Salario minimo: avete detto aumento?
Lunedì prossimo il Gran Consiglio discuterà del cosiddetto “compromesso” sul salario minimo. Si tratta di un controprogetto all’iniziativa sul salario minimo, ma anche alla iniziativa costituzionale dell’MPS che propone di fissare un salario minimo al 66% del salario mediano nazionale.
I problemi posti dal cosiddetto “compromesso” sono parecchi. Qui di seguito si affronta il tema centrale, quello del valore dei salari proposti nel progetto. Corrispondono sul serio ad un aumento del salario minimo? Si tratta solo di un adeguamento al rincaro o di un aumento dei salari reali (che è l’unico livello veramente decisivo per valutarne la portata)?
Cosa è successo finora con il salario minimo?
Il salario minimo in Ticino è entrato in vigore nel 2021 con una forchetta tra 19.00 e 19.50 franchi l’ora. Al 1° gennaio 2026 la parte alta della forchetta è salita a fr. 20.50. È stata l’ultima di tre tappe già previste fin dall’inizio: 20.00 fr. nel 2023, 20.25 fr. nel 2024 e 20.50 fr. nel 2026
In termini reali, però, la situazione è ben diversa. Nello stesso periodo l’indice dei prezzi al consumo (che non include i premi di cassa malati, una delle voci più rilevanti per i bilanci familiari) ha segnato un aumento di circa il 7%. Ciò significa che il salario minimo per essere, dal punto di vista del potere d’acquisto, almeno uguale a quello in vigore dal 2021 dovrebbe oggi essere di Fr. 20.86.
Ma non è tutto. Come sappiamo, in Svizzera (e in modo particolare in Ticino) l’indice dei prezzi al consumo non può essere considerato un indice del costo della vita (che è un’altra cosa). In particolare, facendo astrazione da altre spese, sappiamo quanto pesino i premi di cassa malati.
Tali premi non sono compresi nell’indice dei prezzi al consumo. Tuttavia la loro evoluzione e la loro incidenza sui redditi viene calcolata, dall’Ufficio federale di statistica, attraverso un indice particolare denominato IPAM. A partire dal 2021 ha dato i seguenti risulati:
| 2021 | 2022 | 2023 | 2024 | 2025 | Diff. | |
| Indice IPAM base | 225.7 | 224.6 | 236.7 | 255.9 | 270.4 | + 19,8% |
| Indice IPAM complementari | 130.8 | 130.3 | 129.6 | 128.1 | 127.4 | – 2.6% |
| Indice IPAM (base) + complementari |
195.3 | 194.4 | 202 | 213.9 | 222.9 | + 14,1% |
| Incidenza premi su crescita reddito disponibile | 0,0 | 0,0 | – 0,4 | – 0,5 | – 0,3 | – 1,2 % |
Se al dato già calcolato in precedenza aggiungessimo questo ulteriore 1,2% dovremmo avere un salario minimo 2026 (per essere – in termini reali, cioè di potere d’acquisto – almeno pari a quello del 2021) di Fr. 21.09 : in realtà ben 59 cts in più del salario minimo in vigore dal 1.1.2026 (20.50).
Bisogna inoltre ricordare che gli adeguamenti annuali – soprattutto di fronte ad anni di inflazione sostenuta – non permettono comunque di recuperare la perdita di potere d’acquisto subita, mese dopo mese durante tutto l’anno.
Infine, questo dato (Fr. 21.09) dovrebbe essere corretto ulteriormente tenendo conto che l’IPAM è un indice calcolato a livello nazionale. Tutti comprendono che se quello stesso indice IPAM venisse calcolato su base cantonale (purtroppo, a nostra conoscenza, non esiste) è molto probabile che si debba contare su un’incidenza pari al 2% dei premi di CM sul periodo 2021-2026.
Se adottassimo questo ultimo punto di vista sulla incidenza in Ticino dell’indice IPAM – una valutazione ragionata e ragionevole – potremmo affermare, senza tema di essere smentiti, che dovremmo avere un salario minimo 2026 (per essere – in termini reali, cioè di potere d’acquisto – almeno pari a quello del 2021) di Fr. 21.25: in realtà ben 75 cts in più del salario minimo in vigore dal 1.1.2026 pari a Fr. 20.50.
Possiamo così riassumere tutti gli elementi:
| 2021 | 2023 | 2024 | 2026 | |
| Salario minimo nominale | 19.50 | 20.00 | 20.25 | 20.50 |
| Evoluzione inflazione (IPC) 2021 – 2026 : + 7% | ||||
| Evoluzione incidenza premi CM su crescita reddito 2021-2025 / CH : -1,2% | ||||
| Evoluzione incidenza premi CM su crescita reddito 2021 – 2025 / TI : – 2% (stima) | ||||
| Salario minimo 2021 indicizzato a inflazione + incidenza premi cassa malati: 21.25 | ||||
Un accordo che ripropone lo stesso meccanismo del 2021
L’accordo in discussione fa finta che tutto quanto descritto sopra non sia avvenuto.
Ritiene che gli aumenti entrati in vigore dal 2021 in avanti rappresentino di fatto un aumento del salario minimo tout court (senza preoccuparsi della portata reale – in termini di potere d’acquisto dei salari indicati) e si iscrive nella stessa logica, fissando – dal 2027 al 2029 – tre tappe di aumento (ci riferiamo sempre alla parte alta della forchetta): Fr. 21.00 nel 2027, Fr. 21.50 nel 2028 e Fr. 22.25 nel 2029.
Alla luce di quanto abbiamo detto sull’evoluzione, in termini reali, del salario minimo in vigore dal 2021 – che dovrebbe essere di Fr. 21.35 – ci rendiamo conto che solo a partire dal 2028 questo adeguamento potrebbe ritenersi raggiunto (a condizione che il 2026 e il 2027 non siano segnati da aumenti dell’inflazione). Da notare: si tratterebbe di un adeguamento e non – se non in misura minima – di un aumento reale.
Tutta l’operazione – con le eventuali ricadute positive del 2029 – rischia di essere inficiata in modo decisivo dall’andamento dell’inflazione nei prossimi anni. Se si considerasse anche l’evoluzione dei premi di cassa malati, il margine risulterebbe ulteriormente ridotto, se non nullo.
Poco importa, a questo punto, che l’accordo preveda che, a partire dal 2030, riprenderà il processo di compensazione del rincaro e che, con il 2030, il salario minimo verrebbe indicizzato tenendo conto dell’aumento dei prezzi al consumo tra il 2027 e il 2030.
Anche se si avverasse quest’ultima ipotesi, è evidente che la perdita accumulata in passato e quella che deriverebbe da salari fissati anticipatamente, senza tenere conto dell’adeguamento all’evoluzione del costo della vita, rischiano di ripercuotersi pesantemente sul potere d’acquisto di questo salario.
In realtà, come avevano già fatto notare gli economisti Marazzi e Greppi in un loro contributo di alcune settimane fa su La Regione, il “compromesso” in discussione rappresenta, nella migliore delle ipotesi, un adeguamento del salario fissato nel 2021 all’evoluzione del rincaro. Né più, né meno. Buona cosa, certo. Ma se l’obiettivo, conclamato da chi ha proposto l’iniziativa, è quello di aumentare concretamente (cioè realmente, nella sostanza e non solo nella forma) il salario minimo pagato in Ticino, ebbene l’operazione – se il “compromesso” verrà approvato, totalmente fallita.