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Pubblichiamo la dichiarazione dei nostri compagni inglesi di AntiCapitalist Resistance (ACR) a commento delle elezioni parlamentari tenutesi il 4 luglio 2024. (Red)

1.La stragrande maggioranza degli elettori e delle elettrici è sicuramente felice di vedere la sconfitta e il collasso dei Tories. Hanno perso il maggior numero di seggi della loro storia. I governi conservatori ci hanno regalato 14 anni di cattiva gestione, corruzione e inganno. L’austerità di David Cameron [maggio 2010-luglio 2016] e dei liberaldemocratici ha messo a rischio o stravolto la vita di milioni di persone. Nel 2010 c’erano 35 banchi alimentari; nel 2024 ce ne sono 3572! Il nostro servizio sanitario, l’istruzione, i servizi municipali, i servizi pubblici e molti altri settori sociali sono stati privati di fondi vitali o saccheggiati a vantaggio di attori privati. I nostri fiumi e i nostri mari puzzano e sono inadatti alla balneazione, mentre gli azionisti delle società idriche sono stati profumatamente ricompensati.

Il totale disprezzo di Boris Johnson [luglio 2019-settembre 2022] per la sanità pubblica ha portato a migliaia di morti evitabili durante la pandemia di Covid. Come noto, il governo ci ha imposto regole che si è guardato bene dal rispettare. Ha elargito milioni agli amici del Partito Conservatore  per fornire DPI [dispositivi di protezione individuale] inadeguati. [Un rapporto del National Audit Office pubblicato nel novembre 2020 ha rivelato che il governo ha assegnato contratti legati alla pandemia a società private per un totale di 17 miliardi di sterline in modo poco trasparente, talvolta al limite del conflitto di interessi. Stretti collaboratori di membri del governo, tra cui il ministro della Sanità, si sono aggiudicati segretamente contratti pubblici e hanno guadagnato milioni di sterline, sollevando il sospetto di clientelismo].

Il bilancio estremamente neoliberista di Liz Truss [6 settembre-25 ottobre 2022] ha portato milioni di persone a subire aumenti massicci del debito ipotecario. La Brexit ha colpito duramente la crescita e ha messo fine alla libertà di circolazione in Europa.

Con il governo di Rishi Sunak (ottobre 2022-luglio 2024), i prezzi dell’energia sono saliti alle stelle e abbiamo vissuto la peggiore crisi del potere d’acquisto degli ultimi decenni. La demonizzazione di migranti, richiedenti asilo e transgender si è intensificata. Fermiamoci quindi ad assaporare, almeno per un momento, la sconfitta politica dei responsabili di tutto questo. Liz Truss, Grant Shapps (Ministro della Difesa la sua ultima funzione), Penny Mordaunt [Leader della Camera dei Comuni], Johanthan Gullis [Responsabile degli standard scolastici], Sir Jacob Rees-Mogg [Segretario di Stato per la Strategia Industriale] e altri ministri sono tutti sconfitti e non rieletti. Nigel Farage di Reform UK ha danneggiato i Tories, non i laburisti.

2. Il nuovo governo di Keir Starmer è stato accolto con favore dalle grandi imprese. L’Economist, il Financial Times e la stampa di Murdoch [The Sun, The Times e The Sunday Times] hanno sostenuto il Labour  durante la campagna elettorale. Quando Starmer ha detto di aver cambiato il partito per poter cambiare il Paese, ha detto solo una parte della verità. Un modo sicuro per arrivare al potere è distruggere ogni possibile che una sinistra efficace possa sfidare il potere della classe capitalista che gestisce realmente le cose. Sì, ha cambiato il partito, ma la sua nuova partnership con il capitale nella “creazione di ricchezza” non cambierà il Paese e le condizioni della grande maggioranza della popolazione. Sarà sicuramente utile a massimizzare i profitti per i soliti pochi. Il denaro pubblico sarà elargito alle imprese per incoraggiare la “crescita” che, come per magia, si dovrebbe riflettere sui salari e sulla spesa sociale. I dirigenti d’azienda sono già stati integrati nella sua squadra ministeriale per garantire l’attuazione di questa politica.

3. La grande vittoria elettorale dei laburisti fa seguito a un feroce contrattacco da parte della destra e del centro del partito laburista contro qualsiasi tentativo di sfidare il potere del capitale, anche da parte di una sinistra moderata. La presa di Starmer sul “movimento operaio” è stata rafforzata. Qualsiasi reviviscenza di una maggioranza di sinistra in stile Corbyn nel Labour è sepolta – e rimarrà tale per il prossimo futuro. Per un certo periodo, il nuovo governo godrà probabilmente di un periodo di luna di miele durante il quale sarà difficile che si sviluppino opposizioni o battaglie sotto la guida dei sindacati o delle correnti di sinistra.

