Mendrisio. Arriva Philipp Plein, e non è una bella notizia!

Pubblichiamo il testo dell’interrogazione presentata al Municipio di Mendrisio da parte del nostro compagno (e consigliere comunale de L’Alternativa) Elia Agostinetti che, partendo dalla notizia che la Philipp Plein AG ha spostato il proprio domicilio a Mendrisio, ha formulato un ironico augurio di benvenuto, con precise considerazioni sulla politica del gruppo e precise domande all’esecutivo. (Red)

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“I am the best, I am the king”

In data 04.11.2025, il Foglio Ufficiale del Registro di Commercio ha pubblicato il seguente cambiamento di indirizzo: dal 23.10.2025, la Philipp Plein International AG si è trasferita in Via Maria Ghioldi Schweizer 5 a Mendrisio.
Ci è lieta l’occasione di porgere il nostro benvenuto a quest’azienda faro dell’economia cantonale, sulla base delle considerazioni che seguono.

Il settore della moda in Ticino

A Mendrisio hanno sede, oltre a l’ultima arrivata Philipp Plein, anche Abercrombie & Fitch Europe Sagl e Fendi Switzerland SA. Mendrisio sta quindi diventando un centro nevralgico di quella che una volta veniva chiamata la “Fashion Valley” ticinese.

La Moda è stata definita uno dei “settori promettenti” su cui puntare per lo sviluppo economico futuro del Cantone. Infatti Governo e Parlamento (con poche opposizioni) hanno fortemente scommesso, anche finanziariamente, sullo sviluppo del settore Moda quale canale prioritario di rilancio dell’economia ticinese (vedasi anche il recente credito di 59 milioni di franchi concesso per la nuova sede del Centro professionale tecnico del settore tessile a Chiasso).

Per quanto riguarda il reale apporto del settore Moda all’economia e alle finanze cantonali, le informazioni sono perlopiù scarse. Non sappiamo ad esempio quali siano le reali interazioni fra i grandi gruppi della moda esteri che si sono insediati in Ticino e le aziende presenti sul territorio, quali sono le attività di ricerca e sviluppo di questi gruppi e gli investimenti o se esiste una collaborazione con le scuole universitarie. L’unica constatazione certa è che la candidatura ticinese al Parco Nazionale dell’Innovazione per un polo della moda e della logistica è stata bocciata due volte, e che lo sviluppo dell’economia cantonale grazie a questo settore è basato essenzialmente su due vettori: sgravi fiscali e possibilità di usufruire di forza-lavoro a basso costo, in un contesto di diritto del lavoro strutturalmente deficitario e indebolito ulteriormente dalla palese volontà di lasciare di fatto piena libertà d’azione alle imprese e ai loro proprietari.

Di questo settore si sa molto poco e le cifre che vengono citate nei media cambiano spesso e sono spesso inattendibili. Il segreto fiscale, sempre invocato dal Cantone quando vengono poste domande puntuali, permette ad associazioni e singole persone di avanzare dati che non possono essere provati. Le autorità, dal canto loro, sembrano non essere in grado di fornire cifre indipendenti. Questo favorisce l‘insorgere di ogni sorta di “leggende metropolitane” che si diffondono sempre più senza sapere in realtà se si basano su fatti accertati.

Per questi motivi chiediamo al Lodevole Municipio:

1.Qual è la sua valutazione del ruolo della Città e delle aziende qui situate nello sviluppo del settore cantonale della Moda?

Herr Plein

Dato che Herr Philipp Plein, l’enfant terrible cresciuto tra aristocratici e ricchi ereditieri in un severo collegio tedesco, sta costruendo una villa da 70 milioni a Los Angeles, che si aggiungerà al suo regale appartamento da 13 milioni a New York e alla sua “Jungle du Roi” a Cannes, è improbabile che lo vedremo presto camminare per Via Stella in compagnia di Snoop Dogg con indosso le loro scarpe sportive. E forse non è un male, dato che a Riva San Vitale la villa da lui acquistata nel 2012 (al Fondo 2029) non è mai stata abitata e, anzi, versa in uno stato deplorevole d’abbandono totale, probabilmente perché dopo aver ricevuto continue risposte negative ai suoi progetti di modificare le rive del lago per creare una darsena per il suo yacht, poi di abbattere gli alberi secolari per costruire un secondo palazzo e, per finire, di abbattere la villa per intero, ha perso la speranza di farne un luogo di riposo dopo le sue notorie serate folli in discoteca.

Sarà più probabile trovarlo al suo nuovo The Plein Hotel a Milano, sempre che ci si possa permettere di mangiare la sua The Pizza a 1’500 Euro o un piatto di patatine fritte guarnite con oro a 24 carati, prezzo 4’500 euro. Qui a Mendrisio avremo forse più probabilità di sederci al tavolo con qualcuno dei suoi dipendenti, per i quali una pizza da 15 franchi rischia già di incidere pesantemente sul loro potere d’acquisto. Meglio così, tanto pare che la The Pizza non sia nemmeno molto buona.

Chiediamo comunque al Municipio:

2. All’interno della strategia di marketing territoriale della Città, quali sono le misure volte ad attrarre questo contribuente dal valore, secondo Bilanz, tra i 200 e i 300 milioni di franchi?

