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In questa campagna elettorale un tema è quasi assente: i salari e le condizioni di vita di migliaia di cittadine e cittadini luganesi che fanno sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese. L’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) pubblica diversi dati, sulla base dei risultati dell’imposta federale diretta. Per esempio, la mediana del reddito netto non ha più superato il livello del 2008 di 43’400 franchi per contribuente. Questa mediana è più bassa di quella registrata per Mendrisio e Bellinzona, ma anche della mediana ticinese e di quella nazionale. L’AFC offre anche la misura delle disuguaglianze nella distribuzione dei redditi per mezzo del coefficiente di Gini. Questo ha un valore tra 0 e 1: più si avvicina a 1, più elevata è la disuguaglianza e quindi la concentrazione dei redditi. Nel 2003, il coefficiente era di 0,499, salito a 0,581 nel 2020. Un peggioramento consistente. Peggio ancora, Lugano è la realtà di quelle citate dove i redditi più elevati captano una parte sempre maggiore del totale dei redditi. La differenza è notevole: nel 2020 Bellinzona aveva un coefficiente di Gini dello 0,455, Locarno dello 0,474, Mendrisio dello 0,504. Lo stesso coefficiente a livello cantonale era nel 2020 dello 0,518 e a livello svizzero dello 0,475.

Una stagnazione dei redditi e una loro maggiore concentrazione che si sommano alla crescente perdita del potere d’acquisto delle salariate e dei salariati luganesi. Se una parte di questo fenomeno è dovuta a fattori generali (inflazione, aumenti dei premi di cassa malati), ci sono anche quelli specifici a Lugano come la crescita degli affitti (+8,1% da inizi 2022 a inizio 2024) e, in particolare, gli aumenti dei prezzi di alcuni beni fondamentali decisi dal Municipio con la benedizione del Consiglio comunale: acqua, gas e soprattutto elettricità (+44% dal 2023!). Il Servizio di statistica urbana ha cifrato in 2’208 franchi annui la perdita del reddito disponibile di una famiglia di 4 persone con un reddito netto mensile di 7’500 franchi tra il 2022 e il 2023. Con gli aumenti del 2024, la perdita reddituale sarà ancora maggiore! L’altra faccia della crisi dei redditi è l’aumento della povertà a Lugano. Secondo lo studio Tiresia, nel 2016 il 18,6% dei nuclei familiari luganesi evidenziava una povertà reddituale, e il 5% non raggiungeva il fabbisogno minimo vitale neppure dopo l’intervento degli aiuti pubblici.

Ma i partiti che guidano il Municipio preferiscono costruire opere infrastrutturali totalmente sovradimensionate rispetto ai bisogni sociali reali, ma perfettamente utili agli interessi di una cerchia di grandi speculatori, garantendo allo stesso tempo un livello di tassazione basso, favorevole solo ai sempre più ricchi milionari. Lugano, è ora di cambiare!

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