4. Tuttavia, questo risultato è più il frutto di un crollo dei Conservatori che una vittoria dei Laburisti. Un giornalista l’ha giustamente definita una “vittoria senza amore“. L’iniquo sistema First Past the Post [È il sistema uninominale a turno unico – il primo arrivato conquista il seggio] distorce in modo massiccio la portata del trionfo laburista. Ieri i laburisti hanno ottenuto 9,6 milioni di voti e circa il 33,7% dei voti. Il partito di Corbyn, che secondo Keir Starmer ha impedito qualsiasi vittoria elettorale, nel 2017 aveva ottenuto 13,6 milioni di voti, pari al 42,3%; nel 2019: 10,2 milioni di voti, pari al 32,1% (fu questa un’elezione falsata dalla Brexit e dalla coalizione elettorale di fatto tra Boris Johnson e Nigel Farage). Nel Galles (Cymru in gallese), l’entusiasmo per Starmer non c’è stato. Sebbene il Labour abbia vinto 27 dei 32 seggi, ha ricevuto quasi 150’000 voti in meno rispetto al 2019, quando Jeremy Corbyn era leader del partito. Nei distretti più poveri, come Ely [nel Cambridgeshire] e Caerau [a ovest di Cardiff, la capitale del Galles], l’affluenza alle urne è stata solo del 23%. Tutti hanno notato la mancanza di entusiasmo per il progetto di Starmer. L’affluenza è scesa di 7,4 punti percentuali rispetto al 2019, attestandosi al 59,9%. In questo clima in cui non c’è una forte identificazione con il governo, c’è una maggiore possibilità di sviluppo delle lotte dei lavoratori. C’è meno entusiasmo che con Tony Blair nel 1997 [maggio 1997- giugno 2007].

Ma il nuovo governo ha già dichiarato che non ha alcuna intenzione di pagare finalmente un salario decente ai lavoratori e alle lavoratrici del settore pubblico, né di aumentare le imposte ai ricchi per finanziare la spesa per la sanità, l’istruzione, l’assistenza sociale o le collettività locali. È probabile che i lavoratori e le lavoratrici dovranno scendere in sciopero anche contro questo governo e che molti altri debbano denunciare apertamente i limiti del suo programma. È improbabile che il governo rompa con l’imperialismo statunitense rispetto alla politica di apartheid praticata dal governo israeliano. A differenza di Spagna e Irlanda, non riconoscerà lo Stato palestinese. Il significativo voto manifestatosi a sinistra del Labour dimostra che esiste un potenziale di resistenza alle sue politiche moderate.

5. Dobbiamo sostenere qualsiasi lotta o resistenza alle politiche di questo governo social-liberale. Non rispetteremo nessuna luna di miele del governo. Per cominciare, chiediamo l’immediata attuazione del suo programma, sebbene assai limitato, senza ulteriori passi indietro:

  • maggiori diritti per i lavoratori e le lavoratrici fin dal primo giorno;
  • la promessa reintroduzione dell’IVA al 20% sulle rette delle scuole private, che vanno da 15’000 a 50’000 sterline all’anno; [Starmer ha dichiarato di non avere “assolutamente nulla contro le scuole private“, di capire “perché i genitori lavorano duramente per mandare i loro figli alle scuole private“. Ma la scelta della tassazione è giustificata dalla necessità di avere più mezzi per formare “insegnanti esperti in materie chiave come la matematica nelle nostre scuole secondarie pubbliche“];
  • chiusura dei privilegi fiscali per i non domiciliati [dal punto di vista fiscale c’è una sottile distinzione tra “domiciliato” e “residente”, le regole sul non domiciliato fanno sì che tutti i non britannici che vivono in Gran Bretagna non paghino assolutamente le tasse sui loro redditi esteri, purché non siano prodotti nel Regno Unito];
  • l’abbandono del progetto Ruanda [espulsione in Ruanda degli stranieri “arrivati illegalmente“];
  • le misure annunciate per l’istruzione, la sanità e l’ambiente.

