Ritratti milionari: ovvero dove trovare i soldi per l’iniziativa 10% (3)
La campagna contro l’iniziativa del PS, che vuole fissare al massimo al 10% del reddito disponibile i premi di cassa malati, insiste — con il ministro Vitta in testa — sul presunto effetto catastrofico dell’accoglimento dell’iniziativa: un costo di 300 milioni, pari a un aumento del 20% delle imposte.
A questa propaganda va risposto con un dato semplice: basterebbe un modesto contributo fiscale di poche decine di ultra-milionari residenti in Ticino. Secondo Bilanz, una ventina di loro possiede fortune che sommate raggiungono i 35 miliardi di franchi. Meno dell’1% di aggravio fiscale su questi “centomilionari” e miliardari garantirebbe il finanziamento di questa riforma, permettendo a due terzi delle famiglie ticinesi di ridurre i premi al 10%: un sollievo di fronte a un peso sempre più insopportabile.
Ma chi sono questi super-ricchi che oggi, con l’attuale sistema iniquo, pagano lo stesso premio di cassa malati di un postino, un ferroviere, un pensionato, un panettiere, un meccanico, un impiegato?
Nel quadro della campagna a sostegno dell’iniziativa, presenteremo nei prossimi giorni – sul nostro sito e su instagram – alcuni “ritratti milionari”: brevi profili di questi privilegiati.
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Sergio Ermotti, il “Messia” della piazza finanziaria
Secondo le stime di Bilanz, il patrimonio personale del CEO di UBS, Sergio Ermotti, è lievitato dai già rispettabili 125 milioni del 2019 a circa 200 milioni oggi. Un balzo mica male: altro che interessi composti, qui parliamo di moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Se solo i comuni mortali di questo Paese avessero avuto la stessa progressione, lo stipendio da 4’000 franchi del 2019 oggi sarebbe bello fresco a 6’500. Giusto la cifra per pagarsi i premi di cassa malati senza dover rinunciare alla pizza del sabato sera.
Del resto, come stupirsi? Ermotti non è “uno dei tanti”: è da tempo uno dei banchieri più pagati al mondo. Nel 2024 si è portato a casa un reddito di 14,9 milioni, lasciando ben indietro i colleghi europei che, poverini, devono accontentarsi di stipendi da “soli” top manager.
E ovviamente la sua leggenda cresce: ormai viene celebrato come il “salvatore della Patria” per aver ripreso in mano UBS dopo il teatrino del “salvataggio” di Credit Suisse, marzo 2023. Da allora non perde occasione per ricordare chi comanda: basti pensare alla guerriglia contro governo e Parlamento, colpevoli di voler chiedere a UBS un ragionevole aumento del capitale proprio, vista la sua dimensione “sistemica”.
Ufficialmente, naturalmente, lo muove la nobile missione di difendere e sviluppare la piazza finanziaria. Traduzione dal bancarese all’italiano: difendere e sviluppare i dividendi dei maggiori azionisti.