Lotta al dumping e discriminazioni di genere
L’8 marzo saremo chiamati a votare sull’iniziativa “Combattiamo il dumping salariale e sociale”. Uno dei punti fondamentali della proposta è il potenziamento della sezione dell’Ispettorato del lavoro dedicata alle discriminazioni di genere. È una misura che risponde a una realtà troppo spesso minimizzata.
Nel mondo del lavoro ticinese, le donne continuano a subire salari inferiori, penalizzazioni legate alla maternità e frequenti molestie sessuali sul posto di lavoro. Non si tratta di casi isolati, ma di fenomeni strutturali che prosperano grazie alla debolezza dei controlli e alla difficoltà di far valere i propri diritti senza esporsi a ritorsioni. Le leggi sulla parità dei sessi esistono già, ma senza strumenti adeguati restano troppo spesso lettera morta.
L’iniziativa propone di istituire una sezione specifica dell’Ispettorato del lavoro, con un’ispettrice ogni 2’500 donne occupate, incaricata esclusivamente di trattare casi di discriminazione salariale, violazioni dei diritti legati alla maternità e molestie sessuali. Un ispettorato rafforzato e specializzato permetterebbe interventi mirati, competenze adeguate e una maggiore fiducia da parte delle lavoratrici nel segnalare abusi. Significherebbe anche prevenzione: la semplice esistenza di controlli credibili e regolari ha un effetto dissuasivo nei confronti di pratiche discriminatorie che oggi passano inosservate. Sostenere questa misura vuol dire riconoscere che la parità non si realizza solo con dichiarazioni di principio, ma con strumenti concreti e risorse adeguate.
Votare sì all’iniziativa “No al dumping” significa fare un passo deciso verso un mercato del lavoro più giusto, dove i diritti delle donne non dipendono dal coraggio individuale, ma da istituzioni che funzionano davvero.
*testo apparso sul quotidiano la Regione giovedì 19 febbraio 2026