La Philipp Plein International AG

L’azienda di cui Herr Plein è amministratore unico ha fatto spesso parlare di sé sui nostri giornali, e questo ci permette di fare delle valutazioni circa il tipo di migliorie che il recente trasferimento sul nostro territorio apporterà al mercato del lavoro e alle prospettive professionali della nostra Città.

Contestualmente, occorre notare che Herr Plein non ha mai voluto affiliare la propria azienda a TicinoModa (l’associazione padronale di categoria) né stipulare contratti con le parti sociali. Evidentemente, i salari minimi imposti dal CCL del settore (come ad esempio quello per l’addetto alla gestione di produzione: CHF 2’930.-) rischiavano di erodere in maniera eccessiva la sostenibilità economica dell’azienda dal fatturato di diverse centinaia di milioni di franchi. Questo sembra permetta a Herr Plein di offrire salari non superiori ai 3’300 franchi lordi mensili – comprensivi di straordinari, s’intende. Infatti gli straordinari, a detta dei dipendenti, includono il fatto di doverlo seguire a Cannes, solitamente senza indicazioni riguardo a quale sarà la prossima tappa – Parigi, Milano, New York – né quando si potrà fare ritorno a casa. D’altronde, non è l’unico modo in cui Herr Plein dimostra che anche la Legge federale sul lavoro – oltre alla consuetudine di interfacciarsi con i rappresentanti del personale – sia più una indicazione che una serie di pratiche alle quali sarebbe bene attenersi. Infatti, è stato già condannato a una pena pecuniaria per avere ripetutamente – tra

il 2016 e il 2019 – violato l’obbligo di rispettare la durata dei turni previsti per i dipendenti. Violazioni in merito al lavoro notturno senza deroga, l’assenza di tempi di riposo tra un turno e l’altro, netto superamento dell’orario settimanale massimo di lavoro, detrazione dalle vacanze delle assenze per motivi medici. Dall’altro lato, ogni ritardo di anche pochi minuti comporterebbe l’iscrizione del dipendente su una blacklist; un secondo ritardo il licenziamento in tronco. Licenziamenti che solitamente arriverebbero “a grappolo” l’ultimo venerdì del mese, un continuo ricambio di personale basato sull’umore del momento di Herr Plein che comporta continui problemi nella trasmissione di conoscenze e organizzazione del lavoro – a detta dei dipendenti intervistati dal giornale Area.

Ma le riserve di Herr Plein verso una sana collaborazione con i propri dipendenti non si esauriscono qui. Nel 2020, in piena pandemia da COVID, nonostante le indennità per lavoro ridotto delle quale ha beneficiato, l’amministratore unico procedette a ridurre, in 6 mesi, il suo organico da 140 a 79 unità. Una riduzione del 50% che avrebbe costituito – secondo il Codice delle obbligazioni – un licenziamento collettivo, il quale presuppone una procedura codificata: il datore di lavoro avrebbe dovuto interpellare preventivamente la rappresentanza dei lavoratori o, in mancanza, i lavoratori stessi. Nulla di tutto ciò è stato fatto.

Per questi motivi, che si inseriscono in un contesto caratterizzato da architetti e ingegneri neolaureati presso la nostra Accademia assunti come stagisti a tempo parziale pur lavorando a tempo pieno — un’irregolarità del valore di circa un milione di franchi protrattasi per tre anni e che avrebbe coinvolto una decina di giovani; dalla decisione del Casinò Admiral di disdire unilateralmente il proprio CCL, una scelta che non può avere altro scopo se non esercitare pressione sulle condizioni di lavoro e aumentare i margini di profitto — in una realtà che già oggi genera decine di milioni sfruttando la ludopatia; dalle offerte di lavoro nel marketing a Chiasso e Mendrisio con salari annui tra i 20.000 e i 30.000 franchi per impieghi al 100%, chiediamo al Lodevole Municipio:

3. Come reputa questo ulteriore “miglioramento” del mercato del lavoro del nostro territorio?

Come non citare poi la pubblicità rappresentante un femminicidio correlata dall’affermazione “l’amore che ferisce fa stare così bene”, una scelta di marketing che si commenta da sola? Così come la scelta di utilizzare, impropriamente e a più riprese, marchi di terzi a loro insaputa: ai danni della Ferrari, costata alla Philipp Plein 300’000 euro di risarcimento; citate nelle denunce di Diet Prada per aver copiato lo stile grafico di Shawn Stussy per Dior e poi quello di Craig Queen per Moncler; l’utilizzo senza autorizzazione degli artwork di Von San Pedro sulle t-shirt della collezione SS18; la sfilata di Plein Sport identica a quella di Alexander Wang per H&M del 2014; gli accessori della collezione FW15 identici a quelli del designer Hyein Seo.

Alla luce di queste considerazioni, ci è quindi ancora più lieta l’occasione di dare il un personalissimo benvenuto alla Philipp Plein International AG, e cogliamo l’occasione per porgere al Lodevole Municipio un’ultima domanda:

4. Il Municipio è contento di questo arrivo?