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Pubblichiamo l’interpellanza che i deputati dell’MPS hanno presentato in merito all’incidente che ha coinvolto Norman Gobbi e le relative misurazioni del suo tasso alcolemico. La dinamica della vicenda (misurazione sul posto del tasso alcolemico – risultato superiore alla norma – e poi misurazione in ospedale dove questo tasso sarebbe risultato inferiore ai limiti massimi) suscita domande, in particolare sulle procedure seguite e sui tempi e, in particolare, verificare se la prassi seguito per un consigliere di Stato sia quella normalmente seguita. È sulla prassi normale in questi casi che La Regione avrebbe voluto informare i propri lettori e le proprie lettrici. E per questo è andata direttamente alla fonte, cioè la Polizia cantonale. Ma, inspiegabilmente, quest’ultima ha risposto di non poter dare informazioni sulle procedure di carattere generale poiché è pendente una interpellanza parlamentare (!). Red.

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Trasparenza e informazione: quale deve essere il ruolo della Polizia Cantonale?

L’incidente che ha coinvolto il consigliere di Stato Gobbi e le relative misurazioni del suo tasso alcolemico hanno suscitato l’interesse della stampa. I due quotidiani hanno dedicato ampi articoli alla questione.
La Regione, in un articolo  di venerdì 15 marzo 2024, avrebbe voluto approfondire le regole in vigore in occasione di incidenti stradali e misurazione del tasso alcolemico.

Visto il coinvolgimento di un personaggio politico e pubblico, ci pare che questo interesse di un quotidiano possa essere più che giustificato da tutti i punti di vista: non da ultimo il necessario richiamo a tutti i cittadini e le cittadine sui pericoli che si corrono guidando dopo aver consumato anche (piccole) quantità di alcool e quali siano le procedure nelle quali incorreranno nel caso siano coinvolti in un incidente. È d’altronde anche questo il compito “educativo” che si attribuisce alla stampa.

Leggiamo, nell’articolo del 15 marzo summenzionato, che la redazione del giornale ha “…posto delle domande di carattere generale sulle procedure che regolano un controllo del tasso alcolemico alla guida. Motivazione della non risposta? Come per De Rosa, il fatto che sia pendente l’interpellanza di Dadò”.
A domande di carattere generale (“Rispetto alla casistica e al luogo in cui viene effettuato un test probatorio, alle tempistiche che distanziano il primo test e quello probatorio e alle modalità di inserimento dei dati in occasione di un test probatorio” Renato Pizolli, ufficiale responsabile del Servizio comunicazione, media e prevenzione della Polizia cantonale, avrebbe giustificato la mancata risposta in questo modo: “come da prassi, dato che sulla questione è pendente un atto parlamentare, al momento non ci esprimiamo, nemmeno in termini generali. Le informazioni sulla procedura saranno fornite in sede di risposta da parte delle istanze deputate”.

L’atteggiamento comunicativo della Polizia Cantone non ci sembra accettabile e, paradossalmente, non fa che alimentare ulteriori sospetti sul fatto che le regole generali non possano essere ricordare poiché, forse, contraddicono il modo in cui sono state applicate in una vicenda che ha coinvolto un personaggio noto e importante. Senza dimenticare il costante sforzo, che vede coinvolti i media, per informare la popolazione su questi temi (cfr. campagna strade sicure).

Chiediamo, alla luce delle considerazioni summenzionate, al Consiglio di Stato:

Come giudica, dal punto di vista della trasparenza e della necessaria interazione con l’opinione pubblica, il fatto che la Polizia cantonale non abbia voluto rispondere (sollecitata dalla stampa) a questioni di carattere generale e procedurale nel caso di incidenti e relativi accertamenti sulla misurazione del tasso alcolemico.

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