Come sopravvive l’Ucraina, dopo 4 anni di resistenza su vasta scala?
Da 12 anni, l’Ucraina combatte per la propria indipendenza contro l’aggressione imperialista. Per la maggior parte di questo tempo, la guerra si è svolta in un formato ibrido, ed esattamente 4 anni fa ha assunto la forma di una guerra su vasta scala, iniziata dall’esercito russo bombardando quasi tutte le città di confine dell’Ucraina e lanciando centinaia di missili contro infrastrutture militari e civili. L’Ucraina ha scelto una strada difficile per difendere la propria libertà, e continua a seguire quella strada
Nel corso degli anni, è diventato chiaro che non si tratta di un “conflitto” o di un “malinteso”, ma di una guerra di aggressione mirata a distruggere lo stato ucraino e a instaurare un governo fantoccio. L’esercito ucraino è riuscito a fermare la guerra lampo di Putin e a dimostrare di essere in grado di resistere all’invasione imperialista. Dietro tutto questo c’è l’impresa delle masse lavoratrici, che spesso si sono sentite private dei loro diritti nel proprio paese, ma che di fatto sono diventate la spina dorsale dell’esercito e della resistenza. Allo stesso tempo, dobbiamo la nostra sopravvivenza all’aiuto di persone provenienti da tutto il mondo, che ci hanno fatto comprendere lo straordinario potere della solidarietà.
Lo stato attuale della guerra è determinato dalla sua natura prolungata ed estenuante. La Russia sta conducendo una guerra di sterminio, commettendo sistematicamente crimini di guerra: torture, deportazioni, rapimenti di bambini, bombardamenti mirati di aree residenziali, ospedali, scuole, energia e trasporti. Questi non sono effetti collaterali, ma una strategia terroristica deliberata e consapevole, poiché l’esercito russo non è in grado di sconfiggere le Forze Armate ucraine sul campo di battaglia. Nonostante l’enorme stanchezza e la mancanza di soldati, i militari ucraini stanno frenando l’offensiva degli occupanti e in alcuni luoghi contrattaccando. Ma l’avvicinarsi degli invasori a città come Zaporizhia non può che destare allarme. Purtroppo, il Cremlino ha ancora capacità molto maggiori per sferrare attacchi a lungo raggio, che utilizza costantemente.
Allo stesso tempo, la guerra ha profondamente colpito la sfera sociale e la società civile. La grave carenza di alloggi e di lavoro dignitoso si accompagna a un sostegno sociale inefficace. La disuguaglianza e la vulnerabilità sociale sono avvertite da milioni di persone, soprattutto residenti nelle regioni di prima linea. La consapevolezza dell’inadeguatezza della politica sociale dello stato ha spinto le persone a mostrare solidarietà: sono emerse iniziative di volontariato, i sindacati sono diventati più attivi e altri movimenti di base si sono assunti una parte significativa della responsabilità di sostenere la società. L’energia della protesta è rivolta non solo alle attività umanitarie, ma anche ai conflitti con un chiaro contenuto sociale che rivela le falle del sistema.
Nel perseguimento di una rapida vittoria dell’Ucraina, valutiamo criticamente la strategia liberale e di mercato dell’élite al potere. Il desiderio di massimizzare i profitti per le imprese qui e ora danneggia gli interessi strategici del paese, che sono la modernizzazione dell’industria, la garanzia della piena occupazione e l’unità della società. Incoraggiare le importazioni, la deregolamentazione e la libertà di capitale non consentirà la costruzione di un sistema economico sostenibile che possa offrire un vantaggio riguardo agli occupanti.
Il nemico è stato e sarà crudele, ma il rischio più grande per l’Ucraina è dimenticare la giustizia, perché questo sarà seguito da discordia e disperazione. Il capitalismo periferico, invischiato in legami corrotti, genera ingiustizia su scala vastissima. Permette all’egoismo di prosperare e alle imprese di svilupparsi, ma non costruisce una protezione comune per tutti. Forzare riforme controverse come il nuovo Codice del Lavoro ucraino rivelerà la profondità del divario di classe, ma non porterà stabilità.
Vogliamo l’unità, ma non siamo pronti a giustificare gli errori delle autorità. È qui che si manifestano il nostro spirito libero e la nostra differenza rispetto alla Russia. La società ucraina non è scomparsa nelle condizioni di ansia: continua ad agire e a difendere la democrazia e la sua indipendenza.
L’Ucraina non sta lottando solo per il territorio, ma per il diritto a essere uno spazio di libertà, diversità e conflitto di idee, e non una dittatura autoritaria. Persone con opinioni diverse, inclusi rappresentanti dei movimenti di sinistra, hanno partecipato a questa guerra. Tra i caduti ci sono l’artista David Chychkan, l’anarchico Dmytro Petro, l’anarchica Lana “Sati” Chornohorska, Yevheniy Osievskyi e molti altri eroi ed eroine del movimento antiautoritario ucraino e internazionale (qui il canale telegram – in ucraino – dedicato alle attiviste e attivisti di sinistra caduti sotto il fuoco dell’aggressore russo).
Anche il “Movimento Sociale” non si sottrae alla storia: alcuni di noi sono nelle Forze Armate ucraine fin dai primi giorni dell’invasione, e ogni anno sempre più nostri attivisti si ritrovano nell’esercito. Essere nelle Forze Armate ucraine significa essere vicini alla gente comune, per la cui liberazione sociale ci battiamo.
Nella dimensione internazionale, questa guerra ha da tempo travalicato i confini nazionali e non è solo affar nostro. In tutto il mondo, la reazione agli eventi in Ucraina ci consente di distinguere i movimenti progressisti e internazionalisti da quelli antidemocratici, sovranisti o campisti. Dopotutto, stiamo parlando della protezione di valori universali, vale a dire il diritto di essere se stessi.
Se all’Ucraina verrà imposta la sconfitta o la capitolazione, ciò non significherà pace, ma la legittimazione di una revisione forzata dei confini. Ciò aprirà la strada a nuove aggressioni e avvicinerà il mondo a una guerra globale che potrebbe concludersi con miliardi di vittime in tutto il pianeta.
Non abbiamo fiducia in chi viola sistematicamente il diritto internazionale come Donald Trump, quindi consideriamo le sue iniziative di pace principalmente come un tentativo di lasciare l’Ucraina senza sostegno. Ora è il momento di cercare un cambiamento di equilibrio a favore dell’Ucraina, chiedendo ai paesi occidentali di dotarla degli arsenali militari necessari e di infliggere un duro colpo sanzionatorio alla Russia.
Il Cremlino non fermerà la violenza contro il popolo ucraino finché non subirà una sconfitta significativa. Il dovere degli umanisti di tutto il mondo è aiutare l’Ucraina a completare ciò che ha iniziato e a sconfiggere l’invasore.
I lavoratori ucraini hanno pagato un prezzo troppo alto per tornare alla stessa ingiustizia sociale che prevaleva nell’Ucraina già prima di questa guerra. Non sono stati gli oligarchi, non i loro politici neoliberisti tutto fare, non le élite imprenditoriali, ma i lavoratori che si sono alzati in piedi per difendere l’Ucraina con le armi in mano. E queste persone meritano che lo stato soddisfi i loro interessi!
Gloria al popolo ucraino, lavoratore e incrollabile, ai suoi difensori!
Gloria alla solidarietà internazionale contro l’imperialismo!
Gloria eterna ai nostri fratelli e sorelle morti per mano dei fascisti!
* Articolo pubblicato sul sito del Movimento sociale ucraino il 24 febbraio 2026