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Israele è stato fondato nel 1948 in un territorio storicamente occupato da arabi. Lo slogan “una terra senza popolo per un popolo senza terra” costituisce una vera e propria menzogna. Con la creazione di Israele, 750.000 vennero espulsi dalle loro residenze e oltre 15.000 vennero uccisi. E ciò che è stato chiamato “nakba” o tragedia del popolo palestinese. 

L’Inghilterra, che gestiva come mandataria la regione dopo la fine dell’impero ottomano, si assunse l’impegno di creare uno stato palestinese, cosa che però non avvenne mai. Dopo la sua creazione, Israele occupò più di metà del territorio che sarebbe dovuto essere destinato alla creazione dello stato palestinese. E l’occupazione di quel territorio si allarga fino ad oggi. 

La Striscia di Gaza è la più grande prigione a cielo aperto del mondo, un vero e proprio campo di concentramento in cui vivono due milioni e mezzo di persone. Dal 2007, Israele mantiene un ferreo blocco via mare, terra ed aria, ostacolando l’ingresso di cibo, acqua, combustibili e medicinali. Ora Israele ha decretato il blocco totale della regione, cosa che può uccidere per fame e sete decine di migliaia di persone. 

Quasi mezzo milione di coloni ebrei occupano illegalmente vaste aree della Cisgiordania. Utilizzando una violenza indiscriminata, Israele fonda sempre nuovi insediamenti in aree appartenenti ai palestinesi. I coloni israeliani agiscono come milizie armate, occupando abusivamente terre e case, espellendone gli abitanti. 

Non esiste un “conflitto Israele-Palestina” perché non esiste nessuna equivalenza tra i due lati. Quel che esiste è una guerra di sterminio e di pulizia etnica attuata da una potenza nucleare contro un popolo che non possiede neanche uno stato proprio per difendersi. 

Israele non è una democrazia. E’ un regime di apartheid teocratico e razzista, con tratti nazi-fascisti che esclude tutta la popolazione palestinese da qualunque partecipazione alle decisioni. I palestinesi non votano in Israele. La costituzione israeliana riconosce lo stato come esclusivamente ebreo. 

Israele vuole stabilire un controllo totale su Gerusalemme, città sacra per arabi, ebrei e cristiani. I luoghi di culto degli arabi sono costantemente violati e attaccati, come la moschea di Al Aqsa, il terzo luogo più importante per l’Islam. E’ stato l’ennesimo attacco a questa moschea che ha scatenato l’attuale crisi. 

Lo stato di Israele pratica un terrorismo di stato contro i palestinesi, chiudendoli in aree isolate, occupando le loro terre, chiudendo fonti idriche, e semplicemente uccidendoli a sangue freddo o con bombardamenti aerei, come stiamo vedendo in questi giorni. 

I metodi di Hamas devono essere condannati, ma questo non cancella il diritto dei palestinesi a difendersi né giustifica il massacro che si sta perpetrando verso Gaza. Hamas è un gruppo politico militare che fu sostenuto direttamente da Israele per indebolire l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), movimento laico e progressista, autore degli avanzamenti significativi per la causa palestinese che si realizzarono nel decennio degli anni Settanta. 

L’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) che gestisce la Cisgiordania riconosce Israele ed è disposta ad accettare la creazione di due stati a partire dal rispetto delle frontiere del 1967. Ma Israele non è disposta a permettere che i palestinesi ottengano il loro diritto storico ad avere un proprio stato. Ed è ancor meno disposta a liberare le aree occupate illegalmente.

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