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Pubblichiamo l’appello che ErreDiPi ha inviato a tutti i partiti, sindacati, associazioni che si sono mobilitati in questi ultimi mesi a sostegno di salari, pensioni e servizio pubblico. La proposta è di organizzare, anche in vista delle votazioni importanti (su questi e altri temi) del prossimo 9 giugno, una grande manifestazione popolare. (Red)

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Per una manifestazione popolare in difesa dei salari, delle pensioni e del servizio pubblico

Il Governo ha deciso, in via definitiva, di non concedere il rincaro e di limitarsi a versare ai dipendenti pubblici un’indennità unica di 400 fr.; ha altresì stabilito di chiudere uffici e scuole per due giorni supplementari per “concedere” in questo modo due giorni di “vacanza” al proprio personale.
Queste decisioni sono per noi, l’abbiamo sempre detto, inaccettabili.
Perché chiudere uffici e scuole significa diminuire i servizi erogati alla popolazione, significa peggiorare il servizio pubblico.
Riteniamo quindi che la mobilitazione iniziata lo scorso anno debba continuare:

  • per ribadire il nostro diritto al rincaro e
  • per protestare contro la chiusura del servizio pubblico e della scuola per due giorni.

Ma dobbiamo continuare tutte e tutti a mobilitarci anche per altri temi. Il prossimo 9 giugno ci sono infatti due votazioni importanti:

  • la prima, intimamente legata alla stessa nascita ed esistenza di ErreDiPi, è la votazione – suscitata dal referendum finanziario obbligatorio deciso da 25 parlamentari – circa le cosiddette misure di compensazione per evitare che le rendite dei dipendenti del settore pubblico e parapubblico assicurati presso IPCT diminuiscano del 20%. (Ricordiamo che questi stessi assicurati avevano già subito una prima decurtazione del 20% delle rendite nel 2012). Noi sosteniamo le misure votate dal Parlamento lo scorso ottobre – anche se sono in gran parte finanziate da noi stessi e anche se non permettono comunque di risolvere tutti i problemi dell’IPCT – e vogliamo esprimere pubblicamente il nostro SÌ.
  • La seconda votazione riguarda la riforma fiscale votata dal Parlamento alle fine dello scorso anno. Governo e Parlamento hanno rifiutato la concessione del rincaro anche a causa della difficile situazione nella quale si troverebbero le finanze cantonali. Anche chi si oppone alle misure di misure di compensazione per gli assicurati IPCT invoca queste ristrettezze per spingere a votare no. Non vogliamo entrare ora nel merito di questo dibattito, ma è per noi evidente che una riforma fiscale che farebbe mancare alcune decine di milioni di entrate al Cantone e ai Comuni rappresenterebbe sicuramente un’arma in più per tutti coloro che vogliono peggiorare il servizio pubblico, i salari e le rendite pensionistiche del settore pubblico e privato. Qui esprimiamo pubblicamente il nostro NO.

C’è per noi un profondo legame tra tutti questi aspetti; e proprio questi aspetti meritano, anche in vista del 9 giugno, di essere al centro di una mobilitazione pubblica e popolare, come già è stato lo scorso 22 novembre, poi il 20 gennaio e infine il 29 febbraio.

ErreDiPi lancia quindi un appello a tutte le forze politiche, sindacali e associative che condividono gli obiettivi che abbiamo fin qui indicato per l’organizzazione di una grande manifestazione popolare per sabato 25 maggio ore 14.00 a Bellinzona.

Per discutere di questa nostra proposta e dell’appello vi invitiamo ad una riunione che si terrà lunedì 22 aprile ore 20.00 a Bellinzona presso la Casa del Popolo.


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