Venezuela. Il sindacato CUTV prende le distanze dal “Madurismo” della Federazione Sindacale Mondiale

Il testo che pubblichiamo qui di seguito è stato reso pubblico dal Comitato esecutivo della Central Unitaria de Trabajadores de Venezuela (CUTV), una delle principali organizzazioni sindacali del paese, aderente al patto unitario sottoscritto qualche settimana fa assieme all’altro principale sindacato, la Confederación de Trabajadores de Venezuela (CTV), e a una cinquantina di altre formazioni politiche e associative.
Pubblichiamo questo testo non tanto per la sua denuncia della gravissima operazione piratesca, colonialista e imperialista perpetrata da Trump e dalla sua amministrazione nordamericana, ma perché la CTUV è affiliata alla FSM, la Federazione Sindacale Mondiale, che, assieme a organizzazioni autentiche, combattive e classiste (come la USB italiana) riunisce diversi sindacati che è giusto definire “gialli”, come quello iraniano, sostenitore della Repubblica islamica, o quello bielorusso, la cui “tessera sindacale numero 1” è quella del presidente Lukashenko (come se in Ticino la VPOD o ErreDiPi avessero dato la loro tessera nro 1 a Norman Gobbi).
Il testo è molto interessante perché la CUTV indirizza la sua “lettera aperta” alla FSM per protestare contro il sostegno della Federazione Sindacale Mondiale a Maduro e alle sue politiche che la CUTV definisce un “programma di aggiustamento liberale-borghese che ha fatto ricadere tutto il peso della crisi e delle sanzioni imperialiste sulle spalle del popolo lavoratore”.

*****************

Lettera aperta al Segretariato della Federazione Sindacale Mondiale (FSM)

Cari componenti del Segretariato della Federazione Sindacale Mondiale (FSM), ricevete i saluti fraterni e classisti del Comitato Esecutivo della Centrale Unitaria dei Lavoratori del Venezuela (CUTV).

Ancora sotto shock per i vili attacchi perpetrati contro il nostro paese dalle forze militari americane e profondamente preoccupati per lo svolgersi degli eventi che hanno fatto seguito al funesto 3 gennaio, abbiamo deciso di rivolgerci a voi – comunicando il contenuto della presente lettera a tutte le organizzazioni sindacali internazionali di classe – dopo aver letto e ascoltato le dichiarazioni della FSM sulla situazione in Venezuela.

In primo luogo, apprezziamo la posizione espressa dal FSM e da molte delle sue organizzazioni affiliate, che respingono l’aggressione dell’imperialismo americano contro la nazione venezuelana, in flagrante violazione della nostra sovranità e delle norme del diritto internazionale. Riteniamo molto pertinente l’appello lanciato dal segretario generale, il compagno Pambis Kyritsis, a tutte le organizzazioni affiliate e amiche della FSM affinché manifestino il loro rifiuto del crimine spregevole commesso contro il Venezuela. L’intera operazione terroristica, ordinata dal tiranno imperialista Donald Trump, è costata la vita a numerosi uomini e donne del nostro popolo, sia militari che civili, e ha provocato l’assassinio di 32 combattenti cubani che stavano compiendo una coraggiosa missione internazionalista; a tutti loro rendiamo omaggio come martiri dei popoli del Venezuela e di Cuba.

Tuttavia, cari compagni, con tutto il rispetto che vi dobbiamo, abbiamo l’obbligo di classe di esprimervi il nostro dissenso per il prolungato silenzio che la FSM ha mantenuto, negli ultimi quattro anni, di fronte alla gravissima situazione che stanno vivendo i lavoratori venezuelani e i nostri pensionati, a causa delle politiche economiche e del lavoro imposte dal governo autoritario e antidemocratico presieduto da Nicolás Maduro, a partire dall’attuazione di un programma di aggiustamento liberale-borghese che ha fatto ricadere tutto il peso della crisi e delle sanzioni imperialiste sulle spalle del popolo lavoratore, favorendo gli appetiti della borghesia parassitaria venezuelana e cercando di attirare gli investimenti a costo della miseria e della repressione contro i lavoratori e i loro leader sindacali.

