docx.pdf

https://mps-ti.ch/wp-content/uploads/2022/07/Iniziativa-parlamentare-SMe.pdf

https://mps-ti.ch/wp-content/uploads/2022/07/Iniziativa-orientamento-scolastico-e-professionale.pdf

https://mps-ti.ch/wp-content/uploads/2022/07/Iniziativa-ore-di-insegnamento-LORD.pdfhttps://mps-ti.ch/wp-content/uploads/2022/07/Iniziativa-doposcuola-Sme.pdf

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