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Pubblichiamo qui di seguito la presa di posizione dell’MPS a seguito dello sviluppo della vicenda che vede coinvolto il consigliere di Stato Gobbi. I deputati dell’MPS hanno inoltrato pure una interpellanza urgente che riprende le richieste formulate nella presa di posizione. (Red)

Il Movimento per il socialismo (MPS) ha preso atto della decisione del Ministero pubblico di avviare un procedimento penale sull’incidente stradale che ha coinvolto il Consigliere di Stato Norman Gobbi lo scorso 14 novembre e da settimane ormai oggetto di discussione pubblica.
Il comunicato del ministero pubblico ci spiega che l’indagine vuole “ricostruire l’accaduto e ad accertare se sussistano eventuali fattispecie penali nel contesto dell’incidente e della successiva procedura di constatazione dei fatti“.
Sulla base di esperienze passate – quante volte l’MPS ha denunciato comportamenti non cristallini da parte dell’autorità politica? – non abbiamo molta fiducia che la magistratura – anche in questo caso guidata dal signor “non luogo a procedere”, il procuratore generale Andrea Pagani – voglia e sappia fare chiarezza; sta di fatto che l’apertura dell’inchiesta è, a nostro modo di vedere, già sufficiente per fare alcune riflessioni politiche.
La prima è legata al contenuto stesso dell’istruttoria. Come è possibile, ci chiediamo, che in una vicenda che vede coinvolto un consigliere di Stato (quindi uno dei maggiori rappresentanti dell’autorità politica del paese) non sia chiaro cosa effettivamente è successo? Come è possibile che le versioni di tutti coloro che sono stati coinvolti nella vicenda (consigliere di Stato, poliziotti intervenuti sul posto, catena di comando della polizia, etc.) non abbiano permesso di stabilire cosa sia effettivamente successo, in particolare per le procedure di rilevazione del tasso alcolemico del consigliere di Stato?
Già il fatto che la Magistratura sia costretta ad intervenire e ad aprire un’inchiesta per “ricostruire l’accaduto” – e siamo di fronte a tre o quattro questioni che, in un normale contesto, verrebbero chiarite in meno di un’ora – mette in evidenza un problema politico grande come una casa.
Una seconda considerazione riguarda l’inchiesta stessa. Il Cantone ha appena vissuto l’ennesima discussione politica nella quale è emersa la constatazione di un legame “incestuoso” tra il potere politico e quello giudiziario. Questo rapporto si è manifestato  nella elezione dei magistrati, ma investe anche altri corpi dello Stato, a cominciare dalla polizia. Il fatto che l’inchiesta veda indagato un agente di polizia per favoreggiamento non è che l’epifenomeno di questo rapporto. Quando mai un normale cittadino, beccato con problemi di alcolemia in seguito ad un incidente, ha potuto contare su un atteggiamento di “favore” da parte della polizia cantonale intervenuta sul luogo dell’incidente?
Dobbiamo quindi interrogarci sul senso di un’inchiesta che coinvolge il responsabile politico della polizia e che vede la polizia stessa implicata nella sua veste di protagonista e “testimone” della vicenda stessa. Le premesse non sono certamente delle migliori.
Per questa ragione, l’MPS chiede al governo che la conduzione dell’inchiesta venga affidata ad un procuratore straordinario esterno – magari proveniente da un altro Cantone, come già fatto in passato.
L’MPS chiede inoltre formalmente al Consiglio di Stato di procedere immediatamente ad una riorganizzazione delle competenze relative alla magistratura e alla polizia oggi attribuite a Norman Gobbi nella sua qualità di responsabile del dipartimento delle Istituzioni, affidandole ad un altro membro dell’esecutivo: e questo perlomeno fino alla fine dell’inchiesta.
Infine, l’MPS rivolge un appello al consigliere di Stato Gobbi affinché rifletta, e da subito, sulla necessità di fare un passo indietro, decidendo di porre termine alla sua carriera di Consigliere di Stato. Se veramente, come spesso dice, crede al valore delle istituzioni che dirige non crediamo vi siano dubbi su quella che dovrebbe essere la sua decisione.

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