Abbiamo informato più volte la FSM dell’attacco ai salari e alle pensioni in Venezuela, dello smantellamento dei contratti collettivi di lavoro, del divieto di fatto del diritto di sciopero, delle violazioni della libertà sindacale e della persecuzione e criminalizzazione sistematiche della lotta sindacale e dei lavoratori, che hanno portato alla detenzione e all’incriminazione giudiziaria di numerosi leader operai e sindacali (solo dal luglio 2024, 20 sindacalisti sono stati ingiustamente incarcerati, oltre alle decine precedenti).

L’intera situazione è stata spiegata durante le riunioni del Consiglio presidenziale della FSM, nonché in diverse comunicazioni che abbiamo inviato e nei documenti che abbiamo pubblicato. Riteniamo che, così come rifiutiamo le aggressioni politiche, economiche e militari dell’imperialismo americano contro il popolo venezuelano – nel contesto della lotta mondiale delle potenze per il controllo delle risorse strategiche – sia anche dovere fondamentale del sindacalismo di classe mondiale manifestare la propria solidarietà alla classe operaia del Venezuela e di ogni altra nazione vittima degli attacchi sistematici dei padroni e dei loro stati borghesi.

In Venezuela abbiamo l’aggravante delle violazioni delle libertà democratiche commesse in nome di una presunta “rivoluzione” e di un presunto “socialismo” che esistono solo nella retorica dell’élite social-riformista che ha accumulato potere e si è spostata verso posizioni apertamente reazionarie, contrariamente ai postulati realmente progressisti promossi all’epoca dal presidente Chávez.

Questo tradimento delle speranze popolari da parte del governo presieduto da Maduro, che viola i diritti politici, economici e sindacali del popolo venezuelano, così come le azioni antinazionali dell’opposizione filoamericana guidata da María Corina Machado, hanno creato la crisi politica e istituzionale di cui l’imperialismo americano ha approfittato per sferrare un colpo alla nostra nazione. Vi ricordiamo inoltre che Nicolás Maduro ricopriva la carica di presidente de facto, poiché nelle ultime elezioni presidenziali il Consiglio nazionale elettorale non ha dimostrato in modo convincente e sulla base della legislazione elettorale chi fosse realmente il candidato vincitore; questa realtà non nega la necessaria e valida denuncia del suo rapimento da parte delle forze dell’imperialismo yankee, che pretende di ergersi a polizia del mondo.

All’inizio di questa comunicazione abbiamo espresso la nostra grande preoccupazione per gli eventi che si stanno verificando in Venezuela, dopo i perfidi attacchi militari degli Stati Uniti. Ci riferiamo all’insolito e indegno processo di perdita della sovranità nazionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela nei confronti del governo di Donald Trump che, con l’assoluta sottomissione del governo venezuelano, ha proceduto all’appropriazione del petrolio venezuelano. Si tratta di un fatto estremamente grave e di un precedente pericoloso per tutta l’America Latina e i Caraibi, che merita anche la presa di posizione delle forze classiste e veramente antimperialiste e anticapitaliste di tutto il mondo.

Per tutte le ragioni sopra esposte, insistiamo sulla necessità che la solidarietà militante anti-imperialista della FSM e dell’intero movimento sindacale internazionale di classe sia con i lavoratori e i popoli sfruttati e oppressi, e non con le élite burocratiche che detengono il potere per favorire varie frazioni borghesi.

Fraternamente, a nome del Comitato esecutivo della CUTV:

  • Pedro Eusse Juan Piedra, segretario generale della CUTV
  • Douglas Gómez Fernando Oliveros, segretario esecutivo responsabile della sanità, del lavoro e degli affari giuridici
  • Miguel Monserrat Lenin Linares, dipartimento congedati e pensionati
  • Alejandro Linarez, dipartimento giovani lavoratori