6. Ma tutto ciò non può essere solo un punto di partenza per lo sviluppo di un movimento di mobilitazione dei salariati e delle salariate che costringa il governo ad adottare misure molto più radicali:

  • estendere i diritti dei lavoratori abolendo tutta la legislazione repressiva introdotta da Margaret Thatcher [maggio 1979-novembre 1990];
  • l’introduzione di un’imposta sulla ricchezza e un aumento dell’imposta sui guadagni di capitale per finanziare il nostro NHS (Servizio Sanitario Nazionale), l’istruzione e i servizi locali;
  • la proprietà pubblica delle aziende energetiche ed elettriche e l’utilizzo di qualsiasi surplus generato per sviluppare un piano di transizione energetica molto più ambizioso per affrontare la crisi climatica ed ecologica in modo da far pagare chi inquina;
  • la rimozione immediata del limite di due figli per i crediti d’imposta e gli assegni familiari e di altri limiti alle prestazioni;
  • il rafforzamento della legge sull’uguaglianza del 2010 per proteggere meglio le persone vittime di discriminazione (comprese le persone transgender) e l’eliminazione delle leggi repressive sull’ordine pubblico.

Questi sono solo alcuni esempi, ma le proposte vanno di pari passo con la mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici dei settori citati per la creazione di piani d’azione. Non si tratta solo di far pressione  sul Labour, ma di cercare di sviluppare forme di autorganizzazione indipendente su tutti questi temi.

7. I risultati delle elezioni generali di ieri mostrano che quasi 3 milioni di persone hanno votato a sinistra del Labour, sia sostenendo il programma dei Verdi, più radicale di quello del Labour, sia per gli indipendenti di sinistra o per i candidati che hanno sfidato il Labour sulla questione della Palestina. I Verdi da soli hanno ottenuto il 6,8% (+4), ottenendo quasi 2 milioni di voti, e ora hanno 4 deputati. I candidati indipendenti pro-Gaza hanno conquistato quattro seggi e si sono piazzati a ridosso dei laburisti in circoscrizioni come Wes Streeting a Ilford. Andrew Feinstein ha ottenuto oltre 8’000 voti nella circoscrizione di Starmer, Holborn e St Pancras [1]. Faiza Shaheen a Chingford ha ricevuto 12’445 voti, pari al 25,7%; avrebbe vinto se il Labour non avesse schierato Shama Tatler [23’524, 25,8%] contro il conservatore Duncan Smith [17.281, 35,6%]. Jeremy Corbyn si è imposto comodamente [24’120 voti, 49,2% pur affrontando il candidato laburista ufficiale Praful Nargund, 16’873, 34,4%].

Non abbiamo mai visto così tanti indipendenti in Parlamento. Una sinistra, seppur indebolita, sussiste ancora all’interno del Labour; pensiamo alla Grassroots Alliance [un gruppo ombrello di parlamentari laburisti creato nel 1998],  a Momentum [una corrente di attivisti fondata nel 2015 in seguito alla campagna di Jeremy Corbyn per assumere la leadership del Labour] e al Socialist Campaign Group [un gruppo di parlamentari laburisti creato nel 1982 che si è evoluto in modi diversi a seconda della configurazione del Labour]. Queste migliaia di attivisti all’interno e all’esterno del Labour costituiscono la base di una rete o di un movimento più strutturato di ecosocialisti e di attivisti per il clima che sono pronti a resistere all’incapacità di Starmer a realizzare il cambiamento di cui abbiamo bisogno. Anche il filone dell’azione diretta del movimento verde, come Just Stop Oil e Extinction Rebellion, sta occupando questo spazio politico.

Il successo superiore al previsto di tutte queste forze ci fa ben sperare per evitare che il governo Starmer possa avanzare spedito nella sua direzione senza suscitare una decisa opposizione. All’inizio della campagna elettorale ha tentato di sbarazzarsi della prima deputata britannica di colore [2]. Ciò è stato impedito da una campagna di base che ha coinvolto i parlamentari di sinistra, i sindacati e la comunità culturale [Diane Abbott ha ottenuto 24’355 voti, il 59,5% a Hackney North e Stoke Newington]. Non c’è motivo per cui tali alleanze non dovrebbero essere possibili su altri temi. Le ampie coalizioni possono rendere più facile per i parlamentari sfidare la leadership laburista, anche se le loro ribellioni non faranno cadere il governo.

Tutti i commentatori e tutti i sondaggi hanno mostrato un forte desiderio di sbarazzarsi dei Tories, unito a uno scarso entusiasmo per Starmer e il suo progetto. Quindi i cittadini e le cittadine dovranno essere pronti a sfidare il governo molto prima di quanto si possa immaginare. Anche il grande successo dei LibDem, che hanno conquistato 71 seggi, riflette in parte il desiderio di finanziare adeguatamente la sanità e l’assistenza sociale, che va oltre i limitati piani di spesa del Labour di Keir Starmer.

