Lugano. No alla marcia dell’estrema destra per “patria e remigrazione”
Per il prossimo 21 febbraio è stata annunciata a Lugano una “marcia per la patria e la remigrazione”, promossa da gruppi dell’estrema destra di matrice nazi-fascista, in particolare dal cosiddetto Fronte nazionale elvetico.
I promotori di questa iniziativa si collocano chiaramente nell’area della destra radicale xenofoba e razzista. I loro discorsi e le loro prese di posizione sono caratterizzati dalla diffusione dell’odio verso le persone straniere e verso settori della popolazione che non rientrano nei loro modelli tradizionalisti e autoritari, in particolare per quanto riguarda orientamento sessuale, identità di genere e libertà individuali.
Il Fronte nazionale elvetico richiama esplicitamente, già nel nome, l’esperienza storica del Fronte nazionale svizzero degli anni Trenta, movimento apertamente fascista e filonazista, poi messo al bando durante la Seconda guerra mondiale. Anche l’attuale utilizzo di simboli, slogan e concetti riconducibili alla galassia neofascista europea conferma la natura ideologica di questi gruppi, che nulla hanno a che vedere con un legittimo dibattito democratico.
Particolarmente allarmante è l’uso del concetto di “remigrazione”, termine ampiamente impiegato oggi dai movimenti dell’estrema destra europea per mascherare politiche di espulsione forzata e collettiva di persone considerate “non appartenenti” alla comunità nazionale. Si tratta di un concetto che, nei suoi presupposti e nelle sue conseguenze, richiama pratiche di pulizia etnica, incompatibili con i principi dello Stato di diritto e con i diritti fondamentali della persona.
Le posizioni di questi gruppi sono note, analizzate e denunciate da tempo. Esse sono politicamente inaccettabili e pongono anche seri problemi di legalità. L’art. 261bis del Codice penale svizzero punisce infatti l’incitamento pubblico all’odio o alla discriminazione contro una persona o un gruppo di persone in base alla razza, all’etnia, alla religione o all’orientamento sessuale, così come l’organizzazione e la diffusione di propaganda a sostegno di tali ideologie.
Vi sono dunque ragioni politiche e giuridiche fondate per opporsi all’organizzazione di questa marcia. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento preoccupante: gli organizzatori affermano nella loro locandina che l’evento sarebbe “autorizzato dalla polizia di Lugano”, affermazione che non corrisponde allo stato attuale dei fatti, poiché l’autorizzazione non risulta essere stata concessa dalle autorità competenti.
Per tutte queste ragioni l’MPS:
- invita tutte e tutti coloro che rifiutano le idee xenofobe, razziste e neofasciste a esprimere pubblicamente la propria opposizione e, qualora la manifestazione dovesse comunque aver luogo, a essere pronti a mobilitarsi per contestarla in modo determinato e responsabile;
- chiede alle autorità politiche comunali e cantonali di non concedere alcuna autorizzazione a una manifestazione che configura una chiara azione di propaganda a favore di ideologie e pratiche in contrasto con l’ordinamento giuridico e i valori fondamentali della convivenza democratica.