Ennesimo caso di dumping: quali strumenti?

Pubblichiamo l’interpellanza che Elia Agostinetti ha inoltrato al Municipio di Mendrisio in merito alla vicenda delle due aziende di architettura di Mendrisio protagoniste di un caso importante di dumping salariale e negazione dei diritti di chi lavora, emersa negli scorsi giorni. (Red)

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In data 06.02.2026, la trasmissione SEIDISERA della RSI ha trasmesso il servizio “Architetti gravemente sottopagati a Mendrisio, multa da 160mila franchi” pubblicando così un presumibile grave caso di dumping salariale che ha infangato il nome di uno degli edifici più rappresentativi della nostra Città nonché della fama della nostra città come luogo di formazione e di esperienza riconosciuto a livello mondiale per la formazione di architetti. Da quanto risulta dalle verifiche giornalistiche, a due società che impiegano più di venti collaboratori tra giovani architetti, ingegneri, architetti paesaggisti, architetti d’interni, segreteria, amministrazione e stagisti USI, SUPSI e POLIMI e dedicate alla progettazione di edifici pubbliciin Ticino l’asilo di Gerra Piano e l’ampliamento del complesso scolastico di Lattecaldo a Lugano [sic!] – e privati di medie e grandi dimensioni e alla progettazione territoriale di grande scala (fonte https://www.usi.ch/it/feeds/26377), è stata comminata una multa di CHF 160.000 per aver assunto oltre una decina di neolaureati con contratti al 30, 40 e 50%, ma imponendogli orari di lavoro anche al 100%. Queste società risalgono allo stesso titolare, già studente e assistente didattico nonché attuale collaboratore della nostra Accademia di Architettura. Il valore del lavoro non pagato a questi dipendenti ammonterebbe a circa CHF 1.000.000 sull’arco di 4 anni, soldi che avrebbero permesso alle due società di guadagnare una posizione privilegiata nel mercato tramite una riduzione dei prezzi (pagata dal lavoro gratuito dei dipendenti), operando così una concorrenza sleale e mettendo in difficoltà le altre imprese attive nel territorio, oltre che di generare una minore contribuzione degli oneri sociali dell’ordine dei CHF 200.000.

La cosa che colpisce è che, nonostante si tratti di un settore dove dal 2021 vige un CCL e che è quindi sottoposto alla sorveglianza della relativa Commissione paritetica cantonale, per ben 4 anni il datore di lavoro abbia potuto continuare a fare del dumping indisturbato. Questo, se ancora servisse, dimostra i limiti degli attuali strumenti per lottare contro questa forma di pressione sui salari (e le relative ricadute sulle altre aziende), che si attivano solo se i lavoratori e/o le lavoratrici direttamente toccati/e segnalano la cosa ai loro rappresentanti sindacali, i quali devono poi procedere tramite inchieste per le quali non sono peraltro sempre disponibili le risorse in tempi utili. Come ben sappiamo, non è questo l’unico caso in cui, per necessità, pressioni o convenienza, lavoratori e lavoratrici non procedono con queste segnalazioni: una situazione che, negli ultimi 20 anni, ha permesso il prolungarsi e il propagarsi di questo genere di politiche aziendali.

Lo stesso Presidente dell’Ordine degli architetti ha affermato, nell’intervista emessa dalla RSI, che “come OTIA, non disponiamo di dati statistici in merito [a ingegneri e architetti sottopagati]”, una mancanza di informazioni fondamentali che rende difficile dire in tutta certezza che quello delle due aziende di Mendrisio sia un caso isolato o eccezionale: l’unica cosa che possiamo dire in tutta sicurezza essere eccezionale, è il fatto che questo caso sia emerso. Operando secondo il principio della buona fede e basandosi sul Codice Deontologico delle professioni citate quest’ordine, a detta del Presidente, non avrebbe gli strumenti per approfondire ogni singolo caso (fonte: https://rsi.ch/s/703905).

Alla luce di queste considerazioni, mi permetto di porre al Lodevole Municipio le seguenti domande:

  1. Il Municipio dispone di dati aggiornati e estensivi circa il fenomeno del dumping salariale nella nostra Città (salari più bassi dell’usuale, orari di lavoro eccessivi, contratti a tempo ridotto per un lavoro al 100%, licenziamenti immotivati con l’unico obiettivo di sostituire gli ultracinquantenni con personale “più economico”, neomamme punite per aver esercitato il diritto a maternità e allattamento, stage non pagati utilizzati per procurarsi manodopera gra­tuita, contratti a catena che si susseguono per anni, ecc.)?
  2. Quali sono le norme della Città sulle commesse pubbliche riguardo a dumping salariale e parità di genere?
  3. Quali sono e a quanto ammontano le commesse pubbliche e gli appalti vinti, da Klingenberg Arkitektur SA e la Klingenberg Services SA nel periodo in cui pare si sarebbe verificata questa concorrenza sleale, utilizzando la leva della pressione sui salari, una leva del valore di circa 1 milione di franchi? Dove erano site e quante erano le aziende che hanno partecipato a questi concorsi ma non si sono aggiudicate l’appalto per ragioni puramente economiche?
  4. Come reputa il danno d’immagine subìto dalla Città e dal suo Campus Universitario a seguito della notizia di questo caso di presunta irregolarità?
  5. Il Municipio, alla luce dei recenti annullamenti unilaterali di CCL e questo ulteriore presunto caso di dumping salariale, intende prendere pubblicamente posizione in difesa dei lavoratori e delle lavoratrici della Città?