Scuola e abusi sessuali sui minori. È necessario rafforzare l’azione di prevenzione e di contrasto

Pubblichiamo il testo di una interpellanza con la quale i deputati dell’MPS tornano sulla vicenda degli abusi sessuali che ha coinvolto la sede di scuola media di Giubiasco. (Red)

*****************************************

Negli ultimi giorni sono emersi fatti estremamente gravi riguardanti un docente della Scuola media di Giubiasco, arrestato il 17 marzo 2026 per reati a sfondo sessuale ai danni di minorenni. Le testimonianze raccolte dalla stampa delineano un quadro inquietante: diversi allievi ed ex allievi riferiscono di aver osservato, per oltre un decennio, comportamenti predatori da parte del docente nei confronti di allieve e colleghe, sia dentro sia fuori dall’istituto. Secondo quanto riportato, tali atteggiamenti erano “noti” e commentati da tempo, al punto che molti studenti avrebbero discusso apertamente dell’improvvisa assenza del docente, sapendo che non si trattava di una malattia – come comunicato dalla direzione – bensì dell’arresto.

Colpisce, in particolare, che gli allievi più giovani avessero interpretato la relazione tra il docente e una studentessa come una sorta di “innamoramento”, mentre i più grandi la percepivano come una stranezza. Questo dato rivela una preoccupante normalizzazione di dinamiche di potere e di comportamenti inappropriati, che non sono stati riconosciuti come tali né dagli adulti né dai ragazzi. Ancora più allarmante è il fatto che, nonostante la diffusione di voci e osservazioni, non risultano segnalazioni formali precedenti all’episodio che ha portato all’arresto, tanto che il Dipartimento stesso ha dichiarato che “in assenza di segnalazioni è difficile intervenire” e che “a posteriori si afferma che tutti sapevano”.

A ciò si aggiunge la gestione comunicativa dell’istituto nei giorni successivi all’arresto: la direzione ha informato gli allievi che il docente era assente “per malattia”, pur essendo evidente che la notizia dell’arresto circolava già ampiamente tra gli studenti e nelle chat scolastiche. Pur comprendendo le esigenze di riservatezza legate a un’inchiesta penale, questa scelta ha contribuito a creare un clima di confusione, sfiducia e percezione di opacità istituzionale, alimentando ulteriormente quel contesto di omertà e banalizzazione che sembra aver permesso al docente di agire indisturbato per anni.

Il DECS ricorda che dal 2023 sono in vigore le Direttive sui comportamenti inadeguati e che esiste un obbligo di denuncia sancito dalla Legge organica dei dipendenti dello Stato. Tuttavia, il caso di Giubiasco solleva interrogativi profondi sull’efficacia della vigilanza, sulla capacità delle scuole di riconoscere e affrontare tempestivamente segnali di rischio, sulla cultura interna degli istituti e sulla reale diffusione delle misure di prevenzione.
Lo stesso Dipartimento ammette che la capacità di vigilare è oggetto di critiche e che è in corso una valutazione dell’applicazione delle direttive, segno che il sistema necessita di un rafforzamento.

Alla luce di questi elementi, chiediamo al Consiglio di Stato:

1.Come spiega il Consiglio di Stato che per circa un decennio un docente abbia potuto agire indisturbato, nonostante comportamenti predatori fossero osservati e commentati da più allieve/i ed ex allieve/i?

2.Come valuta il Consiglio di Stato il fatto che numerosi allievi hanno interpretato la relazione tra docente e allieva come “innamoramento”? Quali riflessioni trae il DECS rispetto alla mancanza di strumenti critici, alla normalizzazione di dinamiche di potere e alla scarsa percezione del rischio da parte degli studenti?

3. Per quale ragione la direzione scolastica ha comunicato agli allievi che il docente era assente “per malattia”, pur sapendo che era stato arrestato? Tale comunicazione è stata concordata con il DECS? Quali alternative sono tate valutate? Come si giustifica una scelta che ha contribuito a un clima di sfiducia e percezione di copertura istituzionale? 4.Quali linee guida intenda adottare il DECS per evitare in futuro comunicazioni fuorvianti pur nel rispetto del segreto istruttorio?

5. Quali misure di prevenzione sono attualmente operative nelle scuole medie cantonali e comunali?
Si chiede di elencare:

  • i programmi attivi;
  • le formazioni obbligatorie per docenti, direzioni e personale;
  • gli strumenti messi a disposizione degli allievi;
  • il ruolo del SeAM e la sua presenza effettiva nelle sedi.

6. Quante sedi scolastiche sono oggi realmente coinvolte in attività strutturate di prevenzione e sensibilizzazione sui comportamenti inadeguati, sugli abusi di potere e sulla protezione dell’integrità personale? Indicare numero di sedi, tipologia delle attività, frequenza e copertura percentuale rispetto all’intero sistema delle scuole medie.

7. Quali misure immediate intende adottare il DECS per contrastare il clima di omertà e banalizzazione che sembra emergere dal caso di Giubiasco? Sono previste campagne mirate rivolte agli allievi, percorsi di formazione obbligatoria per tutto il personale, procedure più chiare e accessibili di segnalazione?