8. Il partito razzista Reform di Nigel Farage è stato il vincitore a sorpresa di questa tornata elettorale dopo Starmer. Con 5 seggi e oltre 4 milioni di voti [14,3% dei voti, Farage a Clacton ha ottenuto 21’225 voti, il 46,2% del totale, contro il conservatore Giles Watling, che ha ottenuto 12’820, il 27,9%, e il laburista Jovan Owusu-Nepaul, che ha ottenuto 7’448, il 16,2%]. Il suo risultato è superiore di oltre 3 punti rispetto al precedente record del 2015. [Nel 2019 aveva ottenuto circa 650’000 voti rispetto ai 4’091.000 di oggi].

Reform si è inserito al secondo posto in centinaia di circoscrizioni, comprese alcune roccaforti laburiste. Il messaggio principale di Farage dopo il voto è stato quello di puntare a superare il Partito Conservatore e diventare la principale opposizione al Labour. È sicuramente in grado di svolgere un ruolo nel riallineamento della politica di destra, sia attraverso una conquista diretta del partito conservatore, sia attraverso un nuovo movimento che affronterà il conservatorismo tradizionale e conquisterà parte della sua base e dei suoi deputati. Questo processo è già iniziato e rappresenta una minaccia anche per il governo Starmer.

Farage ha dichiarato di voler diventare la vera opposizione organizzando manifestazioni di massa. Visto il numero esiguo dei suoi deputati (4) rispetto ai milioni di voti raccolti, è nella posizione ideale per sfruttare le frustrazioni della sua base che si sente esclusa dal processo politico. I Laburisti, per ristrette ragioni elettorali, non hanno sfidato Farage, pensando che avrebbe danneggiato di più i Conservatori. Il Labour ha normalizzato il quadro razzista del dibattito sui migranti. Spetterà alla sinistra e al movimento sindacale affrontare l’ascesa di Farage. Anche perché il suo successo aumenterà anche la fiducia delle bande neofasciste guidate da Tommy Robinson e altri che scorrazzare per le strade delle città.

9. Le questioni ambientali sono state largamente assenti dalla campagna. Il Labour aveva già annacquato la sua campagna in relazione al progetto Great British Energy e non l’ha messo in risalto durante la sua campagna, terrorizzato dal fatto che gli elettori potessero essere spaventati dal suo costo. I liberaldemocratici, che hanno superato gli exit poll conquistando 71 seggi, e i Verdi hanno beneficiato dell’inserimento dell’ambiente nell’agenda del dibattito politico. La sinistra deve prendere l’iniziativa e sviluppare una strategia eco-socialista. L’altra grande assente della campagna elettorale è stata Gaza. I partiti tradizionali l’hanno a malapena menzionata, ma la presenza di candidati indipendenti ha cambiato completamente il quadro. Rendiamo omaggio al lavoro di tutti gli attivisti che sono riusciti a far sentire la voce dei palestinesi in queste elezioni.

10. AntiCapitalist Resistance (ACR) lavorerà per costruire una resistenza alla politica social-liberale di Starmer. Sosterremo tutte le campagne in difesa dei diritti transgender, delle donne e dei diritti democratici, della Palestina, del livello di vita dei lavoratori e dei servizi pubblici; promuoveremo misure forti per affrontare la crisi climatica ed ecologica e una giusta transizione verso lavori verdi. All’interno di un più ampio movimento, difenderemo la necessità di una corrente anticapitalista ecosocialista che possa fornire le basi per un’alternativa strategica agli orientamenti difesi dal Partito Laburista.

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[1] Su Prospect del 4 luglio, Fin Carter cita l’orientamento di Andrew Feinstein: “Feinstein dice di essersi sentito costretto a candidarsi a causa della scarsa posizione dei laburisti sul genocidio a Gaza, che secondo lui è “molto più violento, molto più distruttivo” dell’apartheid con cui è cresciuto in Sudafrica. Feinstein, la cui madre è sopravvissuta all’Olocausto, mi dice che “è perché sono ebreo che critico Israele”. Chiede un cessate il fuoco immediato e la fine della vendita di armi a Israele e definisce “patetico” l’impegno di Starmer nel suo Manifesto a riconoscere uno Stato palestinese solo quando la sicurezza di Israele sarà garantita. Starmer è “un avvocato dei diritti umani che ha perso ogni umanità”.
[2] Diane Abbott è stata ministro della Salute nei gabinetti ombra di Miliband e Corbyn, segretario di Stato nel gabinetto ombra di Corbyn dal 2016 all’aprile 2020; sarà sospesa dal Labour nell’aprile 2023, a seguito di una posizione pubblica – per la quale si scuserà – che presenta un approccio differenziato al razzismo subito da neri ed ebrei (NdR).

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