Più di 20’000 firme contro l’introduzione della partecipazione ai costi per le prestazioni di cure a domicilio!

Pubblichiamo la presa di posizione del comitato che ha promosso la petizione “Non è colpa dei pazienti!” (al quale hanno aderito ATTE, alliance Care, ASPS, MPS, PC, PS, Più Donne, Pro Infirmis, Verdi, VPOD) consegnata oggi alla Cancelleria dello Stato. (Red)

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Una mobilitazione senza precedenti: oltre 20’000 firme per fermare una misura ingiusta! La mobilitazione non si ferma, la petizione rimane ancora attiva!

In soli 5 giorni, la petizione “Non è colpa dei pazienti”, lanciata dall’alleanza di organizzazioni in difesa dei
pazienti, ha raccolto oltre 20’000 firme. Un risultato straordinario che testimonia una forte e diffusa
opposizione alla nuova misura di risparmio che scarica sui pazienti parte dei costi delle cure a domicilio.
Dal 1° aprile 2026, il Cantone vuole infatti introdurre una nuova partecipazione ai costi delle cure a
domicilio: 50 centesimi ogni 5 minuti di cura, fino a un massimo di 15 franchi al giorno. In concreto, per chi
necessita di cure quotidiane, ciò può tradursi in fino a circa 450 franchi al mese in più.
Per l’alleanza, questa misura è inaccettabile, perché colpisce direttamente le persone più vulnerabili:
pazienti, anziani e persone con bisogni di cura regolari. Oggi, alla vigilia dell’entrata in vigore della misura,
la petizione è stata consegnata al Consigliere di Stato Raffaele De Rosa, direttore del DSS, e all’intero
Consiglio di Stato.
Alla luce di questa imponente mobilitazione popolare e delle numerose prese di posizione critiche
provenienti anche dagli operatori del settore, l’alleanza ribadisce con forza la propria richiesta di
sospendere immediatamente la misura. L’alleanza invita il Consiglio di Stato a prendere questa decisione
già nella prossima seduta dell’Esecutivo, prevista per domani, mercoledì 1° aprile 2026.
La mobilitazione non si ferma infatti la petizione rimane ancora online e si può ancora firmare. L’alleanza
continua ancora a raccogliere attendendo una risposta chiara da parte del Governo, auspicando che
sappia finalmente ascoltare le preoccupazioni di pazienti, familiari e personale curante. In base alla
decisione dell’Esecutivo, saranno valutate ulteriori azioni.