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Dopo la discussione, insufficiente e insoddisfacente di lunedì scorso in Gran Consiglio, era inevitabile che i deputati e le deputate MPS chiedessero l’istituzione di una Commissione Parlamentare d’Inchiesta (CPI) che faccia luce su questa terribile vicenda di molestie sessuali e mobbing e sulle responsabilità dell’Ente pubblico (finanziatore di Unitas) per non aver assunto tutte le misure necessarie per prevenire e combattere tali fenomeni. Vedremo se alle parole dei partiti (in verità poche se si escludono quelle del presidente del Centro Dadò) seguiranno i fatti e se la nostra proposta andrà in porto. (Red)

Il Gruppo parlamentare MPS-POP-Indipendenti, preso atto della discussione generale seguita alle risposte alle interpellanze Unitas così come a quanto emerso pubblicamente e sui media in queste ultime settimane, ritiene che vi siano gli estremi per richiedere la costituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta ai sensi dell’articolo 39 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato.

Tale richiesta si basa sulle seguenti considerazioni:

Audit non completo

Come indicano alcuni articoli apparsi sulla stampa, e non smentiti, l’audit allestito dall’avvocata Martinelli non può essere ritenuto completo. L’avvocata non ha potuto sentire alcune persone informate dei fatti tenuto conto che l’audit non dà la facoltà di interrogare persone informate dei fatti. Dalle stesse fonti emerge l’indicazione che la direzione del DSS di fatto non sia intervenuta per esigere che queste persone fossero sentite.

Rappresentante del CdS nel comitato Unitas

Dopo la esclusione del proprio rappresentante – previsto per legge – dal comitato di Unitas nel 2021, il governo non ha intrapreso alcun atto per porre rimedio a questa situazione in aperto contrasto con le disposizioni di legge e con gli obblighi che la legge impone al governo. Si tratta di una decisione non comprensibile e tale da dover essere indagata più accuratamente per vedere in che misura il governo sia venuto meno agli obblighi di legge.

I segnali di disagio presenti dal 2001 non sono stati ascoltati

Il dibattito parlamentare ha permesso di mettere in luce il tema del mobbing verso una dipendente, che arrivò al gesto estremo di togliersi la vita; una situazione – così è emerso dalla comunicazione di alcune mail – che era stata oggetto di discussione all’interno del comitato di Unitas. Il comitato, va ricordato, 2001 svolgeva anche un ruolo operativo nella gestione del personale. Non sembra inoltre che il rappresentante dello Stato in seno al comitato abbia segnalato tale situazione alle autorità cantonali, responsabili dell’applicazione di diverse disposizioni legali, sia di diritto pubblico che privato.

Infrazione da parte del CdS delle disposizioni legali in relazione alla ricusa di un proprio membro

In occasione della discussione in CdS sui risultati parziali dell’audit, il governo non ha chiesto a  Manuele Bertoli ad astenersi dalla discussione, malgrado egli avesse e abbia un interesse personale diretto nella vicenda; tanto più che Manuele Bertoli è stato anche sentito dall’avvocata Martinelli in qualità di ex-direttore, nonché vicepresidente del Comitato ed attuale presidente della Fondazione UNITAS (la “cassaforte” dell’associazione). Ci si può chiedere: il consigliere di stato Manuele Bertoli ha fatto un uso improprio delle informazioni apprese dalla lettura dell’audit? La domanda è legittima, visto quanto emerso dalla conferenza stampa “personale” che lo stesso Manuele Bertoli ha organizzato venerdi 10 febbraio 2023.

La commissione parlamentare d’inchiesta dovrà:

1.permettere di completare l’audit sentendo in particolare le persone informate sui fatti che fino ad oggi non si è potuto sentire ed acquisendo agli atti altri casi simili (ad esempio quello della dipendente che, purtroppo, si è tolta la vita nel 2001);

2. analizzare e valutare il ruolo del rappresentante dello Stato in seno al Comitato di Unitas, nonché dei diversi responsabili dei servizi cantonali competenti  e del CdS dalla fine degli anni Novanta ad oggi;

3. analizzare e valutare il comportamento del CdS in relazione alla mancata applicazione dell’articolo 15 del Regolamento sull’organizzazione del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione in relazione alla partecipazione di Manuele Bertoli alla presentazione dei risultati parziali dell’audit;

4. analizzare e valutare la funzione di presidente della Fondazione Unitas da parte di Manuele Bertoli in relazione all’articolo 1b della Legge concernente le competenze organizzative del Consiglio di Stato e dei suoi dipartimenti;

5. analizzare e valutare il lavoro di controllo e applicazione delle diverse leggi federali e cantonali a tutela della salute ed integrità dei dipendenti ed utenti di Unitas nel corso degli ultimi decenni;

6. proporre eventuali modifiche di legge, in particolare in materia di gestione delle strutture socio-sanitarie e dei criteri di qualità; eventuali atti parlamentari giacenti sul tema della gestione delle strutture socio-sanitarie e dei criteri di qualità dovranno venir assegnati alla CPI ed evasi con la discussione del rapporto.

Alla luce delle precedenti considerazioni, il Gruppo MPS-POP-Indipendenti ribadisce la formale richiesta, sulla base dell’articolo 39 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato, la costituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta.

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