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Si è tenuta a Bellinzona martedì sera, 23 agosto, l’assemblea promossa da ErrreDIPI – Rete per la difesa delle pensioni. In discussione la costruzione di una mobilitazione contro i tagli alle pensioni prospettati dalla decisione del Consiglio di amministrazione dell’Istituto di Previdenza del Canton Ticino (IPCT) di diminuire il tasso di conversione.
L’assemblea, determinata in tutti gli interventi e frequentata da oltre un centinaio di persone, ha approvato la risoluzione che pubblichiamo qui di seguito, nella quale si fissano rivendicazioni e prospettive di lotta, a cominciare dalla giornale d’azione fissata per il prossimo 28 settembre. (Red)

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Durante la sua assemblea odierna, l’ErreDiPi – Rete per la Difesa delle Pensioni – ha preso atto con grande preoccupazione dell’intenzione, prospettata dalla direzione dell’Istituto di Previdenza del Cantone Ticino, di ridurre il tasso di conversione a partire dal 1° gennaio 2024 (si vedano le informazioni allegate al certificato di previdenza 2022).

L’ErreDiPi osserva con amarezza e sconcerto quanto le nostre condizioni salariali e previdenziali siano peggiorate nettamente e bruscamente negli ultimi due decenni, in particolare per le assicurate e gli assicurati* nati a partire dal 1963. Tale degrado è stato determinato da una serie di misure che, a partire dalla fine degli anni ’90, ha penalizzato il pubblico impiego. Tra queste misure la più pesante è stata sicuramente, nel 2013, il passaggio dal primato delle prestazioni al primato dei contributi, con una conseguente riduzione delle rendite pensionistiche stimata attorno al 20%.

La riduzione del tasso di conversione, decisa recentemente dal Consiglio di Amministrazione dell’IPCT sancirà un’ulteriore contrazione delle rendite di cassa pensione stimabile attorno al 20-22% proprio per coloro che sono già stati pesantemente penalizzati nel 2013.

-40% in 15 anni. Mai successo. In nessun paese.

Riteniamo che qualsiasi riduzione del tasso di conversione, in un contesto in cui per tutta una generazione è già previsto un grave degrado delle condizioni pensionistiche, sia inaccettabile.

Il rispetto per il lavoro già prestato e il suo corretto riconoscimento sono la base fondamentale per una sana collaborazione tra un datore di lavoro e i suoi dipendenti. Le condizioni pattuite al momento della firma di un contratto di lavoro includono infatti un trattamento pensionistico che è inscindibile da quello salariale: una recessione unilaterale da parte del datore di lavoro dagli impegni presi vìola la dignità delle salariate e dei salariati e intacca le basi di uno stato di diritto, a maggior ragione quando il datore di lavoro è lo Stato stesso.

Pertanto, l’assemblea del personale riunita a Bellinzona il 23 agosto

1. respinge qualsiasi proposta di riduzione del tasso di conversione e chiedono ai propri datori di lavoro, tramite il Consiglio di Stato, di trovare una soluzione politica atta a garantire la copertura e la stabilità dell’IPCT senza peggiorare ulteriormente le condizioni previdenziali degli assicurati e dei futuri pensionati;
2. indice una prima giornata di mobilitazione per mercoledì 28 settembre 2022;
3. invita i rappresentanti degli assicurati in seno all’IPCT ad opporsi a qualsiasi proposta concreta di diminuzione del tasso di conversione senza avere garanzie concrete che non comporteranno (grazie a misure adeguate) diminuzioni delle rendite e dei salari reali;
4. si impegna a rendere pubblica questa comunicazione e a trasmettere il proprio scontento al maggior numero di assicurati IPCT.

* Nei passaggi salienti, il testo ha differenziato tra genere femminile e maschile. Altrove, per semplicità, si è adottato il genere maschile, da intendersi però come neutro.

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