Un Sì l’8 marzo, per controlli più efficaci e salari dignitosi
L’8 marzo non è soltanto una ricorrenza simbolica. È una giornata che richiama l’attenzione su un principio fondamentale: la parità tra donne e uomini non deve restare uno slogan, ma diventare realtà concreta.
In Ticino, come nel resto della Svizzera, il divario salariale tra uomini e donne è un tema che non può più essere ignorato. A parità di formazione, di esperienza e di responsabilità, le donne continuano troppo spesso a percepire stipendi inferiori rispetto ai colleghi uomini. Questo non è solo ingiusto: è un problema che riguarda l’intera società.
Il dumping salariale e le discriminazioni di genere non colpiscono soltanto le singole lavoratrici. Hanno conseguenze sulle famiglie, sull’economia locale e sul futuro delle giovani generazioni. Quando una donna guadagna meno, contribuisce meno alla previdenza, accumula meno risparmi e si trova più esposta a difficoltà economiche in caso di separazione, malattia o pensionamento. La disparità salariale si traduce quindi in una catena di svantaggi che può accompagnarla per tutta la vita. Sostenere l’iniziativa contro il dumping e le discriminazioni di genere significa affermare un principio semplice: stesso lavoro, stesso salario. Non si tratta di creare privilegi, ma di garantire equità e trasparenza.
Le aziende corrette, che già applicano condizioni giuste, non hanno nulla da temere. Anzi, un quadro più chiaro e regole più efficaci aiutano a proteggere chi rispetta le norme e a contrastare chi fa concorrenza sleale abbassando salari e diritti. Una società moderna e responsabile non può tollerare differenze salariali ingiustificate. La parità non è una concessione, ma un diritto. È anche una scelta lungimirante: valorizzare pienamente il lavoro delle donne significa rafforzare l’economia, sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e promuovere un clima di rispetto reciproco.
L’8 marzo abbiamo l’occasione di trasformare le parole in fatti. Votare a favore di questa iniziativa significa scegliere giustizia, dignità e coerenza. Significa dire che il lavoro ha valore indipendentemente dal genere di chi lo svolge. È un passo concreto verso una società più equa, in cui le opportunità e le retribuzioni siano davvero basate sulle competenze e sull’impegno, non sul sesso.
*Luisella Fumasoli Petrini è consigliera comunale a Lugano per Avanti con Ticino e Lavoro. Questo articolo è apparso sul Corriere del Ticino di lunedì 23 febbraio 2026