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Negli scorsi giorni l’Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT) e i Municipi delle principali città del Cantone (Bellinzona, Lugano, Locarno, Chiasso e Mendrisio) si sono rivolti alla commissione della gestione del Parlamento cantonale formulando diverse critiche alla riforma fiscale che il Parlamento discuterà nel corso della sessione che inizierà lunedì 11 dicembre.

In particolare ACT e Municipi osservano come il taglio lineare (dell’1,66%) dell’aliquota d’imposta sul reddito “avrebbe delle ripercussioni dirette e immediate sulle finanze dei Comuni ticinesi – indipendentemente dal loro substrato fiscale – e per importi tutt’altro che marginali”. Tale decisione è stata presa, aggiungono, senza “alcun tipo di discussione, consultazione ed eventualmente negoziazione si abbatte sui conti comunali, decisione estremamente incisive prese senza preoccuparsi dei loro effetti”.

Terminano la loro missiva invitando a “voler soprassedere ad ulteriori interventi – o se del caso coinvolgerci prima di intraprendere eventuali iniziative – che si ripercuotono direttamente e immediatamente sulle finanze e sui bilanci degli enti locali e, di riflesso, sulle cittadine ed i cittadini dei nostri Comuni”.

La maggioranza del Parlamento non ha minimamente tenuto conto di tali motivazioni e, verosimilmente visti i rapporti di forza parlamentari, approverà la riforma fiscale che contiene anche le misure criticate da ACT e Municipi dei maggiori comuni.

A questo punto a noi pare necessario, se ACT e Municipi non vogliono prestare il fianco alle più che giustificate critiche per cui in Ticino spesso la politica si riduce ad un triste gioco delle parti, che alle parole seguano i fatti.

Come noto l’art. 42 della Costituzione cantonale prevede che possano indire un referendum settemila cittadini o “un quinto dei Comuni”. I regolamenti comunali attribuiscono tale competenza ai Municipi o ai Consigli Comunali.

L’MPS – di fronte ad una probabile decisione del Parlamento che, riferendoci di nuovo alla missiva dei Comuni, ha “ripercussioni dirette ed immediate sulle finanze dei Comuni ticinesi – indipendentemente dal loro substrato fiscale – e per importi tutt’altro che marginali” rappresentando di fatto “un transitorio risanamento delle finanze cantonali effettuato a spese dei Comuni”- rivolge un appello ai Municipi e/o ai Consigli comunali dei Comuni ticinesi affinché richiedano il referendum sulla riforma fiscale ai sensi dell’art. 42 della Costituzione.

L’MPS, convinto ad agire in tal senso laddove sia possibile, presenterà, in occasione della prossima seduta del Consiglio Comunale di Bellinzona prevista per il prossimo 18 dicembre, una risoluzione all’indirizzo del Municipio.

L’MPS invita tutte le forze politiche che contestano la riforma fiscale a muoversi nella stessa direzione.

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