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Pubblichiamo la mozione che i deputati MPS hanno inoltrato al Gran Consiglio. Nella stessa si cerca di dare una prima risposta ai problemi che investono la formazione professionale e, più in particolare, l’offerta di posti di tirocinio . (Red)

Per un potenziamento delle scuole arti e mestieri cantonali

La scuola arti e mestieri del Canton Ticino ha una lunga tradizione, conosciuta e apprezzata da tutta la popolazione.
È una scuola che permette di coniugare pratica e teoria sotto lo stesso tetto. Come possiamo leggere sulla pagina della sede di Bellinzona “L’insegnamento a tempo pieno, con uno stretto collegamento tra la teoria in aula e la pratica nei laboratori, permette di sviluppare una comprensione approfondita e duratura dei concetti, portando al contempo all’ottenimento della maturità professionale e di un attestato federale di capacità”.
Una delle caratteristiche di questo tipo di scuola (che negli ultimi anni ha visto nascere e svilupparsi una seconda sede a Lugano-Trevano) è stata di sapersi sempre adattare alle evoluzioni professionali, tecniche, economiche, modificando le professioni e i curricula professionali offerti.
Possiamo quindi affermare che l’evoluzione delle SAM è in profonda sintonia con l’evoluzione e le esigenze del mercato del lavoro.
Oggi presso la SAM di Bellinzona sono presenti i seguenti profili professionali:
– Elettronica/o
– Operatrice/ore in automazione
– Polimeccanica/o
– Progettista meccanica/o

A Lugano-Trevano invece possiamo trovare i seguenti profili:
-Informatica/o AFC indirizzo Gestione di infrastrutture

-Informatica/o AFC indirizzo Sviluppo di applicazioni
-Informatica/o degli edifici AFC indirizzo Domotica
-Elettronica/o multimediale AFC
-Disegnatrice / Disegnatore AFC indirizzo Ingegneria civile
-Disegnatrice / Disegnatore AFC indirizzo Architettura
-Laboratorista AFC indirizzo Chimica

Il problema fondamentale di queste scuole è che da molti anni  sono frenate dalle loro strutture, offrendo un numero di posto di tirocinio sostanzialmente stabile. Nell’anno scolastico 2021/2022 le due scuole ospitavano 444 apprendisti. Pochi anni prima, nell’anno scolastico 2016/2017, erano complessivamente qualcuno di più: 462; ancora qualche anno prima (2010/2011, cioè più di dieci anni fa) erano 426.
Possiamo quindi affermare che in queste scuole vige di fatto un numero chiuso; i criteri di ammissione (la media nelle scuole precedenti), pur restando formalmente uguali di anno in anno, di fatto si adeguano al numero dei candidati. In questo modo, ad esempio, a Bellinzona vengono ammessi solo 54 apprendisti all’anno anche se sono solitamente almeno il doppio coloro che si annunciano ogni anno.
Allo stesso tempo la situazione sul mercato dei posti di tirocinio continua ad essere caratterizzata da una difficoltà oggettiva a far coincidere domanda e offerta di posti di tirocinio. Molto spesso questo incontro viene forzato, con il collocamento di giovani in posti di apprendistato che non corrispondono alle loro inclinazioni, né ai loro desideri. Una difficoltà che, in modo particolare, tocca le ragazze, da decenni ormai – con qualche piccolo cambiamento – confinate in pochi apprendistati “femminili”.
A livello di collocamento continua ancora ad imperversare la logica della cosiddetta “tolleranza zero” lanciata dal consigliere di Stato Gendotti, cioè “trovare un posto di tirocinio per ogni giovane, ragazza o ragazzo, in uscita dalla scuola media o che ha già avuto esperienze formative successive all’obbligo scolastico”: costi quel che costi, aggiungiamo noi.
Sempre legato a questa logica è la persistente quota di apprendistati che vengono sciolti nel corso del primo anno e che ci pone nel plotone di testa a livello nazionale. Infatti la politica di “tolleranza zero” (seppur resa un po’ meno invadente con l’aumento dei pre-tirocini ed altre forme di “attesa”) continua a “spingere” giovani che non hanno nessuna motivazione verso professioni, in particolare nel settore artigianale, che vengono erroneamente considerate “facili”.
In questo contesto appare decisivo l’aumento dell’offerta di posti di tirocinio di qualità, sia dal punto di vista della formazione offerta, sia da quello della loro “sintonia” con l’evoluzione del mercato del lavoro. Questa prospettiva di un aumento e un miglioramento dell’offerta di posti di tirocinio può deve essere sostenuta direttamente dall’ente pubblico e, in questo caso, tramite l’aumento dei posti di tirocinio presso le Scuole Arti e Mestieri del Cantone.

Per queste ragioni, con la seguente mozione, si propone quanto segue:

  1. Il Consiglio di Stato proporrà al Gran Consiglio le misure necessarie (strutture, docenti, organizzazione, etc.) in modo che, entro la fine della legislatura 2023-2027, il numero di posti di tirocinio disponibili presso le sedi delle scuole arti e mestieri di Bellinzona e Lugano siano complessivamente aumentati del 30% rispetto al numero attuale.
  2. Ogni anno almeno il 30% dei posti sarà riservato alle donne. Se non occupati saranno occupati dagli altri iscritti.
  3. Questa disponibilità di posti riservati alle donne, sarà oggetto ogni anno di una campagna promozionale presso le scuole medie.
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